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Importante l’inasprimento delle condanne per i reati sugli abusi dei minori e il riciclaggio 

CITTA’ DEL VATICANO – E’ stata pubblicata oggi la lettera apostolica, in forma di Motu Proprio, da Papa Francesco con la quale sono stati toccati punti importanti rimasti inalterati dal 1927, anno del codice di Zanardelli.
Grazie a questa, le leggi penali valide per lo Stato della Città del Vaticano sono diventate applicabili anche per la Santa Sede, permettendo così di perseguire con norme penali anche i dipendenti e gli enti della Santa Sede, prima regolati solo dal diritto canonico.
L’intento del Papa è preservare il “bene comune” e combattere dunque la corruzione all’interno del Vaticano, la criminalità transnazionale ed organizzata e la pedopornografia. Si tratta di disposizioni che si mostrano in continuità con le azioni intraprese a partire dal 2010, durante il pontificato di Benedetto XVI.
Ciò che colpisce immediatamente di questa “Lettera Apostolica” è l’abolizione dell’ergastolo e la sostituzione di questo con la reclusione da trenta a trentacinque anni e molte altre riforme.
Il Motu Proprio affianca tre nuove leggi, anch’esse pubblicate in data odierna, con le quali la Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano sulle norme in materia penale e in tema di sanzioni amministrative.
Tra queste si segnala l’introduzione del delitto della tortura e di nuove norme penali dei crimini commessi contro i minori quali la vendita, la prostituzione, la pedopornografia, il possesso di materiale pedopornografico e violenza sessuale .
Sono state inserite figure criminose riguardanti reati contro l’umanità con punizione di delitti quali il genocidio e l’apartheid, su modello delle disposizioni dello Statuto della Corte penale internazionale del 1998, ed un sistema sanzionatorio a carico delle persone giuridiche, per tutti i casi in cui esse profittino di attività criminose commesse dai loro organi o dipendenti.
E’ stato rivisto il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione.
Sono stati introdotti, poi, i principi generali del giusto processo entro un termine ragionevole e della presunzione di innocenza dell’imputato. Anche per chi sottrae dei documenti riservati agli uffici vaticani, che rischia fino a 8 anni sono state riviste le pene.
L’obiettivo di queste riforme è dunque quello di dare maggiore sistematicità e completezza al sistema normativo vaticano ed adeguare le norme di quest’ultimo a quelle delle legislazioni internazionali, soprattutto in materia di contrasto del riciclaggio di denaro e del terrorismo.
Intanto lo scorso primo luglio l’ONU ha chiamato il Vaticano a dare spiegazioni in merito ad abusi sessuali su bambini commessi da membri della Chiesa e a dare un responso a circa venti domande riguardanti prevalentemente le iniziative intraprese contro il fenomeno della pedofilia. Tutte queste informazioni dovranno esser presentate dal vaticano entro il 30 novembre di quest’anno.
Staremo a vedere quello che succederà. Intanto, oggi, un passo importante è stato fatto.

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