QAnon, #Memo e il male radicale del potere globalistaQAnon, #Memo e il male radicale del potere globalista

Il dialogo che QAnon sta avendo con migliaia di anonimi nel board di 8chan (vedi Tardini B., 2018. Seth Rich, Inpressmagazine.com) prende avvio da una disperata ammissione: «Non possiamo vedere il mondo andare in cenere dinanzi ai nostri occhi senza fare nulla». Le acute e reali “briciole” (“crumbs”) di questo eroico Anon stanno alimentando (per ora solo in certe zone buie e sotterranee di Internet) un embrionale e grandioso desiderio di democrazia reale.

Rivolgendosi a destinatari ideali e ponendosi democraticamente al loro pari (come dichiarato nello “✯✯URGENT MESSAGE✯✯”), Q non fa cadere i suoi messaggi dall’alto e ciò non può che generare un sentimento di lotta gloriosamente contagioso.

La vicenda del “FISA Memorandum”, ne è un chiaro esempio; in uno dei post del 21 gennaio scorso, infatti, QAnon ha scritto: «#Memo factually demonstrates ‘knowingly false intel’ provided to FISA Judges to obtain warrant(s).» e il suo messaggio ha immediatamente assolto una funzione rivoluzionaria. Fuoriuscendo dalla comunità di 8chan, l’invito all’azione di quel “#Memo” ha raggiunto la superficie di Internet, è divenuto “#ReleasetheMemo” e si è trasformato in una richiesta di democrazia diretta del popolo statunitense, che Donald Trump ha esaudito.

Ebbene, il 2 febbraio 2018, suddetto documento, compilato dallo staff del Comitato di Intelligence della Camera dei Rappresentanti Americana, è stato declassificato dal presidente degli Stati Uniti d’America, reso pubblico e il suo contenuto ha corroborato la tesi anticipata da Q svelando uno degli abusi di potere più feroci della storia degli United Sates of America.

Il “FISA Memorandum” afferma che il DOJ (Department of Justice) e l’FBI, mentendo per omissione al tribunale FISA (United States Foreign Intelligence Surveillance Court), hanno ottenuto l’autorizzazione a sorvegliare elettronicamente – durante le elezioni presidenziali del 2016 – il team di Donald Trump.

La verità non detta riguarda il “dossier” creato da Cristopher Steele (un ex agente dei servizi segreti britannici MI16) per conto della DNC (Democratic National Commitee), della campagna elettorale di Hillary Clinton e da esse sovvenzionato tramite lo studio legale Perkins Coie e l’agenzia privata di spionaggio Fusion GPS. Nello “Steele Dossier”, come espressamente richiesto dai mandanti, l’agente britannico ha raccolto informazioni diffamanti (false) su Donald Trump e ha fatto menzione ai supposti legami di quest’ultimo con la Russia.

Dunque: l’aver ottenuto un’autorizzazione alla sorveglianza elettronica omettendo la vera natura del fascicolo di Steele, costituisce una violazione del quarto emendamento della costituzione americana e un abuso di potere senza precedenti.

L’invito all’azione di QAnon (come nel caso sopraccitato) non riguarda solo questioni di interesse nazionale, ma ha una valenza globale, riguarda tutto il mondo: il male radicale del Deep State statunitense e del potere globalista – ci fa notare ancora la rivoluzionaria fonte di intelligence – ha come cardini tiranni noti al mondo intero: @Jack, ES, GS, ROTSCHILD, EZ, CF, JB, EM etc.

«Fight, Fight, Fight.

DEMAND public disclosure.

BE LOUD. BE HEARD.

This is just the beginning. 2018 WILL BE GLORIOUS!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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