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Il processo Mediaset che ha condannato Silvio Berlusconi a 4 anni di reclusione per frode fiscale ha mandato in tilt tutta la politica italiana. A cominciare dall’esecutivo di Letta che, se da una parte pone davanti a tutte le questioni politiche il bene del Paese, dall’altra annuncia una imminente riforma della giustizia, come a strizzare l’occhio al Cavaliere.

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É proprio la riforma della giustizia la fonte da cui il governo della XVII legislatura deve attingere per andare avanti, perché é il solo punto di incontro per garantirsi la collaborazione del Pdl; una maggioranza che viene strattonata e osteggiata ormai solo dal M5S.

Se Beppe Grillo dal suo blog annuncia con tono nietzschiano la morte di Berlusconi, ricordando di aver fatto la fortuna e il successo dei suoi piú acerrimi nemici a cominciare da D’Alema & Company, la stessa sorte non la si puó leggere tra le righe delle numerosissime dichiarazioni rilasciate dagli esponenti del comparto pro-Cav.

Tutti infatti nutrono una nuova speranza su quanto affermato dall’ex premier nei suoi 9 minuti di video nei quali ha rivendicato la sua innocenza scagliandosi contro la magistratura italiana a detta sua politicizzata. Infatti in quel video mandato in onda in primis da Vespa, Berlusconi conferma l’annuncio di qualche giorno fadella resturazione a settembre di Forza Italia, il partito che lo vide scendere in politica piú di 20 anni fa.

Da qui a settembre bisognerà comprendere come l’elettorato reagirà a questa notizia. Questo feedback é essenziale per capire quanta energia utilizzare per il “nuovo” progetto e quanta per continuare la collaborazione con il governo. Perché se bisogna far nascere un nuovo partito é necessario che il governo cada. Non é  pensabile salire sul predellino 2.0 e allo stesso tempo dare fiducia al Pd.

Affari italiani affronta già questo aspetto sciogliendo i sondaggisti dai guinzagli che forniscono dati interessanti:  secondo la coesis research infatti, Forza Itslia 2.0 potrebbe arrivare anche ad un 30% di consensi per via di un immediato impatto mediatico che l’annuncio avrebbe sull’elettorato fidelizzato con il pregiudicato di Arcore. Non solo: una buona fetta dell’astensionismo italiano potrebbe trovare nel nuovo partito un luogo sicuro.

Fatto sta che bisognerá aspettare la realistica concretizzazione del progetto berlusconiano. Perché le ipotesi ora lasciano il tempo che trovano soprattutto per via del matrimonio che lega Pd e Pdl. Bisogna salvare Berlusconi per il bene di tutti, questo é chiaro.

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