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L’emergenza sanitaria che l’Italia sta attraversando rappresenta una delle crisi più gravi dal Dopoguerra ad oggi causando stravolgimenti sia a livello economico che sociale. Politiche anti-covid a confronto: come hanno reagito gli altri Stati Direttore responsabile: Claudio Palazzi
È marzo 2020 quando l’Italia entra in lockdown, primo paese europeo a adottare politiche così stringenti e severe. Tra un DPCM e l’altro, l’opposizione sembra discostarsi dalle azioni del governo, discussioni che vertono sul MES, sul Recovery Plan fino alla distribuzione dei vaccini a livello territoriale portando ad una vera e propria crisi di governo.

Oggi i tempi sono maturi per interrogarci su come gli altri Stati hanno affrontato l’emergenza, ponendo particolare attenzione al caso tedesco e alla superpotenza statunitense.

La caduta del modello tedesco

Differentemente da Italia, Spagna e Regno Unito, la Germania, durante la prima ondata, è riuscita a mantenere basso il bilancio delle vittime. Il governo Merkel ha attuato misure di isolamento relativamente libere, andando a monitorare la situazione con continui test molecolari.

La linea strategica adottata si basava principalmente su buone pratiche utili al contenimento, che hanno dato prova di essere efficaci almeno in questa prima fase. In primis le misure si basavano su un approccio science-driven con il contributo di un gruppo di esperti per definire la gestione dell’emergenza sanitaria a livello territoriale e produttivo. Quindi, il sistema tedesco ha potuto contare su un’autorità sanitaria presente e reattiva che ha saputo unire il crescente uso di tamponi al continuo tracciamento dei contagi.

La seconda arma vincente della Germania era incentrata sul potere decisionale e della sua rappresentanza. Nonostante le difficoltà, il governo ha saputo definire una strategia condivisa, coordinata e congiunta tra i vari Lander.

Il modello tedesco è stato rappresentato come modello da seguire, sia a livello politico che sanitario, ma ad oggi la situazione è cambiata e la macchina tedesca ha smesso di funzionare.

La Grande coalizione Cdu-Csu e Spd sembra sgretolarsi e, con essa, anche l’idea di presentarsi alle elezioni federali nel prossimo autunno. Socialdemocratici e conservatori iniziano ad attaccarsi duramente e l’aria politica tedesca inizia a surriscaldarsi. La colpa sembrerebbe essere per la gestione della campagna vaccinale e degli accordi che il Paese ha preso con le singole aziende farmaceutiche.

Inoltre, i rappresentanti dei Lander, temono che, in prossimità delle elezioni, le ultime restrizioni attuate dal governo possano avere degli effetti nocivi nel settore economico e industriale.

Uno sguardo allo scacchiere geopolitico: gli Stati Uniti

“L’America virata non è asintomatica. Mostra, anzi sé stessa, in ogni crepa”. Gli Stati Uniti sono sempre stati leader mondiali nella risposta alle epidemie, da sempre coinvolti storicamente nella gestione della salute pubblica globale. Questa volta non è andata così.

Il fallimento dell’amministrazione Trump sta nel non aver ascoltato gli scienziati, di aver anteposto la tutela dell’economia a quella della salute della popolazione.

Ha preferito spaccare il Paese in due parti, cercando un capro espiatorio a cui a dare la colpa. Nel momento in cui il presidente Trump ha deciso di non attuare politiche necessarie al contenimento del virus, ha dettato il destino della popolazione americana.

Questo ha inciso in modo decisivo sulle politiche regionali dei singoli Stati federali, creando due coalizioni. Da una parte gli Stati a trazione democratica si dimostrarono molto più inclini a politiche restrittive e dure, vicine a quelle adottate in Europa; diversamente gli Stati a matrice repubblicana hanno optato per linee meno severe, non attuando lockdown totali.

Mentre il Presidente era impegnato nella campagna per la rielezione, le conseguenze tra il mancato coordinamento fra governo federale e gli Stati sono state devastanti. I ritardi logistici e la mancanza di aiuti federali si sono tradotti in assenza di medici e infermieri, nella poca disponibilità di reperire tamponi, mascherine e respiratori.

Con l’insediamento di Biden alla Casa Bianca inizia una nuova era, una nuova America che possa ripartire dall’essere uniti di fronte alle disuguaglianze sociali, economiche e soprattutto in risposta al virus.

Nel suo primo giorno da presidente, Biden ha introdotto misure contenitive a livello nazionale, come l’obbligo di portare le mascherine ovunque. Il suo obiettivo è quello di incentivare il miglioramento dell’accesso ai test, dell’ampliare dispositivi di produzione individuale e stabile un piano di cooperazione nella distribuzione del vaccino.

Conclusione

Quella contro il Covid, è una lotta che non lascia spazio a logiche e strategie di potere. Parlare di collaborazione tra le diverse forze politiche e tra i singoli Stati potrebbe risultare utopico e irrealizzabile ma necessario! Bisognerebbe attuare politiche di coesione non solo a livello economico ma anche sociale offrendo risposte alla società civile, in particolare alle fasce più colpite.

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