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L’ultimo anno trascorso ha messo a dura prova tutti noi. Il virus ha messo in crisi tutti come persone e come cittadini, ma soprattutto come lavoratori. Numerosi imprenditori, impiegati, lavoratori di ogni genere, si sono trovati con le spalle al muro, costretti a sospendere o addirittura a chiudere le loro attività. Attività che coinvolgono un grande numero di gente, ancora oggi, vengono limitate per cercare di evitare il più possibile la diffusione del Covid. Adattarsi e rinnovarsi: il cinema che si trasforma in un bar per fronteggiare la crisi Direttore responsabile: Claudio Palazzi
Questo terribile virus ha messo tutti sotto scacco e l’unica possibilità e alternativa che hanno i lavoratori per liberarsene è rinnovarsi. L’adattamento è diventato un prerequisito fondamentale per poter fronteggiare un periodo di crisi così ingente.

Sono molti i lavoratori che hanno reinventato la loro attività e che addirittura l’hanno trasformata per poter continuare a lavorare e per assicurare il lavoro anche a dipendenti con famiglie, che hanno bisogno di mantenersi.

Un esempio concreto è il multisala Lux di Roma, in Via Massaciuccoli, 33. Il famoso cinema, presente in zona ormai da moltissimi anni, ha deciso di rinnovarsi e trasformarsi in un bar per affrontare la crisi a cui è stato sottoposto.

Ci parla di quest’idea e di come si è evoluta, il responsabile Pierluca Sforza.

Come è nata l’idea del bar?

“L’idea del bar è nata proprio dalla chiusura forzata dei cinema, è quasi più di un anno che siamo fermi. Noi vogliamo far sapere che ci siamo, vogliamo essere presenti, aiutare il nostro personale che abbiamo tirato fuori dalla cassa integrazione. Ma soprattutto vogliamo far venire le persone in un luogo di ritrovo, la caffetteria bar, che però sia anche cinema, quindi sentire il profumo del cinema stando vicino alle sale, con la speranza di riaprire il prima possibile. Tutto nasce dall’idea di esserci, di rinnovarsi e di non stare fermi in un periodo così difficile.”

Quanto ci è voluto per realizzarla?

“Non ci è voluto molto perché in realtà noi avevamo già un bar interno al multisala. Ma era un bar da cinema, quindi con distribuzione di popcorn e bevande. Abbiamo ampliato la nostra offerta e rimodernato il bar a caffetteria. La gente può venire anche per lavorare, abbiamo il wi-fi, la musica, la televisione, il riscaldamento e l’aria condizionata. Abbiamo anche i tavolini all’aperto per la stagione più calda. Non ci è voluto molto per realizzarla perché già internamente eravamo organizzati. Inoltre, tutti i servizi che utilizzavamo per il cinema (telecamere, registratore di cassa ecc.) ora li sfruttiamo per il bar.”

Avete avuto problemi per le autorizzazioni?

“Problemi con le autorizzazioni non ci sono state perché avevamo già un bar preesistente, abbiamo solo dovuto adeguarci agli orari di apertura extra cinema. Non ci sono state complicazioni anche perché il municipio ha capito le nostre esigenze.”

Come è stato il riscontro con la clientela?

“Il riscontro con la clientela è stato fortissimo, soprattutto per tutti gli appassionati che venivano al cinema, che vedendoci riaprire ci hanno dato tantissima solidarietà e vengono tutti i giorni a prendere un caffè e a salutarci. Conosciamo tutto il quartiere, perché avendo questa multisala da più di vent’anni conosciamo tutta la nostra clientela, e tutti ci offrono il loro sostegno e partecipazione.”

Il bar resterà aperto anche dopo?

“Sicuramente sì. Il nostro obbiettivo primario ovviamente è il cinema ma il bar rimarrà lo stesso perché è stata un’esperienza positiva e la vogliamo proseguire.”

Cosa consiglia a tutti i lavoratori prede di questa crisi?

“Il mio consiglio a tutti i lavoratori che adesso sono in crisi, come noi, è quello di non perdersi d’animo. Purtroppo, siamo in una situazione globale e ci siamo dentro. Vedo un barlume di speranza con l’arrivo dei vaccini, ma ancora la strada da fare è lunga, soprattutto per noi cinema che non riapriremo per molto ancora. A tutti quelli che stanno fermi in questo momento dico di stringere i denti perché non possiamo fare altrimenti. Lasciarsi andare sarebbe ancora peggio, anche se la situazione oltre che economicamente è logorante psicologicamente. Rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo.”

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