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Monteverde, come è più spesso chiamato il quartiere Gianicolense, non è probabilmente il primo quartiere a cui pensa chi debba vivere a Roma, che sia romano di nascita o approdato alla capitale da altri lembi d’Italia. Ci si arriva quasi per sbaglio, spinti da ragioni lavorative o di studio, giocoforza abitando in una metropoli dal territorio vastissimo, le cui scelte residenziali sono spesso schiave dell’ubicazione dei posti di lavoro, la cui vicinanza è decisamente privilegiata rispetto ai tanti parametri possibili. Roma, il quartiere Gianicolense. Vivere a Monteverde Direttore responsabile: Claudio Palazzi
Insomma, Monteverde non è certo un quartiere che si sceglie per passione, come accade per la caratteristica Trastevere. E’ più probabile che capiti di doverci vivere, di cercare casa lì e di ritrovarcisi a stare un po’ perplessi e incerti. 

Così Monteverde è il classico quartiere che impari ad apprezzare proprio vivendoci, scoprendolo giorno dopo giorno.

Ubicazione e breve storia del quartiere

L’angolo verde di Roma, la zona degli Orti di Cesare, iniziò a urbanizzarsi a partire dagli inizi del Novecento, nella più estesa area Gianicolense, dando vita al quartiere oramai noto come Monteverde Vecchio, inizialmente con villini signorili circondati da giardino, in ottime realizzazioni di stile liberty, grazie ad un piano regolatore del 1909.

L’urbanizzazione si espanderà poi ulteriormente soprattutto nel secondo dopoguerra, con palazzine più residenziali, così crescerà Monteverde Nuovo un quartiere nel quartiere, o forse un quartiere oltre il quartiere.

Sito nell’area a destra del Tevere e ad ovest del centro storico, il confine a nord del quartiere Gianicolense è segnato dal più esteso parco romano, Villa Doria Pamphilj, grande polmone verde della città, mentre ad est c’è Trastevere.
Sul lato sud della circonvallazione Gianicolense, che attraversa tutto Monteverde fino a Trastevere, sorgono due grandi e rinomati ospedali, lo Spallanzani ed il  San Camillo-Forlanini, a nord si incrocia piazzale Dunant  che si spinge fino alla zona Donna Olimpia, dove sorsero, nell’allora aperta campagna, le prime costruzioni di Monteverde Nuovo, celermente edificate in epoca fascista, dall’Istituto Case Popolari, per collocare le migliaia di sfollati del centro storico, oltre agli immigrati ed ai senzatetto, in enormi ed alti palazzoni senza ascensori, eleggendo così a borgata ufficiale l‘attuale zona di Donna Olimpia. Naturalmente all’epoca non vi erano ancora negozi, nemmeno di alimentari, per soddisfare quella improvvisa popolazione di circa 5.000 individui, che si approvvigionavano al mercato che ogni giorno si allestiva nei paraggi. 
Quei casermoni vennero poi descritti da Pier Paolo Pasolini  nel suo famosissimo romanzo “Ragazzi di vita”, dei quali narrò proprio dopo essersi trasferito nel quartiere, nel 1954, in via Fonteiana, raccontando le storie dei giovani che animavano le vie del quartiere.
Il Monteverde residenziale nasce dunque come quartiere proletario ed, anche se gli abitanti di oggi sono estremamente diversificati rispetto a quelli di un tempo, il tessuto sociale è rimasto molto ben integrato ed è proprio questo che lo caratterizza come quartiere tutto sommato tranquillo. 

Caratteristiche e curiosità

Raramente Monteverde rientra negli itinerari turistici, se non per la splendida vista panoramica, particolarmente romantica di notte, che offre il Gianicolo e che abbraccia tutta Roma. Così è proprio da il Fontanone“ in cima al Gianicolo, com’è chiamata dai romani la fontana dell’Acqua Paola, che partono le riprese de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, premiato con l’oscar come miglior film straniero.
Oltre a Pasolini a Monteverde, hanno vissuto anche Miriam Mafai, Attilio Bertolucci, Gianni Rodari.

Il quartiere ha poi, nel tempo, soprattutto a Monteverde Vecchio, attirato altri personaggi famosi, della cultura, dello spettacolo e della politica, che vi si sono stabiliti e tuttora ci vivono, da Nanni Moretti a Carlo Verdone, Serena Dandini, Paola Cortellesi, Pino Insegno.
Purtroppo il quartiere non è servito da alcuna linea metropolitana, ma ha due linee di tram abbastanza efficienti, la 8 e la 3, che la collegano al centro della capitale, ciononostante non mancano validi luoghi di cultura, come il Teatro Vascello.

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