Berlusconi è stato condannato in Corte d’Appello per frode fiscale, confermando quindi la sentenza di primo grado. Il processo Mediaset si conclude (ovviamente si ricorrerà in Cassazione) con la condanna di Berlusconi a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dalla PA. Il PD di Letta è ora a un bivio: continuare il “governissimo” ignorando le conclusioni della Magistratura o cercare nuove alleanze.

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Claudio Palazzi
Direttore Responsabile INpressMAGAZINE

1 commento

  1. Cioè che pesa maggiormente ormai non è tanto la questione morale -che nel PD, oggi più del solito- non conta assolutamente nulla. E’ la “sinistra dipartita”, o i “tipi sinistri” come li chiamava Pansa. Il vero punto è quella “interdizione perpetua” che come un macigno pesa sulla condanna, sulla quale la Boccassini si è presa una responsabilità enorme, perché costringe il PD a fare qualcosa (anche perché se non sono costretti poco o nulla fanno da soli). Con quella oltretutto cadrebbe anche la barriera d’acciaio gentilmente concessa dal PD mettendo Nitto Palma alla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Non so se il governo cadrebbe però, perché va ricordata la posizione strategica di Alfano agli Interni, capace quindi di manovrare un po’ come vuole forse dell’ordine e magistratura, cosa che potrebbe fare non poco comodo a B. Per il resto, come ha detto Masullo a Ballarò, stiamo ancora vivendo nella trama immaginifica e nella fantasia totalitaria di un uomo che per i propri sogni spettacolari vuole che tutti sognino con lui. Ad ogni costo.

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