Una delle principali vittime del COVID-19 è stata l’istruzione scolastica, messa a dura prova dall’alternarsi tra DaD e lezioni in presenza. Le scuole italiane ancor prima della pandemia non vantavano un’organizzazione eccellente, spesso è stata al centro di discussioni la mancata gestione a livello di insegnanti o i problemi nella struttura che hanno portato spesso studenti a scendere in piazza a manifestare. La debolezza vera e propria è uscita fuori durante la pandemia, la famosa proposta dei banchi a rotelle, mai utilizzati se non per poco tempo; disorganizzazione nello gestire le lezioni online; disagio per gli studenti; poca chiarezza per la gestione dei casi positivi in classe.

Le opinioni però riguardo questo argomento sono contrastanti, variano da persona a persona, però il parere più chiaro è quello di chi vive questa situazione in prima persona, gli studenti di ogni grado d’istruzione. Una prima opinione è raccontata da una studentessa di Bari, Giada Scavo:

“Secondo me non tutti gli istituti scolastici sono attrezzati per gestire la situazione Covid, la mia scuola  è per esempio una struttura di per sé vecchia e non accogliente tale per cui una situazione come quella della pandemia ha creato disagio. La poca chiarezza fin da subito ha destabilizzato noi studenti, ma anche le lezioni a distanza per quanto non comprendenti direttamente la struttura sono stati fonti di disagio per noi studenti, magari chi ha avuto problemi di connessione, chi non ha abbastanza dispositivi per seguire la lezione poiché altri familiari in casa avevano bisogno dell’attrezzatura tecnologica. Andando avanti con i mesi si è scelto di far tornare noi studenti in classe per seguire in presenza, ma ogni volta venivano cambiate le disposizioni generando caos e incomprensioni specialmente nelle famiglie, dato che la gestione dei casi di positività non è delle migliori, si dovrebbe trovare una soluzione diversa, soprattutto cercare di tutelare chi ha scelto di vaccinarsi e si infetta andando a scuola. Bisogna far tornare tutti gli studenti in presenza perché la DaD ormai ci ha consumati ed è solo ormai un mezzo che tiene più distanti noi ragazzi e dissociati dalla realtà, chiusi in casa fissi davanti al computer per ore, rischiando di perdere lezione per imprevisti: connessione internet.”

Attualmente le disposizioni riguardo la gestione dei casi di positività sono sul sito del governo: con cinque o più casi di positività nei servizi educativi per l’infanzia, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria e con due casi o più di positività nella scuola secondaria di I e II grado, si applica ai bambini e agli alunni il regime sanitario dell’autosorveglianza, ove ne ricorrano le condizioni -vaccinati e guariti da meno di 120 giorni o dopo il ciclo vaccinale primario, vaccinati con dose di richiamo-, altrimenti si applica il regime sanitario della quarantena precauzionale di cinque giorni, che termina con un tampone negativo. Per i successivi cinque giorni dopo il rientro dalla quarantena gli studenti dai 6 anni in su indossano la mascherina ffp2.

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, spero possa migliorare la situazione scolastica italiana, vorrei che con questa pandemia e le conseguente sulla nostra istruzione riescano ad essere un punto di partenza per migliorare la ‘’vita scolastica’’ di noi studenti, è arrivato il momento di dare il giusto aiuto alle scuole e all’istruzione ma non sprecare i fondi in progetti come sedie a rotelle, bisognerebbe allargare gli spazi nelle aule, avere dispositivi elettronici in aula, strumenti per disinfettare l’aria nelle aule, offrire tamponi nelle strutture, mascherine e gel…Potrebbe essere questo l’inizio di una situazione diversa nelle scuole”

 Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) prevede un pacchetto di investimenti e riforme articolato in sei missioni:

-Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura – 40,32 miliardi

-Rivoluzione verde e transizione ecologica – 59,47 miliardi

-Infrastrutture per una mobilità sostenibile – 25,40 miliardi

-Istruzione e ricerca – 30,88 miliardi

-Inclusione e coesione – 19,81 miliardi

-Salute – 15,63 miliardi

Per finanziare ulteriori interventi il Governo italiano ha approvato un Fondo complementare con risorse pari a 30,6 miliardi di euro. Complessivamente gli investimenti previsti dal PNRR e dal Fondo complementare sono pari a 222,1 miliardi di euro.

Pareri contrastanti

Però anche molti ragazzi si ritrovano ad apprezzare le lezioni a distanza, per esempio un’altra studentessa di Imperia, Misia Costantini dice:

“All’inizio non è stato facile perché era tutto nuovo, ma con il tempo personalmente mi sono abituata, magari se un giorno non riesci ad andare a scuola per il maltempo, segui online, qualsiasi cosa non perdi una lezione perché basta connettersi al link della lezione…Certo, molte famiglie non hanno abbastanza dispositivi per questo magari sarebbe giusto stanziare fondi per aiutare le famiglie ad avere almeno un dispositivo come computer per poter seguire le lezioni. I fondi del piano di ripresa destinati all’istruzione secondo me dovrebbero concentrarsi sulle strutture scolastiche e sui dispositivi perché a prescindere dalla pandemia sono sempre stati i problemi generali degli istituti, spesso noi giovani siamo scesi in piazza perché mancava anche la carta nel bagno quindi non è stata la pandemia a portare in crisi l’istruzione e il suo sistema, ha sempre vacillato di suo […] La gestione dei casi di positività a mio riguardo sembra procedere bene, mi è successo in classe, siamo tornati a fare lezioni a distanza per un breve periodo per via di alcuni contagi in classe, forse l’unico problema è che ci dovrebbero essere più controllo, magari dei tamponi organizzati in scuola ogni tot giorni a settimana. Bisogna assolutamente evitare di dividere la classe: nel caso in cui ci fossero dei contagi, tutti devono stare a casa, non è giusto separare, o tutti in DaD o tutti in presenza.”

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