Gentile Redazioine,

sono un anziano ingegnere elettronico veramente stufo della commedia con la quale i poteri del mondo continuano a propinarci piani d’azione pieni di assurde “misure green” contro la crisi energetica. Tutto quanto sta accadendo nel presente non sarebbe mai accaduto se pochi, anzi pochissimi, compresi eminenti scienziati, oltre 130 anni fa non avessero deciso, a loro esclusivo vantaggio, di cancellare dalla nostra conoscenza, seppellendoli nell’oblio, principi fisici che già da tempo ci avrebbero consentito di allacciare i nostri macchinari al motore della natura per essere “…azionati da una potenza ottenibile in qualsiasi punto dell’Universo (Tesla 1891 – American Institute of Electrical Engineers a New York)”.

Follia quanto ho appena affermato? Assolutamente No, ed un prototipo su scala ridotta di un carica batterie, a disposizione per essere esaminato in qualsiasi momento, il quale funziona andando contro tutto quello che viene correntemente insegnato, e la relazione che Le allego ne sono la fisica dimostrazione. Mi spiego brevemente: secondo Yuasa, leader mondiale nel settore delle batterie per autotrazione, per caricare una di esse occorre avere a disposizione un alimentatore, collegato alla rete elettrica, in grado di erogare una tensione superiore a quella nominale – ad esempio circa 14V per una batteria da 12V – ed una corrente contenuta nel 10% di quella di targa – ossia 5A per dispositivo da 50A – e si può caricare un esemplare per volta. Ebbene il mio dispositivo, costruito in accordo alle speranze di Tesla e da considerarsi soltanto un mezzo per riscoprire antiche conoscenze, ne può caricare contemporaneamente almeno 4 collegate in serie e non costituisce un carico per l’alimentazione principale!

Se questo è vero, e lo è, perchè Lei ed i Suoi colleghi, quali autorevoli formatori dell’opinione pubblica, sembrate non sapere neppure che esistono delle alternative che potrebbero dimostrarsi ben più utili all’umanità di quelle che così improvvidamente si stanno perseguendo? Forse perché è più facile e conveniente adeguarsi che provare a cercare una strada più virtuosa, anche se irta di ostacoli e contraria all’interesse dei sopra citati pochissimi?

Attendo curioso la Sua risposta.

Distinti saluti

Ing. Alberto Rovere

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Alberto Rovere
Sono un ingegnere elettronico, ed ho attraversato la mia vita cimentandomi in diversi campi e con differenti funzioni. Infatti sono passato da dipendente presso un paio delle più importanti imprese statunitensi nella componentistica attiva (1973 e seg.), alla creazione, conduzione e sviluppo di piccole società operanti prevalentemente, ma non solo, nel comparto energetico, sempre per quel che riguarda l’elettronica ad esso applicabile. Successivamente e per ragioni strettamente personali, ha indirizzato la mia attività verso il commercio internazionale di materie prime, la finanza sia a livello micro che macro e la consulenza, a partire dal 1990, nel settore dell’Assicurazione Qualità. Infine e sfruttando l’esperienza maturata, mi sono cimentato nell’analisi, valutazione e redazione delle relative brochures di presentazione di progetti nei più svariati campi: da quello edilizio, a quello alimentare, turistico ed industriale. Durante tutto quest’arco di tempo sono sempre stato interessato ad ogni novità e/o innovazione sia nel mio settore di origine che in quello energetico ed alla relativa polluzione.

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