elezioni-europee-risultati-34La scorsa domenica, il 25 di maggio si è votato per decidere le componenti italiane del Parlamento Europeo. Già dalle campagne elettorali era chiaro che il voto si sarebbe trasformato per l’Italia, che non vota per il proprio Parlamento da ormai 3 candidature, in un voto politico. C’è chi, come Renzi si opponeva a quest’idea, ma ora all’indomani dei risultati dai quali è emerso come vincitore indiscusso, con percentuali che non si vedevano dalla supremazia della tanto amata e rimpianta DC, si è esposto ai media ancora una volta come rinnovatore, colui che cambierà il paese, iniziando a lavorare subito… (dopo tre mesi dall’assunzione dell’incarico da Presidente del Consiglio).

Sono quindi davvero valse da elezioni politiche quelle che domenica scorsa hanno dato il partito di Renzi a più del 40% di consensi?
Fermiamoci un attimo ad analizzare ciò che è successo.

Prima delle elezioni le piazze erano colme, i comizi in tv erano all’ordine del giorno, in una campagna elettorale all’ultimo colpo sembrava apparire chiaro il quadro che poi sarebbe andato ad emergere nelle urne, due forze a battersi l’elettorato, il Pd che ormai racchiude i consensi non solo da sinistra, e il M5S che in un solo anno e mezzo è riuscito a far temere un forte spodestamento della fiducia in Parlamento all’attuate Premier.

Le stelle della bandiera europea però non sono state così concordi con quelle del Movimento che, lasciando tutti disorientati, si distacca dal primo partito contando solo il 21,6% di consensi.
I voti persi dal M5S e dal partito di Berlusconi, il Pdl, non sono andati nelle fila del Pd spiegano gli esperti, questi si sarebbero indirizzati verso il forte astensionismo. Un forte recupero è stato registrato anche dalla Lega Nord, con Salvini come aprifila e dall’Altra Europa di Tsipras.
È stato facile da parte del vincitore Matteo Renzi esporsi da subito alle telecamere ed i fotografi, continuando ad affermare che il suo sarà lo spirito del cambiamento, ermetici i suoi ragionamenti per non giungere subito ai ringraziamenti per un risultato, come in realtà si crede, neanche lui si aspettava. Agonizzante invece dalla parte opposta, il silenzio del Movimento 5 Stelle, rotto poi da un video di Grillo, dove si fa sfoggio di una grande delusione, che viene però velata da un finto sarcasmo. La pasticca di Maalox che aiuta a calmare i bruciori di stomaco, il nervoso e la rabbia della consapevolezza di una grandissima sconfitta. Non finisce qui, dice, vinceremo poi… rubando le critiche e facendone vezzo agli occhi di chi deride lui e tutti quelli del Movimento.
Da Di Battista ieri si legge uno sfogo

“ Ieri non ho scritto nulla. La sensazione che sentivo? Come se qualcuno mi avesse strappato un pezzo di carne. Vedete, noi non siamo come i politicanti di professione che, dopo ogni elezione, riescono a mettere maschere e a sfoggiare astrusi ragionamenti per dimostrare all’opinione pubblica che hanno vinto tutti.

Io no, noi no.
Ci ho creduto moltissimo

Vi sto scrivendo dalla commissione difesa della Camera, tra poco inizierà un’audizione con il Ministro della Difesa. Osservo i deputati e i senatori dei partiti. Sono tutti strafelici, tutti. Quelli del PD è logico, ma quelli di Scelta Civica perché? Casini sprizza di gioia, Cicchitto ha l’aria sollevata. Eppure hanno preso 1/5 dei nostri voti. Si salutano tra di loro con vigorose strette di mano e dolcissimi baci sulle guance. Il messaggio è chiaro, si stanno dicendo una sola cosa: “ci siamo salvati!”.
Ed è vero, noi abbiamo perso e il sistema ha vinto.
Ci siamo sbagliati. Mi sono sbagliato. La strada è lunga. Lo capisci quando pensi a quanti voti ha preso Raffaele Fitto, FI, un giovane condannato (in I grado) a 4 anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d’ufficio. Secondo eletto in Italia per numero di preferenze!
E se tutti questi politicanti oggi gioiscono con tale “entusiasmo da finale” è perché era davvero una finale. Un gruppo di cittadini entrati un anno e mezzo fa in Parlamento e centinaia di migliaia di attivisti, sono arrivati in finale contro la partitocrazia, un avversario che non ha mai temuto nessuno.

Io oggi sto molto meglio. Nei prossimi giorni andrò a dare una mano dove siamo arrivati al ballottaggio e mi terrò nel cuore un popolo che a piazza San Giovanni grida onestà, onestà, onestà.

Poi penserò agli errori commessi, ma penserò anche ai Mastella e agli Scopelliti. D’altronde se, per la prima volta, certa gente non ce l’ha fatta ma ce l’hanno fatta 17 cittadini incensurati, preparatissimi e senza “padri, padroni e padrini” beh questo è senz’altro merito del M5S e di quel popolo che gridava onestà.

Siamo arrivati in finale e abbiamo straperso ma le finali non si possono perdere sempre. Ne arriveranno delle altre. A riveder le stelle”

Si arriverà quindi a “riveder le stelle” come dice Alessandro Di Battista o queste sono le vere sorti di un Italia che non si riesce più a capire? Qual è la nostra parte? Chi sarà il prossimo vincitore e soprattutto, il popolo ora ha vinto?

Romina Rapisarda

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