Rifiuti a Roma: caos istituzionale con vittime i cittadini.

Roma, come la maggior parte delle metropoli mondiali, si trova ad affrontare quotidianamente molti problemi: aria inquinata, traffico, grandi distanze. Tuttavia, Roma ha legato il suo nome ad altre problematiche come quelle delle buche nelle strade, con grossi disagi per la circolazione, ma la grossa problematica emersa negli ultimi mesi è quella legata ai rifiuti.

Roma non è mai stata così sporca come negli ultimi anni: le strade sono invase dai rifiuti, alcuni marciapiedi non sono percorribili, gli odori nauseabondi invadono intere vie. Non sono risparmiate neanche le vie del centro: è facile trovare cumuli di immondizia anche nei pressi dei monumenti. La situazione mette inoltre a rischio la salute dei cittadini: alcune settimane fa l’Ordine dei Medici di Roma ha lanciato un allarme, che rischia di diventare un’emergenza qualora non venissero trovate soluzioni nel breve periodo.

L’origine della crisi dei rifiuti di Roma è da ricercarsi nella chiusura della storia discarica di Malagrotta: l’impianto alle porte della capitale era il più grande d’Europa, ma nel 2013 l’impianto fu chiuso dall’allora sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dal governatore del Lazio, Nicola Zingaretti. Purtroppo però, la situazione dopo la chiusura dell’impianto è stata gestita alquanto male: la differenziata a Roma non decolla, se non in alcuni municipi, e l’ipotesi di nuove discariche incontra, giustamente, la rabbia dei residenti.

Le conseguenze di quest’ impasse sono sotto gli occhi di tutti: Roma è invasa dai rifiuti. Il Comune negli ultimi tempi sta incontrando numerose difficoltà nel trovare accordi di smaltimento presso altri comuni, negli ultimi giorni c’è stata l’opposizione del Sindaco di Colleferro (piccolo comune della provincia di Roma), il quale tramite il social network Facebook si è lamentato con la collega al Campidoglio Virginia Raggi, accusandola di voler prolungare fino al 2022 lo scarico dei rifiuti nella discarica di Colleferro, nonostante la discarica chiuderà nel gennaio 2020.

Ma i problemi per il Campidoglio sembrano non finire qui: la Regione Lazio ha chiesto al Comune di Roma di indicare i siti per lo smaltimento delle 1000 tonnellate che non saranno più destinate al Comune di Colleferro.Tuttavia, non è stato ancora trovato alcun accordo, ed allo stato attuale l’amministrazione Capitolina non sa dove mandare i suoi rifiuti.

Tutto questo caos amministrativo tra Regione, Comune e provincia ha solo una vittima: i cittadini romani, che non possono continuare a vivere in questa situazione. Non è ammissibile che la Capitale d’Italia, una delle più importanti città al mondo per patrimonio artistico e culturale, sia invasa dai rifiuti.

Questa situazione è di conseguenza intollerabile anche per molti turisti, i quali ci penseranno due volte prima di venire in visita a Roma o di farci ritorno, con gravi conseguenze economiche per tutti i romani che vivono grazie ad attività legate al turismo. Il Comune ha il dovere di trovare soluzioni al più presto: la soluzione non può essere una nuova discarica, perché le discariche sono soluzioni solo sul breve periodo, bisognerebbe puntare a soluzioni più sostenibili come la raccolta differenziata in tutti i municipi della città, oppure, la costruzione di un inceneritore, una struttura già presente in molte città d’Italia e d’Europa.

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