STORIA DI UN ASSURDO SUCCESSO: BOLSONARO PRESIDENTE

A partire dal primo gennaio 2019 il brasile avrà ufficialmente un nuovo presidente. Si chiama Jair Bolsonaro ed ha vinto le elezioni al ballottaggio con Fernando Haddad del partito dei lavoratori. Bolsonaro è un ex capitano dell’esercito e membro del partito Social Liberale. Non ha mai  messo in dubbio il suo schieramento sull’asse destra sinistra. Viste le sue idee e soprattutto alcune dichiarazioni, possiamo collocarlo all’estrema destra. Vedremo però come, nel caso di Bolsonaro, si va oltre. Non si tratta più di fascisti o comunisti. Comunque, piaccia o no, Bolsonaro è stato eletto con il 55% delle preferenze e si prepara a governare con i seguenti intenti.

LA RICETTA ECONOMICA

Dal punto di vista economico il Brasile si aggira tra l’ottava e la decima economia del mondo. Oggi Bolsonaro eredita un paese in ripresa dopo una gravissima crisi. Infatti,nel 2015 2016, il Brasile è stato colpito dalla più grande recessione della sua storia. Essendo il nuovo presidente un personaggio ultraconservatore le prime manovre puntano all’austerità. Ha infatti annunciato che verrano effettuati dei forti tagli alla spesa pubblica con lo scopo di ridurre il disavanzo di bilancio e magari raggiungere il pareggio. In più ha promesso la privatizzazione di molti settori pubblici, con il fine di combattere il problema della corruzione. Quindi lo stato interverrà il meno possibile nell’economia del paese, nello spirito di un vero e proprio neo-liberismo.

Il rischio è di un forte impoverimento delle classi medie, in un paese dove vi sono già tanti poveri e pochi ricchi. Inoltre, senza delle politiche di ridistribuzione del reddito, si ipotizza un arricchimento dei ricchi e un impoverimento dei poveri. Ha anche annunciato un taglio della tassazione. Ma in fin dei conti chi non lo fa?

LA LOTTA ALLA CRIMINALITA’

Tema centrale della sua campagna elettorale è stata la lotta alla criminalità. Bolsonaro stesso è stato vittima di un attentato alla sua persona durante un comizio il 6 settembre. Il problema della criminalità affligge da sempre il Brasile. Si contano in media 60000 omicidi l’anno. Il neo presidente ha calcato molto la mano in campagna elettorale su questa tematica e, visti i risultati, con successo. La popolazione brasiliana è martoriata dal problema criminalità e in Bolsonaro ha visto una speranza. Ha parlato di maggiori poteri alle forze dell’ordine specialmente nell’uso della forza e inasprimento delle pene. Si è espresso in favore dell’uso della tortura. In più sostiene il libero commercio delle armi credendo che una difesa personale possa essere la migliore. Insomma vuole sconfiggere la violenza con altra violenza.

I NUOVI AMICI DEL BRASILE

In politica estera la sua posizione è più che chiara. Con Bolsonaro presidente il Brasile diventa un grande amico ed alleato non solo degli Stati Uniti di Trump, ma anche di Netanyahu, il primo ministro israeliano. Con i governi precedenti i rapporti tra Brasile e Israele erano molto conflittuali. Infatti nel 2010 Lula aveva riconosciuto lo stato di Palestina. Oggi, invece, il neo presidente ha dichiarato di voler spostare l’ambasciata brasiliana da Tel Aviv a Gerusalemme. Inoltre ha specificato che Israele è un Paese sovrano mentre la Palestina non lo è.  Per questo ha dichiarato di voler chiudere l’ambasciata Palestinese a Brasilia. Dunque appare chiaro come il Brasile si posizioni nello scacchiere geo-politico sia America Latina che in Medio Oriente. In più diventa una pedina fondamentale per gli Stati Uniti nel sud del continente,un alleato che obbedirà agli ordini del padrone dollaro.

COME E’ POTUTO SUCCEDERE?

Le ragioni del successo possono apparire incomprensibili ascoltando alcune frasi e idee del leader ultraconservatore. Nel corso della campagna elettorale e durante la sua attività politica ha più volto espresso posizioni razziste, anche nei confronti delle donne, ed omofobe. Frasi da medioevo che rabbrividiscono gli ascoltatori. In un comizio ha dichiarato come le leggi servano per tutelare la maggioranza e la minoranza o si adegua o sparisce. In un altro comizio dichiara che i “negri” non fanno nulla non servono neanche a procreare. Durante un’ intervista dichiara che non assumerebbe mai donne anche se competenti. Per non parlare delle frasi omofobe,”meglio un figlio morto che gay”. Basta curiosare e in rete si trovano video e articoli che  raccolgono le sue frasi più famose (omofobe o misogine)

In un paese multietnico come il Brasile sembra follia avere un presidente del genere. La domanda è come ha fatto la sinistra a perdere? Sicuramente il motivo del suo insuccesso è dovuto alla grave crisi economica in cui il Brasile si trovava. E’ poi dovuto allo scandalo che ha colpito Lula, il leader del partito dei lavoratori, nonchè ex presidente: è stato accusato di corruzione e riciclaggio e sta scontando la pena in carcere.

Come precedentemente detto Bolsonaro è riuscito a rappresentare una speranza per la lotta alla criminalità e alla corruzione,problemi che la sinistra non ha mai risolto,anzi vi è immischiata.Il neo presidente è riuscito a capire quelle che erano l’esigenza di una fetta della popolazione e fare leva sulle loro paure. Un vero è proprio stile di propaganda populista incentrata molto sulla comunicazione tramite i social. Infatti il suo profilo instragram conta  circa  6 milioni di seguaci ,per capirci quello della Ferragni ne conta 15. Un campo dove la sinistra è rimasta sicuramente molto indietro.

POPULISTI AL CONFRONTO E RISCHIO DITTATURA

Tuttavia non può essere paragonabile con il fenomeno populista italiano perchè vi sono delle nette differenze. Prima di tutto nessuno in Italia è mai arrivato ad usare toni del genere. In secondo luogo l’elettorato di Bolsonaro si ritrova specialmente nelle classi benestanti e quindi al sud del paese. Al contrario in Italia il fenomeno populista riscuote maggior successi nelle classi povere. In terzo luogo Il Brasile si candida,come già detto, ad essere un servo del dollaro, solo apparentemente in difesa dei poveri, e sovranista solo contro i più deboli. Su questo argomento rimando all’opinione di Fusaro.
Il pericolo di una deriva dittatoriale fortunatamente non è così alto. Bolsonaro ha più volte elogiato le dittature militari in stile Pinochet. Però nel congresso brasiliano sono rappresentati circa 30 partiti il che rende difficile lo stabilirsi di una maggioranza forte, salvo colpo di stato militare. Quindi Bolsonaro sarà costretto a scendere a patti ed alleanze con altri partiti per garantire una governabilità. Dunque questo significa piegarsi a interessi e opinioni più moderate . Governabilità che in passato è stata motivo di crisi, oggi può essere motivo di salvezza.

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