“Forte preoccupazione per l’ultima bozza della direttiva europea sulla plastica monouso”. Tuona Carlo Bonomi presidente di Confiundustria all’inaugurazione dell’hub italiano di GaiaX contro Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia, al quale ha chiesto di intervenire. “Il testo è fortemente pregiudizievole nei confronti dell’industria italiana, di quella tedesca e dell’intera industria europea”. Le limitazioni della plastica preoccupano gli industriali. Direttore responsabile: Claudio Palazzi
Le misure europee pesano sulle industri italiane per la produzione di materiale plastico. In Italia le industrie del settore sono circa 10.000, di cui il 61% tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, per un indotto complessivo di 162.000 addetti.

La situazione italiana e la direttiva UE

Eppure le dichiarazioni della sottosegretaria al ministero della Transizione ecologica Ilaria Fontana, al lancio del progetto “Piccoli gesti, grandi crimini”, lasciano intendere uno scenario ben diverso: “ in Italia si trovano ancora 415 rifiuti marini ogni 100 metri, dovremmo arrivare a massimo 20 rifiuti marini, secondo i valori soglia fissati dall’UE”.

Quella su cui chiede di intervenire Carlo Bonomi è la direttiva UE 2019/904 del Parlamento e del Consiglio Europeo del 5 giugno 2019 sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente. L’obiettivo è quello di garantire modelli di sostenibilità nella produzione e consumo di materiale plastico in linea all’Agenda 2030 per arginare il problema, non solo europeo, ma mondiale, sui rifiuti marini.

L’80-85% dei rifiuti ritrovati sulle spiagge è plastica, di questi quella monouso rappresenta il 50% e quelli riconducibili alla pesca il 27%. L’Europa chiede agli stati membri una descrizione delle misure adottate entro il 2 luglio 2021 per portare a una sostanziale riduzione del consumo di plastica monouso entro il 2026, secondo i criteri di proporzionalità tra gli stati membri.

La plastica in Italia

Diventano sempre più centrali il tema di come ridurre la produzione di plastica e di come riuscire a smaltirla, ma i dati del rapporto 2020 sui rifiuti urbani riportati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) sono poco incoraggianti per l’Italia. Alla fine del 2019 il totale della plastica recuperata sale rispetto ai valori del 2015 e arriva a oltre 2 milioni di tonnellate, di questi il 51% è riciclato, mentre il 49% convertito per ricavarne energia, ma dal 2015 al 2019 la produzione Italiana di imballaggi di plastica aumenta del 9%.

Nonostante le apprensioni di Carlo Bonomi per salvaguardare l’industria della plastica, l’Italia necessita ancora di aumentare il riciclo di plastica di 4.4 punti percentuali per poter raggiungere il target del 50% di riciclo di imballaggi entro il 2050, in accordo con piano di economia circolare varato dall’Europa nel 2018.

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