M5s, la sfida nei municipi di Roma e la morsa di Salvini

2 municipi di Roma al voto: Banco di prova per i 5 stelle

Il 10 giugno tornano al voto 760 comuni italiani. A esprimere la propria preferenza saranno anche 2 municipi di Roma. In entrambi, Garbatella e Montesacro, il governo era in mano al M5s. Le giunte sono cadute, per dimissioni o sfiducia. Nel III municipio, il mini sindaco Roberta Capoccioni, ha deciso di ripresentarsi dopo essere stata sfiduciata da opposizioni e parte del suo gruppo. Nel VIII, ex roccaforte rossa, scelta differente per Paolo Pace che si è dimesso ed è passato a Fratelli d’Italia. Dopo la vittoria grillina ad Ostia, è difficile prevedere chi la spunterà. Il centrosinistra è unito su candidati fuori dal Pd, civici o proveniente dalla sinistra radicale. La compagine di centrodestra, dopo molte discussioni, ha raggiunto un perimetro comune con un leghista e un’esponente di Forza Italia a tentare la corsa. Di Maio è al governo con Salvini, la base potrebbe approvare l’accordo già nelle urne di domenica. Ad incidere sulla scelta, sarà anche il giudizio sull’operato della sindaca di Roma, Virginia Raggi. Sono passati due anni dalla sua proclamazione in Campidoglio. Un anno fa, c’è stata la vittoria grillina ad Ostia. In quel caso, si era parlato di emorragia di voti. Dal 43,8 % delle comunali del 2016 si era giunti al 30% nello stesso territorio. Nelle elezioni regionali del Lazio, ha vinto il centrosinistra di Nicola Zingaretti. La lista si era fermata al 22% con la candidata presidente Roberta Lombardi al 27%. Allo stesso tempo il dato nazionale della regione laziale vedeva il Movimento al 32.86%. 

Due anni di Raggi

Si può cercare, quindi, di tracciare un bilancio sulla capitale. Evidenziare come si sta muovendo l’amministrazione del Movimento 5 stelle. Partiamo da alcuni aspetti destabilizzanti o almeno controversi. Sono 8 gli assessori che si sono dimessi o ai quali è stata negata la fiducia dalla giunta comunale. L’ultimo, in ordine di tempo, è Alessandro Gennaro titolare delle Partecipate. Gennaro aveva già sostituito il dimissionario Massimo Colomban. Colomban aveva detto chiaramente che le decisioni su Roma “al 95% sono prese da Beppe Grillo”.

Paolo Berdini ha pubblicato un libro sulla sua esperienza nella capitale da assessore all’urbanistica, “Roma, polvere di stelle. La speranza fallita e le idee per uscire dal declino“. Nel volume, non usa mezzi termini: “Senza dubbio, nei mesi che ho passato in Campidoglio, ho visto assumere il ruolo di vicario di sindaco da almeno sei persone” . Tra le personalità citate, ci sono Raffaele Marra, poi arrestato, e l’avvocato Sammarco. Non possono mancare, in questa lista di “tutor”, anche Beppe Grillo e Luigi Di Maio. Il comico, avrebbe indirizzato le scelte sul SI allo Stadio della Roma. Il nuovo ministro dello Sviluppo Economico, invece, avrebbe imposto due commissari a lui vicini: Fraccaro e Bonafede( anche loro parte del neo governo gialloverde). La rotazione degli assessori può inficiare la continuità dei progetti, può rallentare l’attività e innescare l’idea che il partito non sia unito ma confuso e che proceda per ordine sparso.

 Nel 2015 il comune a guida Pd propone Roma per ospitare le Olimpiadi del 2024. Dopo il voto vittorioso, i 5 stelle decidono di dire No. Posizione già affermata in campagna elettorale. In un conferenza stampa, Virginia Raggi aveva motivato così questa scelta. “Speculazione edilizia, affari per le lobby, impianti mai completati, strutture abbandonate, debiti e sacrifici per i cittadini. Siamo contrari alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024 perché non vogliamo ipotecare il futuro dei romani e degli italiani in cambio dell’ennesima promessa da parte di chi finora non ha mai mantenuto la propria parola“. Pochi anni dopo, si da il via libera allo Stadio della Roma nella zona di Tor di Valle. Opera pubblica che era stata bocciata dalla Regione. Per problemi relativi alla sicurezza delle strade circostanti, le tubature dell’acqua, la mancanza di parcheggi disponibili e i collegamenti con i mezzi pubblici. 

