Gli insulti antisemiti a Liliana Segre e i numeri dell’antisemitismo

Nelle ultime settimane, in Italia è tornato ad occupare le prime pagine dei giornali ed i titoli di apertura dei telegiornali un tema molto caldo e delicato: il razzismo, ed in particolar modo quello rivolto verso il popolo ebraico, l’antisemitismo. Hanno fatto molto scalpore i cori e gli ululati rivolti verso l’attaccante del Brescia Mario Balotelli in occasione del match di serie A disputatosi tra Verona e Brescia. Ma, soprattutto, in queste ultime settimane, hanno fatto molto discutere gli insulti e le minacce a sfondo antisemita ricevute dalla Senatrice a vita Liliana Segre (sopravvissuta ai campi di sterminio di Auschwitz), con conseguente assegnazione della scorta.

E’ di poche settimane fa la notizia che la Senatrice Liliana Segre riceverebbe circa 200 insulti e minacce al giorno, il tutto solo per la sua appartenenza alla religione ebraica ed essere sopravvissuta all’inferno di Auschwitz. La senatrice, infatti, in seguito agli insulti e le minacce ricevute, ha proposto al Parlamento la creazione di una commissione al fine di vigilare sull’odio che spopola incontrollato sul web.

Ha fatto molto discutere, tuttavia, l’astensione su tale votazione da parte delle forze politiche del centrodestra, quando ci si aspettava che tale votazione venisse approvata in blocco da tutto il parlamento. Successivamente, visto il clima di incertezza per l’incolumità della senatrice, la questura le ha assegnato la scorta. Anche questa decisione ha sollevato molta curiosità, trattandosi di un’anziana signora di quasi 90 anni, che sarebbe a rischio per la sua incolumità da quando è stata nominata dal Presidente della Repubblica come Senatrice a vita due anni fa.

Recentemente, l’Osservatorio antisemitismo ha pubblicato i dati relativi agli episodi di antisemitismo registratisi in Italia: sono stati ben 197 nel 2018, in aumento rispetto ai 130 del 2016 e del 2017, e, purtroppo, sembra che anche nel 2019 il numero sia destinato ad aumentare, visto che fino alla fine di settembre, nel 2019, se ne sono contati ben 189.

Da notare, inoltre, che la maggior parte degli episodi di antisemitismo del 2018 si è avuta sul web (133 su 197), ed in particolar modo sul social network Facebook (70 su 133 sul web). Dunque, sembra che i numeri riguardanti i 200 insulti e minacce giornaliere rivolte alla Senatrice Segre siano stati decisamente pompati; tuttavia, è evidente la crescita degli episodi antisemiti nel nostro Paese e, in particolare, il dilagare di questi sul web.

Non a caso, la Senatrice Liliana Segre ci teneva molto alla formazione della commissione da lei proposta per il controllo del web, consapevole del fatto che il web è un luogo quasi “anarchico” dove, chiunque, da dietro una tastiera ed uno schermo, si sente autorizzato a poter scrivere tutto ciò che vuole, pensando di poterla fare franca. La cosa più allarmante è che episodi di antisemitismo non accadono solo nel nostro Paese, bensì di peggiori nel resto d’Europa. Infatti, circa un mese fa, ad Halle in Germania, un uomo armato è entrato in una sinagoga ed ha causato due vittime.

Dobbiamo temere il ritorno del razzismo e dell’antisemitismo in Europa? Stiamo regredendo culturalmente verso un periodo di odio ed intolleranza già vissuto nella prima parte del secolo scorso? Non dobbiamo farci prendere dal panico e temere un riaffacciarsi delle dittature in Europa, visto che si tratta, al momento, di episodi isolati.

Il fatto che gli episodi siano in crescita non vuol dire che siano diventati episodi di massa, come accadde, per esempio, negli anni ’30 e ‘40 in Germania, o all’inizio del ‘900 in Russia con i pogrom. Episodi di violenza e di intolleranza ci sono sempre stati e continueranno ad esserci.

Fortunatamente, viviamo in un Paese che è libero e con una Carta Costituzionale che garantisce libertà e diritti fondamentali ad ogni suo abitante, senza alcuna distinzione di etnia o di religione. Inoltre, ci sono numerose leggi che puniscono con decisione i reati a sfondo razzista e antisemita. Bisogna, senza alcun dubbio, restare sempre vigili sugli episodi di violenza e di intolleranza, ma senza gridare al pericolo di ritorno delle dittature ed alla perdita delle nostre liberta.

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