Forze dell’ordine e Coronavirus

Il coronavirus ha invaso ormai le nostre vite. Tutto ciò che ci sembrava indispensabile e necessario come i nostri pensieri, le nostre passioni, adesso scivola in secondo piano. In vetta alla classifica c’è il virus. Accendiamo il televisore, prendiamo in mano il telefono, e tutto quello che vediamo è la realtà, la realtà del mondo al tempo del coronavirus.

Tutto è relativo all’emergenza in corso ed ovviamente i media non parlano d’altro. Nel raccontare l’emergenza o meglio, la realtà, i giornalisti hanno dato voce da una parte a tutti quegli esperti dei vari settori economico, scientifico, politico, che tentano di sviscerare, di analizzare la situazione e di superarla. Dall’altra parte, si registrano i contributi, perlopiù di carattere emotivo, di quanti di noi soffrono e combattono il COVID-19.

In questo stato di cose, uno spazio importante del discorso è occupato dal tema dei controlli e del rispetto delle misure di sicurezza. Controlli ovviamente di competenza delle forze dell’ordine a cui spesso non viene offerta loro quell’attenzione umana di cui godono altre categorie di soggetti “in prima linea”.

A tal proposito abbiamo ascoltato un comandante di una stazione carabinieri per comprendere meglio quelli che sono gli umori e le impressioni di suddette forze. Specie dopo il DPCM del 22 marzo che ha inasprito ulteriormente le misure già in atto, i carabinieri sono stati, insieme alle altre forze di polizia, tra i pochi a continuare a svolgere la propria attività. Non sono quindi mancate, le preoccupazioni, le inquietudini collegate alla propria condizione di “esposti”. Come rivela il comandante:

“quando si è appreso della portata del contagio e del numero dei morti, alcuni dei quali nostri colleghi, è subentrata una certa preoccupazione. Inoltre, specie all’inizio, eravamo sprovvisti di qualsivoglia dispositivo di protezione, situazione poi per fortuna migliorata con il passare del tempo”

A far da contraltare a ciò c’è sicuramente il sentimento di orgoglio che si prova nel fare il proprio lavoro in una situazione così complessa. Orgoglio che risiede nella consapevolezza di offrire un servizio alla popolazione. Essa, checché se ne dica, ha risposto bene agli appelli del governo a rimanere in casa. Appelli a volte seguiti da disposizioni legislative non sempre chiare che hanno creato un po’ di confusione tra i civili ed anche tra le forze dell’ordine.

Sia gli operatori di polizia che i cittadini hanno talvolta interpretato in maniera difforme le ordinanze. In particolar modo quelle riguardanti la libertà di movimento e gli esercizi commerciali. Le ultime disposizioni sono state invece più chiare anche se persistono delle difficoltà interpretative poiché certamente una legge indirizzata alla collettività non può comprendere al suo interno tutte quelle particolari situazioni quotidiane”.

Proprio questo rapporto con la popolazione è di vitale importanza per il rispetto delle regole e per una convivenza pacifica in quello che ad oggi è una sorta di “stato di polizia”.

“La scala gerarchica dell’Arma ha invitato tutti i comandanti ai vari livelli ad utilizzare buon senso nell’applicazione delle sanzioni. Cerchiamo pertanto di comprendere le diverse situazioni che possono portare una persona a spostarsi dalla propria abitazione. In un piccolo comune le cose sono più semplici dato che risulta abbastanza agevole risalire alle reali motivazioni che spingono ad uscire di casa.”

Da questa situazione ci vengono raccontate storie di umanità, di solidarietà.

“Spesso le persone che hanno difficoltà, in particolar modo anziani ed extracomunitari si rivolgono a noi per un aiuto e questo ci dà sicuramente degli stimoli.”

Oppure situazioni comiche, o meglio tragicomiche, di mariti che fuggono dalle proprie mogli ed altre simpatiche storie.

“Qualche giorno fa ci è capitato di incontrare un signore che per giustificare la sua uscita ha indicato un cane randagio a 100 metri da lui dicendo che era il suo e lo stava portando a spasso”.

Conversando il comandante non manca di ringraziare la cittadinanza per il sostegno ma come sappiamo ci sono anche molti episodi in cui le forze dell’ordine sono state aggredite e derise nello svolgimento delle  proprie funzioni. Esse si trovano nella scomoda posizione di dover controllare ed a volte sanzionare comportamenti fino a qualche tempo fa del tutto naturali, normali. Le persone dovrebbero cercare di immedesimarsi nelle forze dell’ordine che stanno svolgendo un lavoro non ordinario e collaborare tutti quanti affinché le cose non peggiorino ulteriormente.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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