Nel Ludic Century, Apprendere l’arte tra app e videogame Direttore Claudio Palazzi

Tre applicazioni per imparare la storia dell’arte e l’ombra della dipendenza da videogame

Secolo Ventunesimo: il Ludic Century

Nel ventunesimo secolo vita e gioco non sono mai stati più uniti, spiega il game designer e fondatore della Gamelab, Eric Zimermann. Il suo  manifesto  21 century will  be defined by games, sviscera e chiarisce lo stretto legame che il mondo del XXI secolo ha  con l’atteggiamento ludico.

Resistere è inutile, il nostro è il Ludic Century. Il nostro modo di approcciarci alla realtà, iper interattivo  e fluido  è proprio quello del gioco ed in particolare il video-gioco è ormai  presente nelle nostre vite in modo pervasivo. Gestire il proprio denaro, cercare un partner tramite applicazione di dating online, prenotare un vaccino, sono tutte comunissime e necessarie attività quotidiane.

Tutte queste attività sono svolgibili dallo stesso terminale, un computer od un cellulare e  tutte quante ci ingaggiano,  ci rendono possibile ( e desiderabile) l’interazione  nello stesso modo: un’intuitiva interfaccia colorata e un accattivante accostamento di testo/immagine/suoni. Un interfaccia  creata ad arte per essere interessante, immediata, efficace nel porre l’utente al centro della fruizione.

Questo tipo di interfaccia qualche decennio fa era associata a ciò che non avrebbe potuto essere altro che un gioco, un passatempo. Oggi, invece, questo codice visivo leggero, intuitivo, coinvolgente,  costituisce il codice di comunicazione quasi universale.

 Videogiochi d’arte

Alcuni casi di musei italiani

Anche i settori della cultura e dell’educazione non hanno potuto sottrarsi al processo di “gamification”. Dai primi anni duemila, un numero crescente di musei ha deciso di abbracciare il mondo del gioco, mirando a creare un nuovo spazio di interazione con il patrimonio artistico valorizzato.

Il video game rende il fruitore assoluto protagonista e portatore di poteri spazio-temporali molto al di sopra di quelli di cui disporremmo durante una regolare esperienza “analogica” . L’occasione di applicare questa proprietà ad un esperienza didattica è stata reputata ghiottissima.

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, ad esempio, ha lanciato dal 2018 un proprio videogioco ufficiale, Past for Future mentre un noto precedente è Father&Son, il videogioco museale del museo Mann di Napoli.

Entrambi i videogiochi sono creature di Tuo Museo, collettivo internazionale di artisti, game designer, developer, sound designer ed animatori 3D che lavora nell’intersezione tra arte e videogiochi.

Abbracciati dai musei, giochi d’apprendimento della storia dell’arte e non potevano non sbarcare anche nel palmo della nostra mano. Siamo ai primi passi, ma le occasioni per mettere in gioco la proprio conoscenza della storia dell’arte, non mancano.

Tre applicazioni per giocare con la storia dell’arte

Daily art, Artly e Studying Painting

Calibrati sull’idea del fornire una piattaforma in cui approcciarsi ludicamente alla storia dell’arte vi presentiamo tre applicazioni disponibile in Google Play ed Apple Store:

  • Artly

Artly propone un apprendimento basato sul meccanismo del “look-try-learn” e vuole ingaggiare con l’utente una gara con se stesso ed un circolo virtuoso per l’apprendimento.

L’utente ha a disposizione due sezioni, quella  “Quiz” , e quella “Learn”. La sezione “Quiz” contiene quesiti di ” indovina il titolo” e “indovina l’artista”. La categoria  “Learn” contiene una vasta  galleria di immagini divise per  varie categorie, con titolo e autore dell’opera.

Le categorie della sezione “Learn” comprendono “Quadri famosi” ,  “Collezioni di musei famosi” ( con i principali musei mondiali)  ma anche e gallerie dedicate ai movimenti o a macro categorie, come nel caso della galleria “ Architettura”.

Le categorie base a cui l’utente ha accesso è quella dei ” Quadri Famosi”.  Aumentando i proprio punteggio, indovinando  autori e titoli dei quadri proposti, l’utente ha possibilità di accedere a sfide sempre più difficili, che lo portano a confrontarsi con movimenti meno conosciuti, come la pittura russa degli anni Venti.

