Roma è eterna, ma va curata

Roma, la città eterna, regale, la città che i turisti invidiano, che amano visitare. La capitale che nell’ultimo periodo sembra avere una seconda faccia, quella del degrado. Buche, cassonetti pieni di immondizia, parchi rovinati da atti vandalici, macchine in doppia fila, e la magnificenza capitolina scompare.

buche viale libia

Quello che a molti cittadini, nell’ultimo periodo specialmente, sarà saltato agli occhi è il problema del dissesto stradale. Tale disagio richiede un intervento immediato, poiché può portare a conseguenze anche fisiche agli stessi romani. Dovunque si legge di voragini causate dal maltempo, soprattutto a seguito della neve, che rendono impossibile il passaggio ai veicoli a due ruote o per chi cammina, magari anziano. Il manto stradale a Roma risente molto facilmente della pioggia e più volte le

buche viale libia

persone si lamentano che le cosiddette “pezze” di cemento riapplicate su vecchie buche non risolvono la situazione, perché si ricreano con il maltempo.

Una soluzione, però, c’è: l’associazione Tappami. È formata da cittadini volontari che intervengono quando ricevono una chiamata. Perché questa potrebbe essere la soluzione giusta? Perché usano bitume particolare, resistente all’acqua che può, quindi, essere usato anche sotto la pioggia. Questa tipologia di asfalto ha una lunga tenuta e richiede un intervento di soli cinque minuti. Inoltre il materiale attecchisce con il passaggio delle auto, il che vuol dire non creare ingorghi o restrizioni di carreggiate che creerebbero ulteriore disagio alla viabilità romana. L’associazione, presieduta da Cristiano Davoli, agisce solo a Roma, per adesso, e utilizza materiale fornito gratuitamente, il quale però costa di più del normale cemento. “Tappami” spera che un giorno possa essere finanziata dalle aziende. Sicuramente, ad oggi, rappresenta una buona soluzione a un problema da cui possono dipendere le vite dei viaggianti romani. Pagare oggi di più per avere un risultato permanente.

cassonetto tangenziale materiale da discarica

Quali altri problemi costituiscono il degrado di Roma? Sicuramente al primo posto ci sono i cassonetti dell’immondizia.  pieni, anzi stracolmi, tanto che i cittadini rinunciano a gettare il proprio sacchetto e lo lasciano lì vicino, per terra, come se fosse la stessa cosa.

Non è certo un bel vedere: isole naturali di immondizia quando basterebbe evitare queste spiacevoli conseguenze, e non lasciare accanto ai cassonetti anche ciò che deve essere smaltito altrove. E come farlo? Innanzitutto è facile puntare il dito contro l’Ama o le istituzione, quando poi in casa non si riesce a fare una semplice raccolta differenziata. Dall’altra la sindaca Virginia Raggi sta cercando di attuare il suo piano delle 3R: riduzione, riutilizzo, riciclo. Prevede di diminuire le tasse sui rifiuti, incentivare la differenziata facendo diminuire i costi di chi riuscirà a farla, e sta inagurando nuovi impianti di compostaggio aerobico a Cesano Osteria Nuova (XV Municipio) e a Casal Selce (XIII Municipio). Oltre a queste iniziative- che avrebbero bisogno di essere studiate e poi giudicate dai cittadini- per i più ostinati e titubanti nei confronti delle misure politiche, c’è un’altra valida e interessante alternativa: Non sono rifiuti. È un progetto nato grazie a Silvia Cavaniglia che prevede la raccolta di materie prime recuperabili (da qui il nome dell’iniziativa). Un riciclo e riutilizzo vero e proprio di ciò che si potrebbe considerare scarto. Il progetto ha come luoghi di raccolta i mercati rionali, scelta non casuale anche se per ora è presente solo al Mercato Trionfale. “Presso tali mercati i clienti possono conferire le materie riutilizzabili in loro possesso a fronte di un corrispettivo in denaro deciso in base ad un borsino pubblicato giornalmente sul sito”. Molti cittadini credono in questo progetto, lo sentono vicino a loro (ecco spiegata la scelta del mercato), si fidano: sono sicuri che ciò che portano non finirà nei termovalorizzatori e sanno che la raccolta è fatta regolarmente e non viene mischiata.

