È iniziata il 7 aprile la tournée di “Samusà”, lo spettacolo dell’attrice romana Virginia Raffaele in cui racconta della sua infanzia vissuta tra le giostre del Luneur, il luna park più antico d’Italia realizzato dai nonni giostrai e circensi. Luogo iconico per generazioni di romani, per otto travagliati anni non è esistito più se non nei ricordi dei suoi affezionati visitatori, tanto da essere considerato un ambiente abbandonato, finchè nel 2016 non è stato restituito al pubblico completamente rinnovato. Ma cos’è che rende la storia del Luneur tanto originale da poter essere raccontata ancora a distanza di anni?

Il Luneur, dall’inaugurazione negli anni Cinquanta all’improvvisa chiusura del 2008

Annoverabile tra i primi 5 luna park d’Europa, il Luneur viene realizzato nel 1953 dall’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma per la Fiera dell’Agricoltura in Via delle Tre Fontane 100, nel quartiere Eur, e avendo riscosso un notevole successo dal 1963 l’area viene data in concessione alla Lu.P.P.Ro. S.r.l. per la realizzazione e la gestione di un luna park permanente. Molte delle sue attrazioni dell’epoca furono svecchiate anni dopo nella meccanica e nella scenografia dal tocco di Armando Tamagnini, illustratore, scenografo e progettista che collaborò con il Luneur tramite l’azienda Park Style. Il luna park non è solo lo scenario di indimenticabili momenti di svago di migliaia di romani, ma anche di numerosi film che negli anni lo hanno scelto per girare alcune riprese: a partire da “I mostri”(1963) di Dino Risi, con Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, passando per “Uno contro l’altro…praticamente amici”(1981) di Corbucci, con Tomas  Milian e Renato Pozzetto, fino ad arrivare a “Anche libero va bene”(2005) di Kim Rossi Stuart. Dopo un ventennio di popolarità sfrenata, collocabile tra gli anni Settanta e Novanta del secolo scorso, il Luneur entrò gradualmente in una fase di crisi causata da necessità di ristrutturazione per motivazioni tanto di sicurezza quanto di appetibilità, finchè nel 2008 venne chiuso su ordine della prefettura per la messa in sicurezza della zona; possiamo affermare che ne scaturì una situazione tanto complessa per cui il luna park trovò comunque una maniera per far parlare di sè.

La discesa iniziò nel 2007, quando il declino dell’andamento del Luneur portò l’Eur S.p.A., azienda pubblica italiana proprietaria dello spazio su cui sorge il parco, a non rinnovare la concessione alla Lu.P.P.Ro. S.r.l., il cui contratto di locazione sarebbe scaduto il 31 dicembre dello stesso anno. L’Eur S.p.A. indisse quindi un bando di gara al fine di “ristrutturare, valorizzare e rilanciare il luna park, mediante l’investimento di nuove risorse” vinto da Cinecittà Entartainment, la quale costituì poi una New Co denominata “Luneur Park S.p.A.” che a sua volta stipulò con Luneur un contratto di locazione e gestione del parco sottoscritto anche da Cinecittà quale fideiussore delle obbligazioni assunte da Luneur. Qui la vicenda si complicò terribilmente: non solo gli ex subconduttori occuparono l’area chiedendo la buonuscita, bloccando l’inizio dei lavori e portando Luneur a chiedere una riduzione del canone di locazione per l’impossibilità di disporre del parco, ma l’esposto di Saverio Pedrazzini, portavoce dei giostrai, determinò l’intervento dell’ Autorità Nazionale Anticorruzione, vigilante sui contratti pubblici. Con la deliberazione n.21 dell’Adunanza del 21 maggio 2014, essa si espresse su quella che definì una “complessa quanto conflittuale vicenda seennale”.

Nello specifico, essa asserì che vi erano «diversi profili del Regolamento di “gara”, non in linea con i principi in materia di contrattualistica pubblica, ex artt. 2, co. e con talune disposizioni del Codice», nonchè delle criticità nella fase esecutiva del contratto ormai in stallo da sei anni. Più avanti nell’atto individuò le previsioni non conformi ai principi e alle disposizioni in materia di contratti pubblici, ossia «(i) la stima del valore del contratto in oggetto e, dunque, l’importo del canone; (ii) la sottoscrizone del contratto da parte di una società estranea alla procedura di gara; (iii) la mancata richiesta della qualificazione del soggetto esecutore dei previsti lavori di ripristino e di ristrutturazione del Parco; (iv) la previsione del novennale rinnovo tacito», motivo per cui la fattispecie avrebbe dovuto essere ricondotta all’alveo della concessione di servizi. L’orientamento espresso venne condiviso dalla Corte dei Conti nella Determinazione n.99/2014 in cui esprimeva il risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Eur S.p.A. per gli esercizi 2011 e 2012.