  • Daily Art

Daily art propone una pillola d’arte al giorno. Giornalmente mostra ai registrati un quadro, accompagnato da un breve trafiletto che spiega la storia del quadro e, in breve, la biografia dell’artista.

L’opzione “condividi” permette di postare il quadro proposto da Daily Art all’utente sui social o inviarlo alla propria rubrica tramite le app di messaggistica istantanea.

Daily art presenta la possibilità di impostare una notifica che segnala “ l’ora dell’arte” cioè l’ora a cui l’applicazione mostra il post sul quadro giornaliero.

E’ un metodo graficamente curato per un apprendimento giornaliero “passivo”, poichè è  l’app a decidere il  quadro del giorno,  in cui il potere dell’utente sta nel poter decidere quali post salvare nei propri “ preferiti” , creando una galleria personale di immagini e informazioni.

La possibilità di condividere i post crea un occasione di confronto e di diffusione di conoscenza delle opere proposte, che tendono sapientemente ad essere selezionate tra le meno famose degli artisti scelti, molto spesso celebri. L’utente può così beneficiare di un ampliamento di orizzonte rispetto alla conoscenza dell’artista.

  • Studying Painting

L’app si divide in due sezioni: “Game” e “Gallery”.  La sezione “Game” ha diverse sezioni di gioco, che contano movimenti artistici, tipologie di soggetto e collezioni di musei specifici. Il gioco consiste nell’indovinare l’autore di ciascun quadro, scegliendo tra quattro possibili risposte. La risposta giusta viene confermata o corretta nel momento in cui si dà la risposta.

I quadri sottoposti sono per lo più scelti tra i meno conosciuti degli artisti selezionati. Un’ attenzione particolare è posta nel mostrare quadri da tutti i periodi artistici dei pittori considerati, comprendendo anche fasi giovanili o  tarde spesso molto lontane da quelle che hanno reso famoso l’autore.

Anche in questo caso il meccanismo è la sfida con se stesso. I beneficio è l’ampliamento del proprio orizzonte di conoscenza sui grandi maestri.

 L’ombra della dipendenza

Il principale punto di forza del videogame, ovvero l’immersività quasi risucchiante, è anche il principale capo di accusa del videogioco, fin dalla su nascita oggetto di timori e preoccupazioni diffuse soprattutto per l’ombra di estraniamento e di alienazione che si porta dietro proprio nel suo essere l’apoteosi del gioco come luogo “ altro”,  oltre la realtà tangibile.

Un esempio è il recentissimo caso Fortnite. A sollevare il caso fu un report di Abc 8 News-Wric nel quale alcuni esperti interpellati spiegavano come la modalità Last Man Standing del videogame di spingesse il cervello dei giocatori alla produzione di dopamina e di altre sostanze chimiche nel sangue dagli effetti molto simili a quelli prodotti dal cervello nella dipendenza droghe pesanti. Dinamiche simili, hanno scoperto gli studiosi, coinvolgono anche  social network, spesso definiti “slot machine da tasca”.

Sviluppare una dipendenza

E’ possibile anche quando si parla di applicazioni per l’apprendimento?

Due, delle tre applicazioni che ho voluto recensire, si basano in effetti su un meccanismo di sfida a se stessi che potrebbe degenerare nel compulsivo.

La forma delle app per l’apprendimento dell’arte fino a qui esaminate sono, di fatto, sospese tra una forma di videogioco e di social. Questo è certamente un terreno che può essere scivoloso, sul versante dell’alienazione. Il rischio che possano ingaggiare una competizione spasmodica contro la propria ombra non è escludibile. Non lo è nemmeno come quello che possano ridurre il magico contatto con l’arte a un ” indovina chi da palmo”.

Al momento, tuttavia,  l’offerta delle app di apprendimento artistico sono dei terreni di prova per la conoscenza pregressa che, attualmente, avviene nel contesto sociale della scuola.

Dunque, per un video-apprendimento sicuro, attraverso la rete, forse potrebbe bastare questo: ricordarsi di aggiungere sempre un appiglio, una porta alla socialità e al mondo. Mantenere saldamente la dimensione video-ludica un aumentatore e mai un detrattore del rapporto umano e della vita vissuta nelle dimensioni tangibili.

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