La terza età: il ristoro dopo una vita di stenti e sofferenze , il ponte che ci ricongiunge con l’eternità, l’ultima spiaggia di questo viaggio chiamato vita. Forse basta un soffio di vento per spegnere questa flebile candela. La vecchiaia è la fase più delicata dell’esistenza di una persona. E’ il tempo del raccolto, dopo la semina. Quando ti guardi indietro con un sorriso o con una smorfia  e ogni ruga sul tuo volto equivale alla saggezza accumulata negli anni. E allora che ne sarà di quello che è stato? Di quei teneri ricordi che scaldano ancora i cuori? Dell’abbraccio caloroso di un nipote e la gioia di suo nonno, delle cene di Natale,  delle feste di compleanno?

“Gli anni sono trascorsi e noi siamo stanchi nel corpo ma il nostro spirito è temprato”.  Non è una bugia questa ma esattamente quello che ci fanno capire gli anziani del centro di Via Boemondo mentre trascorriamo un po’ di tempo con loro.  I nostri  beniamini passano le ore facendo ginnastica. Sono alle prese con lo stretching mentre l’ istruttrice li rimbecca e noi allora togliamo il disturbo. Ma finalmente possiamo dare voce ai pensieri più reconditi di questa cricca, che  si getta a capofitto nell’intervista perché come afferma qualcuno “almeno mi sfogherò un po’ “.

Ha qualche rimpianto?

 “Tanti rimpianti, preferisco non parlarne”

 “Preferisco avere rimorsi che rimpianti”

 

Che significa per lei vivere la terza età?

” Una cosa bella ma la situazione italiana me lo impedisce. Ci sono gli extracomunitari e la città versa in una condizione di degrado”

“Uno deve prepararsi alla vecchiaia, trovare nuovi ambienti, fare nuove amicizie, avere degli interessi e fare progetti e attività”

“Libertà, sono libera di fare quello che voglio.”

 

La vecchiaia è solitudine?

“Si, vivo solo. Sono sempre stato da solo e da questo nascono i miei rimpianti”

“La fede non ti lascia sola.”

“Sono sola ma non è solitudine”

 

Ha paura di morire?
“Quando suonano le campane mi presenterò da nostro padre.”

“No ma vorrei vivere tanto.”

“No, ho paura di soffrire.”

 

Cosa le offre questo centro? La fa sentire più giovane?

“A me no. Io ci sto solo perché sto facendo un favore ad un amico, altrimenti me ne andrei volentieri. C’è gente che preferisco non vedere e frequentare. Poi i nostri politici se ne fregano e qua è  tutto abbandonato: ci sono due tavoli e il pomeriggio giocano  a carte e basta.”

“Mi offre la possibilità di curare il mio corpo, di tenermi in forma e poi ti fa sentire giovane attraverso il contatto con gli altri.”

“Più sciolta. Mi sento più sciolta.”

E la sua famiglia? Che rapporto ha con la sua famiglia?

“Non ho famiglia”

“Mi ritengono una rompicoglioni.”

“Adesso mi manca mio marito”

 

Cosa le manca della gioventù?

“L’età, tutto. Vorresti tornare indietro ma non è possibile. Spero con l’esperienza acquisita degli 80 anni di stare meglio.”

“La forza.”

“Niente, stavo bene  da giovane e sto bene anche adesso.”

 

Se avesse la macchina del tempo e potesse tornare indietro cosa cambierebbe?

“Cambierei in meglio molte cose, non farei gli errori della gioventù.”

“Mi sono posta delle domande che non hanno risposta ”

”Rifarei tutto quello che ho fatto”

Come è cambiata la gioventù di oggi? Ritiene che non abbia più rispetto per le persone anziane?

“In peggio, non c’è più rispetto per nessuno. Uccisioni a non finire. Fisicamente è migliore ma moralmente sta proprio a 0. Anzi  lei sa se oggi hanno ucciso un’altra donna?”

“Ci sono dei ragazzi tanto maleducati ma anche persone che dimostrano rispetto. I miei nipoti mi adorano, sono una fonte di gioia per me.”

 

 

 

 

 

Selene Bruni

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