cassonetti stracolmi ore 7.53

Questa iniziativa, come quella di Tappami, è una realtà piccola, conosciuta magari dai pochi che abitano nella zona Trionfale, ma oggi ai tempi di Internet è bene farla crescere a suon di click e del buon vecchio passaparola. Sono iniziative che portano con sé il cambiamento, che vanno premiate con l’interesse dei cittadini e soprattutto le loro soluzioni sono dei grandi progetti in cui vale la pena credere.

Degrado Parcodelle Valli

Considerando i vari aspetti che costituiscono il degrado nella capitale, non si possono non far presenti altri due fenomeni: la situazione del Parco delle Valli e la viabilità a Viale Libia. Il primo problema riguarda le condizioni della riserva naturale della zona Conca d’Oro. Negli anni è cresciuta, si è sviluppata, arricchendosi grazie a piste ciclabili, alla zona giochi per bambini e alla zona per giocare a bocce. Nonostante queste iniziative che hanno incentivato la vita all’interno del parco, le condizioni non sono delle migliori: molte panchine sono rotte o rovinate da scritte, molta boscaglia poco curata- impedendo così una camminata agevole anche a chi non ha più l’agilità di una volta e all’entrata il cartello del percorso salute è illeggibile a causa di segni fatti con lo spray. Oltre a questi spiacevoli disagi ci sono altri problemi. Proseguendo lungo il parco infatti è possibile notare come molte buste, scatole del cibo, vengano lasciate tra l’erba o per terra, magari poco vicino a un secchio. In una delle aree, invece, dedicate ai cani sono visibili sedie di plastica rotte, per terra, distrutte non sicuramente dall’assalto di un povero cane ma molto probabilmente per opera di vandali che durante la notta popolano il parco.

degrado parco delle valli

Sempre in queste zone poco frequentate, lontano dalle entrate, si notano tra le boscaglie dei carrelli nascosti. Perché questo? Per giochi notturni, può darsi, ma anche perché vicino al parco è presente un accampamento di Rom. Come ovviare a questi problemi? Sicuramente bisognerebbe incentivare i controlli, avere maggior sorveglianza e far sì che chi abita abusivamente lì possa trovare un’altra sistemazione (come le case d’accoglienza).

L’altro disagio riguarda le tantissime auto in doppia fila che aumentano il traffico in una zona notoriamente commerciale, Viale Libia. Diverse macchine si trovano in parcheggi non autorizzati come quelli per lo scarico merci, altre si trovano in doppia fila anche senza le quattro frecce che, oltre a creare possibili incidenti, sottolineano la volontà del conducente di lasciare la sua autovettura per più di cinque minuti. In realtà per risolvere questo problema basterebbe parcheggiare la propria macchina al parking multipiano a Via Tripoli (un euro ogni ora). Perché non farlo? Perché chi dovrebbe controllare che questi disagi non avvengano non fa nulla? Perché ci sono le telecamere e non possono essere utilizzate? Probabilmente una soluzione e una ragione a tutto questo c’è ma non è dato saperla.

Il degrado a Roma esiste, non si può negare, ma bisognerebbe imparare prima a migliorare quello che fa ognuno nel suo piccolo. La raccolta differenziata in casa, andare al parco e non distruggerlo, parcheggiare l’auto dove deve essere lasciata e lì dove non può arrivare il singolo cittadino è bene avvalersi di realtà piccole ma importanti come “Tappami” e “Non sono rifiuti”: sono valide soluzioni per sconfiggere il degrado romano. Oltre ovviamente a una prevenzione da aprte delle istituzioni che dovrebbero presenziare ed agire in loco.

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