Essa affermò:«Non può non convenirsi con l’AVCP nel ritenere che la Stazione appaltante, mediante la procedura selettiva in oggetto, non volesse
scegliere un semplice “conduttore”, ovvero affidare un contratto avente ad oggetto il
godimento di un bene di proprietà pubblica, configurabile come contratto di locazione
ai sensi del libro quarto, titolo III, Capo VI, del codice civile e della legge n. 392/1978
e s.m.i. In particolare, – come giustamente osserva l’AVCP – nel caso di specie si versa
nell’ipotesi di servizi afferenti un “parco divertimento” di cui all’allegato ll B del Codice
dei contratti (categoria n.26)».

Una storia che non sa finire:la riapertura del Luneur Park

Dal 2008 al 2016 il Luneur è rimasto chiuso, abbandonato a sè stesso in uno stato di degrado documentato da svariate fonti di informazione pubblica. Perso nel vortice di contenziosi e conflitti di interesse, la riapertura del luna park costitiva una promessa ormai disattesa nella percezione dei romani, messi di fronte a continue proroghe delle tempistiche. Eppure il 27 ottobre 2016 il Luneur Park è stato finalmente riaperto: «il Luneur Park è oggi un punto di riferimento per moltissime famiglie romane e non solo. E’ un luogo nuovo, sicuro, curato in ogni minimo dettaglio in cui i bambini da 0 a 10 anni e le loro famiglie possono divertirsi su oltre 24 attrazioni, respirando un’aria magica. La nostra forza è dunque riconducibile all’offerta delle nostre attrazioni ma ancor di più al meraviglioso lavoro dei nostri operatori e dai nostri animatori, giovani ragazzi che regalano con entusiasmo e grande professionalità eventi sempre nuovi coinvolgendo con amore i nostri ospiti, dai più piccoli ai più grandi. Chiunque entra nel fantastico mondo del Luneur Park entra a far parte di una famiglia, vive un’esperienza coinvolgente che permette di trascorrere del tempo immersi solo nella magia… per questo ci definiamo un vero e proprio Giardino delle Meraviglie, dentro la città, fuori dal mondo!», questo è quanto dichiarato dallo staff del Luneur Park. Esso prevede anche svariate alternative per quanto attiene alla ristorazione e la possibilità di organizzare feste di compleanno per i bambini.

In realtà, quella del 2016 dovrebbe essere considerata la prima riapertura del Luneur Park: costretto ad un ulteriore periodo di chiusura dalle misure emergenziali attuate in risposta alla pandemia da COVID-19, il luna park è tornato in attività nel giugno 2021 proponendo una nuova attrazione per i bambini più grandi, il “Grande Frisbee”:«la pandemia è stata un duro colpo per molte aziende, in particolare per quelle che come noi fondano la propria essenza sull’esperienza di divertimento e svago, elementi del tutto cancellati con l’avvento del Covid. Dalla riapertura abbiamo cercato di lavorare ripensando i modelli operativi pur rimanendo fedeli a noi stessi, al concetto di divertimento e di importanza dell’interazione, anticipando in questo modo la ripresa. Siamo riusciti a trasmettere a tutti i nostri visitatori l’energia necessaria per tornare a vivere riprendendoci anche il diritto al divertimento, ma allo stesso tempo mentenendo un’attenzione altissima alle norme anti-covid per garantire a tutti i nostri visitatori la massima sicurezza. La risposta del nostro pubblico è stata ottima, aiutati anche dal fatto che il nostro Parco è completamente all’aperto, pertanto è il luogo ideale in cui trascorrere giornate di divertimento all’insegna della tranquillità».

La nuova immagine del Luneur convive accanto a quella evocata nei ricordi di chi ancora sorride ripensando ai momenti passati su quelle vecchie giostre, momenti che Virginia Raffaele condividerà nei teatri di varie città d’Italia fino al 22 maggio 2022. Possiamo definirlo un gradito colpo di scena per un parco dal valore simbolico tanto affermato da non meritare di raccontare la propria storia soltanto nel tempo passato.

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