9 e 10 ottobre 2014: l’inizio di un inferno. L’impeto del maltempo si è unito alla ribellione della natura. Risultato? Le forti precipitazioni (395 mm in 24 ore) hanno provocato nel comune di Genova l’esondazione del torrente Bisagno, del torrente Sturla e dei rispettivi affluenti; l’alluvione non ha risparmiato l’entroterra ligure e in particolare i comuni di Bogliasco, Campo Ligure, Masone, Montaggio e Rossiglione, dove l’acqua ha trascinato con sé ogni cosa. Il maltempo ha colpito inoltre molte aree del Nord Italia, in particolare Parma, diversi comuni nel mantovano e nel milanese e la provincia di Alessandria, dove il giorno 14 ottobre è stato proclamato lo stato di emergenza.

Siamo di fronte ad un nuovo disastro ambientale, l’ennesimo per una città come Genova, che già nel 2011 contò 6 vittime a causa del maltempo, e per la Regione Liguria che il 25 ottobre dello stesso anno dovette assistere impotente all’alluvione che colpì le Cinque Terre e la zona della Lunigiana, togliendo la vita a 12 persone.

Nel comune genovese nella mattinata del 9 ottobre le precipitazioni hanno iniziato ad aumentare la propria intensità fino a raggiungere il picco nella ore serali: l’acqua esondata ha invaso le strade trascinando via cose e persone, indifferentemente. Il mix di acqua, fango e detriti ha raggiunto l’altezza di un metro e ottanta, troppi per un uomo di 57 anni, residente nel quartiere di Marassi, che ha dovuto arrendersi alla forza della natura. Nella giornata del 16 ottobre il Comune ha proclamato il lutto cittadino per lo svolgimento dei funerali della vittima.

La città e i comuni limitrofi nei giorni seguenti hanno dovuto fare i conti con il disastro scaturito dalle esondazioni: strade impraticabili, primi piani delle case completamente allagati, negozi irriconoscibili, attività commerciali messe in ginocchio. I danni alle cose e alle attività economiche sono stati quantificati con una stima iniziale che si aggira attorno ai 300 milioni di euro.

L’alluvione non ha però scalfito la solidarietà che da sempre contraddistingue i cittadini genovesi, soprattutto i giovani, che non hanno esitato a rimboccarsi le maniche per spalare e liberare la città dal fango. Vi sono poi persone di ogni età e i commercianti, la cui attività è rimasta vittima dell’alluvione.

Il Capo dello Stato ha definito quelli avvenuti in Liguria come “fatti sbalorditivi e sconvolgenti”, ponendo l’accento sull’importanza che ha la tutela del patrimonio forestale anche “per prevenire i rischi derivanti dal dissesto idrogeologico di cui purtroppo il nostro Paese soffre”. Il Presidente della Repubblica ha poi sottolineato che “abbiamo vissuto tanti episodi che poi esplodono nelle città, nei piccoli centri come quelli delle Cinque Terre,ma alle spalle di questi fenomeni, che sono anche dovuti ad inerzie locali, a lungaggini burocratiche nel realizzare progetti elaborati e perfino finanziati e pronti per essere realizzati, alle spalle di tutto questo c’è anche l’incuria nei confronti del patrimonio boschivo e forestale”.

Amarezza e rabbia sono i sentimenti che a mio modesto parere contraddistinguono le parole di Napolitano. L’Italia deve nuovamente fare i conti con un disastro ambientale che fa emergere ancora una volta le inefficienze dei meccanismi previsionali e amministrativi che caratterizzano il nostro sistema burocratico. Il sindaco di Genova, Doria ha sostenuto che “nessuno ci aveva preavvertito che certe cose sarebbero potute accadere. Non avendo avuto informazioni in tal senso, il nostro sforzo è stato di affrontare l’emergenza in tempo reale”.

Carenze nel sistema meteorologico? Io ritengo che le cause dei disastri che negli ultimi anni si sono abbattuti nel nostro Paese (basti pensare ai terremoti a L’Aquila e nell’Emilia) non derivano esclusivamente da errate previsioni del tempo, ma dalla totale assenza di cura verso gli elementi ambientali ed architettonici che ci circondano, dalla lentezza esorbitante dei meccanismi burocratici, dalla mancanza di accortezza che spesso caratterizza le azioni dei nostri politici, troppo impegnati ad inneggiare alla imprevedibilità della natura e ad accusare “gli altri”.

Lo stesso Renzi su facebook ha ribadito che verranno stanziati due miliardi per fronteggiare i danni dell’alluvione, ma cosa ne è stato dei milioni di euro che erano stati stanziati proprio due anni fa a favore delle aree colpite da calamità naturali?

La Procura della Repubblica ha avviato un’inchiesta contro “ignoti” per il reato di disastro e omicidio colposo, chissà, forse nella speranza che le Istituzioni si diano da fare per abbattere le barriere dell’inerzia e ridurre quanto più possibile l’eventualità che si possano verificare nuovamente tragedie come quelle che hanno colpito negli ultimi anni il nostro Paese.

GIORGIA ANTONIMA

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