 Nel febbraio 2017, Beppe Grillo pubblica sul suo blog una lista di “successi della Raggi nei primi 7 mesi di governo”. Se ne contano ben 43. La Repubblica e Il Tempo, attraverso un fact checking, cercano di capire se sono veri risultati oppure solo propaganda. Prima di tutto, si sosteneva di aver approvato il bilancio entro i termini di legge per la prima volta negli ultimi dieci anni”. L’ex sindaco Ignazio Marino aveva rispettato i tempo così come Veltroni, a sforare era stato solo Gianni Alemanno. La tassa rifiuti abbassata? Atto approvato nel 2015 dal capo di Ama, Fortini. I 430 milioni stanziati per il servizio pubblico, erano parte del contratto di servizio Atac. E’ noto invece come il progetto di pedonalizzazione dei Fori Imperiali, fosse un progetto iniziato da Marino. La decantata lotta all’abusivismo e i controlli maggiori per auto in doppia fila e parcheggiatori abusivi non superano i livelli delle giunte precedenti. Così come molti “successi” sono semplici iniziative partite e di cui non si può vedere l’esito o impegni generici. Semaforo verde, d’altra parte, per i 39 milioni di fondi in più per le famiglie e lo sblocco dei salari accessori per i dipendenti.

Il Codacons, in una nota del 22 maggio, ha raccontato la storia di un ballerino vittima delle buche e che sarà risarcito. “Il Comune di Roma dovrà risarcire le lesioni fisiche e il danno morale subito da un ballerino che domenica scorsa, mentre attraversava Piazza Indipendenza, è incappato in una buca presente sul marciapiede, fratturandosi il piede e finendo in ospedale”. Il giovane siciliano ha dovuto rinunciare al provino al quale doveva partecipare, come sottolinea Carlo Rienzi presidente dell’ente. “La frattura al piede, oltre ai disagi e all’immobilità fisica, ha impedito infatti all’utente di sostenere l’audizione prevista per il 23 maggio, determinando la perdita di una importante opportunità lavorativa“. Nel 2017, c’è stato un forte incremento di accessi agli ospedali per traumi e richiesta di gessi, in parte dovuto a buche e voragini. 64 mila rispetto ai 60 mila tra 2014 e 2015. 

Il 14 Aprile si è tenuto il Gran Premio di Roma di Formula E. La E indica l’uso dell’energia elettrica per far muovere le macchine. 30 milioni gli spettatori a godersi lo spettacolo, 1 milione davanti agli schermi televisivi. C’è già un accordo per mantenere la gara per 5 anni. Interventi di manutenzione delle strade sono stati fatti nel circuito all’interno del quartiere Eur. Il vantaggio economico sarebbe di 60 milioni in 3 anni. Per l’occasione la Raggi, ha parlato del suo progetto per bloccare le emissioni di CO2. Il motore elettrico è una soluzione ai problemi che affliggono una grande città: per questo ci stiamo impegnando per mettere almeno 700 colonnine per la ricarica elettrica in città entro il 2020 e ci siamo imposti il limite del 2024 per eliminare i diesel dalla capitale”. 

Ha destato scalpore l’ultima tappa del Giro d’Italia a Roma. La stampa nazionale ha raccontato di una sommossa da parte dei ciclisti per le troppe buche ei sampietrini. Così l’organizzazione avrebbe interrotto la corsa in anticipo. Lo staff della Raggi ha smentito e bollato questa notizia come fake news. Mauro Vegni, direttore del Giro, contattato dall’Ansa, ha parlato di qualche avvallamento e di corridori stanchi. Criticando i giornali. “Non sono rimasto deluso dall’organizzazione della città di Roma, sono deluso da quello che soltanto noi italiani abbiamo rilevato. Su 3500 articoli di stampa, solo i nostri accennavano a un caso poco importante.Vi sfido a trovare le buche di cui si parla, c’era solo qualche avvallamento. Sennò i ciclisti non avrebbero fatto tre giri a 60 km/h. I corridori hanno concluso la gara stremati, Viviani ha combattuto fino alla fine per la Maglia Ciclamino. Froome ha poi fatto qualcosa di unico: sullo Zoncolan ha onorato la sua partecipazione, sul Colle delle Finestre è entrato nella storia. Ha vinto un grande Giro“. 

