Conca D’oro: inchiesta sulla stazione romana

A quasi 7 anni dall’apertura della fermata della metro B1 a Conca D’oro, queste sono le condizioni in cui si trova. Scritte, crepe, strutture guaste e non solo vanno a rovinare una stazione relativamente nuova e contribuiscono ad una cattiva immagine del quartiere stesso. Si parlava dell’apertura di una zona commerciale e di un parcheggio sottostante alla metro: 250 posti auto che sarebbero molto comodi per i residenti, costretti a fare interminabili giri per trovare parcheggio in zona. Questo parcheggio non è ancora stato terminato e risulta abbandonato, dell’area commerciale neanche l’ombra, perché?   

Progetto e lavori alla linea B1  

I lunghi lavori sono terminati alla fine del 2011 e l’apertura risale al giugno 2012, in cui furono inaugurate le stazioni che collegano Piazza Bologna al quadrante nord-est di Roma. Le fermate Sant’Agnese-Annibaliano e Libia interessano i quartieri Nomentano, Trieste e Africano, mentre la fermata Conca D’oro serve la zona di Montesacro. Nell’aprile 2015 è stato inaugurato anche l’attuale capolinea della linea B1: Jonio, che estende ulteriormente il bacino d’utenza. Il progetto segue il Piano regolatore generale della capitale e prevede un ulteriore allargamento verso il quartiere Talenti e il Grande Raccordo Anulare.  

Sopralluogo a Piazza Conca D’oro

“Punto d’incontro e snodo per il flusso dei viaggiatori”, così l’ATAC descrive la stazione di Conca D’oro e la grande piazza, rimodernata appositamente per questa funzione. Oggi è però necessario in parte contraddire questa affermazione dell’Agenzia per la mobilità di Roma. La piazza è sì uno snodo, ma per chi rappresenta un punto d’incontro? La struttura e la sua architettura sono davvero favorevoli a ricreare un ambiente familiare in cui sostare? In seguito a un sopralluogo abbiamo notato che forse non è così.

A partire dalla percezione estetica l’ambiente architettonico realizzato risulta freddo e poco accogliente, nonostante i colori scelti dall’architetto. La sera l’illuminazione è scarsa e gli attraversamenti sono pericolosi, soprattutto la grande curva davanti alla fermata dell’autobus, che ha visto diversi incidenti e la morte di un ragazzo, testimoniata dallo striscione commemorativo. Alcuni ascensori e scale mobili non funzionano, rendendo difficile l’uscita in sicurezza.

La struttura è visibilmente nel degrado, come se le sue mura avessero dovuto tollerare secoli di utilizzo. È evidente però che non si tratta di un reperto archeologico, ma di una stazione metropolitana aperta neanche 10 anni fa, centro di una riqualificazione del quartiere che sembra fallita.  

Cosa dicono gli abitanti

Abbiamo quindi intervistato dei ragazzi seduti sulle panchine al centro della piazza, cercando di capire se questa percezione riguarda solo gli esterni o è subita anche dagli abitanti del quartiere. Chiedendo ai ragazzi se vivono i luoghi della metro e se li ritengono validi la risposta è “potrebbero esserlo, ma non viene usato così, cioè se ci vieni la sera qui è proprio brutto, è pochissimo illuminato, si nascondono le persone per drogarsi, è fatta male“. “Diciamo che è un ritrovo, come tutte le stazioni di Roma, guarda pure a Jonio cosa è diventato il parco per bambini, è proprio tutta la linea B, qui hanno proprio rotto dei pezzi“. 

Una signora dice che non passa mai il suo tempo nella piazza da quando ci hanno costruito la metro: erba incolta, scritte sui muri, sporcizia ovunque. “Da quando hanno buttato giù per costruire la metro è diventato piuttosto squallido, sporco, era bella all’inizio“. Preferisce quindi il parco delle valli poco distante, rivalutato da qualche anno con la sistemazione degli spazi, e la creazione di piste e percorsi ciclabili. Molto frequentato di mattina da persone anziane, con bambini o sportivi, luogo adatto alle passeggiate e polmone verde del quartiere. “Certo la sera non è illuminato, quindi non è prudente, le luci qui sono poche” aggiunge.  

No ma io la metro è difficile, ogni tanto la prendo”: il fatto che la signora abbia risposto così già ce la dice lunga. Chi prende la metro a Roma? Molti risponderebbero, purtroppo, i poveracci, chi non ha la macchina a disposizione. Non a caso è stato ironicamente coniato il termine “spostapoveri” in riferimento agli autobus. Il problema è che molti romani, trincerandosi dietro la scusa del cattivo stato e dei ritardi delle metro, neanche le considerano come mezzo di trasporto. A riprova di quanto sosteniamo, il fallimento del referendum consultivo sulla liberalizzazione del trasporto pubblico romano dello scorso 11 novembre: solo il 16,4% degli aventi diritto è andato a votare. 

Considerazioni finali: di chi è la colpa?

Del “poco controllo e dell’inciviltà di Roma”, direbbe uno dei ragazzi intervistati. Sicuramente ci troviamo d’accordo con queste considerazioni, ma sorge spontanea una domanda. È proprio vero che se manca la luce di sera possiamo permetterci di fare dei buchi nei muri, perché nessuno ci vede? Possiamo giustificare un’azione incivile dando la colpa a chi non controlla? Sicuramente a mancare è il senso civico e la cura per i luoghi comuni, come testimonia anche la metro Jonio, che rischia di fare la stessa fine. Il parco sopra la stazione è tenuto meglio perché c’è una società che se ne occupa, non di certo per la cura degli utenti, che hanno infatti imbrattato le scale di accesso.  

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Sara Iannone
Studentessa di Filologia Moderna alla Sapienza, laureata in triennale con una tesi in letteratura inglese sui racconti di Katherine Mansfield.

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