E’ da tempo ormai che si sente parlare di fuoriuscite radioattive dalla centrale nucleare di Fukushima che finiscono in mare o contaminano il sottosuolo.

Ricorderemo che la centrale, danneggiata dallo tsunami del marzo 2011, diede luogo a due esplosioni molto potenti e riscontrò grandi problemi, che ancora oggi rendono la situazione preoccupante per il Paese e per il resto del mondo.
Sebbene
la Tepco, Tokyo Electric Power Co., società giapponese che gestisce la centrale, aveva da sempre negato la filtrazione di acque contaminate nel mare, in realtà molte rilevazioni effettuate nel sottosuolo e nel mare dimostrano che, in prossimità dell’impianto, vi sono alti livelli di radiazione. “Credo che ci siano state perdite in mare sin dall’inizio, a seguito del terremoto di due anni e mezzo fa”, ha affermato un certo Suzuki-San della Tepco. 

Era il 4 aprile di quest’anno quando la Tepco aveva annunciato che 120 tonnellate di acqua radioattiva sarebbero forse fuoriuscite da un serbatoio della centrale rischiando di finire nell’Oceano Pacifico.
Il 10 luglio la stessa società aveva poi rilevato un aumento del 110% del livello di Cesio 134 in un pozzo tra i reattori e il mare attraverso analisi effettuate su campioni prelevati a 25 metri dalla costa. 

Ora arriva un nuovo segnale di pericolo: vicino ai bacini di stoccaggio dell’acqua nella centrale nucleare di Fukushima, sono apparse pozze con livelli di radioattività altissimi.
La Tepco ha emesso un importante rapporto circa il livello di radiazioni presenti intorno alla centrale nucleare di Fukushima rendendo noto, in una conferenza stampa, che la perdita di acqua utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati, è molto più grande dei 120 litri stimati inizialmente e che la pozza si sia creata probabilmente in seguito alla rottura di una valvola collegata ad un canale di scolo.
Secondo quanto riportato dal quotidiano internazionale RT e dal quotidiano giapponese Nikkei, è stato ufficialmente raggiunto il picco massimo più alto di radiazioni della storia. 

Un dipendente della Tepco aveva scoperto ieri che dell’acqua scolava da una valvola e che si erano formate delle pozze. 

La fuga di acqua radioattiva è stata classificata «incidente di livello 1» dalle autorità giapponesi che hanno competenza sul nucleare. Livello molto alto è quello raggiunto dalle radiazioni beta emesse, circa 80 milioni di becquerel per litro.
Il becquerel è l’unità di misura che calcola l’energia radioattiva sprigionata da una fonte. 

I dipendenti della struttura tentano in continuazione di ridurre le perdite, utilizzando misure come la costruzione di muri sotterranei con agenti chimici, ma i miglioramenti sono ancora pochi; in questo momento la radioattività misurata circa mezzo metro al di sopra di queste pozze è stata di circa 100 millisievert per ora, un livello molto alto che impedisce agli operai di avvicinarsi. 

La Tepco ha già ricevuto 3 miliardi di yen di aiuti pubblici per coprire i costi di smantellamento dei reattori; adesso il governo si è dichiarato intenzionato a fornire i fondi necessari per costruire un muro di ghiaccio che circondi completamente i reattori, per contenere le acque sotterranee, in modo da contenere le fughe di acqua radioattiva dalle fondamenta.

Questo nuovo incidente ha sollevato allarmi in Cina e in Corea del Sud: il governo sudcoreano sembra aver chiesto ufficialmente al Giappone di fornire informazioni pubbliche su quanto viene fatto per impedire all’acqua contaminata di raggiungere il Pacifico.

Le perdite stanno proseguendo e secondo alcuni l’acqua contaminata non è defluita verso l’Oceano Pacifico. Quale sarà la verità?

 

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