I negazionisti del Covid – La loro influenza sulle masse

Cos’è il negazionismo?

È una corrente pseudostorica e pseudoscientifica del revisionismo che consiste in un atteggiamento storico politico che nega contro ogni evidenza fatti storici accertati.

Media4tech di Claudio Palazzi

Suddetta definizione ben si addice ai tentativi di revisionismo attuati, in quest’ultimo periodo, su un fenomeno ancora in corso: il Covid19.

Un convegno di “negazionisti”

In questi giorni, ha destato molto scalpore la notizia riguardante il negazionismo espresso da parte di alcune delle figure più note in Italia quali il tenore Andrea Bocelli e il critico d’arte Vittorio Sgarbi, durante il convegno “Covid-19 in Italia, tra informazione scienza e diritti”, tenutosi il 27 luglio 2020, organizzato alla Biblioteca del Senato da parte dello stesso Sgarbi e dall’ex sottosegratario ai Trasporti Armando Siri.

Qui vennero riuniti medici, giornalisti, filosofi e giuristi, e con la partecipazione, anche, del leader della Lega Matteo Salvini tutti contrari allo stato di emergenza per il virus con l’obiettivo di “mettere giù maggiori informazioni possibili sul Covid19, prive di ideologie e pregiudizi” come affermato dallo stesso Siri. Secondo quest’ultimo, infatti, vi sarebbe stata “un po’ di esagerazione nella narrativa sul virus” sostenendo, quindi, il fatto che durante la cosiddetta fase 4 bisognerebbe evitare ulteriore allarmismo.

Tuttavia, guida indiscussa dei negazionisti è, senz’altro, Vittorio Sgarbi il quale ha dichiarato: “questa riunione ha un obiettivo molto serio: fare in modo che tante persone qui presenti siano ascoltate dal governo, ci sia un’audizione parlamentare. Dobbiamo dare voce a Zangrillo e ai tanti che hanno detto cose che non sono state ascoltate. Ci sono diverse verità, non solo una. C’è quella di chi dice, nei nostri ospedali non c’è più Covid”.

Presente al convegno fu anche il cantante lirico Andrea Bocelli il quale ha premesso, innanzitutto, il fatto che, in un primo momento, aveva provato ad immedesimarsi “in chi doveva prendere decisioni così importanti in un momento così delicato”.  Eppure il suo intervento ha avuto una risonanza considerevole nei social media, scatenando lo sdegno della maggior parte degli italiani, proprio a causa della dichiarazione fatta in seguito: “mi sono sentito umiliato e offeso come cittadino e devo anche confessare di aver disobbedito volontariamente al divieto di uscire da casa. Ho una certa età, ho bisogno di sole e di vitamina D” minimizzando così, in maniera superficiale, l’emergenza della pandemia.

Subito dopo arrivò l’intervento anche di Salvini il quale, invece, tra i tanti commenti che fece, sostenne: “il saluto con il gomito è la fine della specie umana, io mi sono rifiutato, piuttosto non saluto”. La presenza del leader della Lega rappresentò una presa di posizione importante proprio perché schierato con chi non solo vorrebbe evitare il prolungamento dello stato di emergenza per il coronavirus fino al 31 ottobre ma anche ridimensionarlo o addirittura negare la sua esistenza.

In sostanza l’evento organizzato in Senato potrebbe definirsi un ritrovo di negazionisti.

Il peso del loro pensiero sulle masse e la diffusione delle fake news

Ciò che, però, risulta preoccupante in tutto ciò è come, nonostante i commenti, gli interventi e le tesi sostenute al convegno sopracitato ma anche in altre occasioni importanti a livello mediatico, questi personaggi, facenti parte di una minoranza, possano avere un’influenza più o meno importante sulla massa ossia convincere quest’ultima alla condivisione dei loro pensieri limitati.

Sicuramente uno dei fattori che potrebbe muovere le masse verso quest’atteggiamento “negativo” è la sfiducia nella politica e nelle istituzioni poiché esse alimentano alla protesta, diffondendo in tal modo solo confusione. Infatti, un esempio lo è stato il commento fatto in Senato da parte dello stesso Salvini: “la libertà di pensiero è il primo bene a rischio, c’è un fronte di chi ha un’idea diversa rispetto al mainstream”.

Attraverso suddetta affermazione si può dedurre come il leader della Lega cerchi di rendere la sua concezione di libertà di pensiero una giustificazione per diffondere proprie idee e fomentare così la moltitudine, soprattutto coloro che hanno più subito conseguenze negative delle misure anticontagio, tuttavia bisogna tener conto del fatto che ciò potrebbe portare a conseguenze ancora più gravi per la salute pubblica.

Per di più, tra gli altri elementi cause, anch’esse, di “manipolazione”, bisogna menzionare, assolutamente, internet e i social media in quanto i loro messaggi rimbalzano e si amplificano. Infatti, molto spesso è difficile distinguere le cosiddette “fake news” da quelle veritiere proprio perché la creazione e condivisione di informazioni false e non dimostrate si diffondono molto più velocemente di quanto si possa immaginare. A questo proposito, l’OMS ha chiesto la collaborazione delle più conosciute piattaforme web (Google, Twitter , Facebook, Whatsapp ed altri ancora) per promuovere informazioni accurate da fonti credibili e filtrare quelle ingannevoli.

Dunque, non basta limitare la circolazione delle informazioni false ma bisogna anche intervenire sulla qualità dei contenuti ed apporre un controllo adeguato sui medesimi, lo stesso Ministero della Salute ci invita a riguardare la nostra attenzione dalle bufale che girano sul web.

Conclusioni e precauzioni da prendere

Insomma quello dei negazionisti potrebbe definirsi come un oltraggio verso una nazione che non si è ancora rialzata del tutto ma, anzi, di fronte a tali atteggiamenti potrebbe anche rallentare la risoluzione del problema stesso.

Pertanto, in primo luogo, in questa emergenza da coronavirus, la Sanità Pubblica deve mettere in campo tutte le sue competenze ed energie al servizio del “bene comune” che è la salute, dimostrando la sua totale indipendenza da ogni altro interesse.

In secondo luogo, bisogna mettere in atto un’onesta comunicazione dell’emergenza da parte di fonti attendibili ed una corretta ricerca e recepimento da parte dell’opinione pubblica.

Infine, gli stessi esponenti politici ed istituzionali dovrebbero essere i primi ad impedire che la propaganda assuma la peggiore delle accezioni, per evitare di creare trambusto all’interno della Stato.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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