Sondaggi popolari

Vediamo 3 sondaggi, pubblicati tra Maggio ed Agosto 2017. Il primo è stato fatto da Index Research per la trasmissione Piazza Pulita. Secondo questi dati, il 56% degli intervistati giudica peggiorata la gestione dei rifiuti e dei trasporti (51%). Per ciò che riguarda Sicurezza, Trasparenza e Politiche sociali gli abitanti della capitale ritengono che le cose siano rimaste uguali(59,4-62,8-61,6).

Segue quello di Ixé e reso noto dal Fatto Quotidiano. Il 30% degli interpellati considera buono l’operato della sindaca. Il 19% parla di un fallimento mentre il 39% sostiene che ha fatto errori ma bisogna darle tempo. 12% gli indecisi. Rispetto ai sindaci precedenti, è migliore per il 36% e peggiore per il 15%, con un altro 36% che aspetta ancora per dare giudizi e il 13% di indecisi.

Il sondaggio commissionato da Repubblica all’ente Izi, vede numeri molto diversi. Il giudizio negativo sul governo romano è dato dal 68%, contro un 20% positivo. Inoltre, in quest’analisi, il 45% dell’elettorato M5s loda l’amministrazione, nemmeno la metà.

M5s-Lega, dureranno?

Il Movimento che non voleva allearsi, è dovuto scendere a patti con la Lega di Salvini per governare. La convivenza tra Di Maio e il leghista non sarà facile. Uno dei due potrebbe prendere il sopravvento, sia in termini di visibilità che per consenso elettorale. Il rischio fagocitamento esiste. Bisogna considerare anche il fatto che per Di Maio questa è l’ultima occasione. Il compromesso era fondamentale. La prossima tornata, causa vincolo dei due mandati, non si potrebbe ripresentare. Per adesso, il nuovo governo penta-leghista sta avvantaggiando il Carroccio. Il partito, raccoglierebbe il 28% dei consensi, secondo gli ultimi sondaggi. Sembra erodere i voti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, nonostante le accuse degli (ex?) alleati sulla distruzione della coalizione. I 5 stelle si attestano sul 30%, in calo ma non di molto. In queste settimane, Salvini è stato più presente nel circuito mediatico. Ha parlato quasi sempre di immigrazione, tema legato al suo ruolo di Ministro degli Interni e cavallo di battaglia della sua formazione politica. Ha rischiato l’incidente diplomatico con la Tunisia, rea di “esportare galeotti”. D’altro conto, Di Maio si è concentrato sul dossier Ilva e ha cercato di scongiurare, a parole, l’aumento dell’Iva. Potrebbe calzare la metafora del poliziotto buono-poliziotto cattivo. Salvini movimentista e Di Maio più conciliante. Ci ricordiamo però la diretta Facebook del leader grillino. La richiesta di impeachment al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.  In generale, bisognerà vedere quali provvedimenti saranno approvati. Se avranno luce il reddito di cittadinanza e la flat tax. Per adesso ci sono slogan e promesse. L’istituto Cattaneo, analizzando il contratto di governo, ha ritenuto che è più vicino alle idee dei 5 stelle. Questo sul lungo periodo potrebbe creare delle crepe interne e favorire una risalita del consenso. Grande incognita è Giuseppe Conte. Il nuovo premier, in un contesto nuovo, sta ancora facendo pratica. Una sua eventuale presa di posizione, un suo distaccamento dall’ombra dei due politici che lo hanno designato, potrebbe mettere in crisi i loro progetti. E c’è da aggiungere che eventuali dissidi evidenti, sarebbero colti al volo da Salvini. Per richiamare al voto gli italiani e vincere da capo del centrodestra, lasciando agli altri un pugno di mosche. Berlusconi permettendo.

Curioso il caso della città di Laives. Nel comune, vicino Bolzano, i leghisti da 2 anni a mezzo hanno l’appoggio esterno di due consiglieri del M5s. Qui si parla di un programma di 14 punti e non di contratto ma sono solo scelte lessicali diverse. Ovviamente, 18 mila abitanti non sono 60 milioni. Le elezioni amministrative potranno dare anche altre risposte. Capiremo, se ai ballottaggi ci sarà un muto sostegno gialloverde.

 

Saverio Crea

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