indexI romani sono abituati a vivere il proprio quartiere a 360 gradi. È come se esistessero tante piccole città strette tra le braccia di Mamma Roma, realtà diverse ma con un fattore comune, il degrado. Manifesti, adesivi, scritte sui muri. In una parola: inciviltà.

È qui che entra in campo Retake Roma, un gruppo di volontari impegnati nel ripulire la Città Eterna dal vandalismo, un esercito munito di raschietto, tanta pazienza e voglia di vedere la propria città ripulita.

Il loro obiettivo è chiaro: sensibilizzare i cittadini al decoro urbano, risvegliare una coscienza civica che sembra essere ormai sopita negli stessi individui che quotidianamente si lamentano delle condizioni dei propri quartieri. Promuovono un approccio attivo all’interno della comunità grazie al quale il cittadino si mette in prima linea e diventa parte integrante del mantenimento decoroso.

Abbiamo intervistato Antonino di Retake Roma per approfondire il lavoro che stanno svolgendo.

– Com’è nata la vostra associazione?

Retake Roma è un movimento nato nel 2010 per opera di Rebecca Spitzmiller, italo-americana insegnante di diritto comparato presso l’università Roma Tre.

Rebecca stanca di vivere una città bellissima deturpata da atti vandalici ed abusivismo ha deciso di rimboccarsi le maniche e “riprendersi” Roma, anzi restituire Roma a ciò che le spetta di diritto: decoro e rispetto.

Iniziando dalle mura del suo condominio, continuamente vandalizzate e deturpate con insensati tag, ha poi proseguito il suo scopo “reclutando” altre persone a fare lo stesso. Insieme, con il tempo, e con la collaborazione dei PICS ed Ama, si è giunto a ciò che siamo oggi, con la prospettiva di migliorare e cambiare la mentalità dei cittadini di Roma e Roma stessa.

– In quanto tempo e in che modo siete riusciti a richiamare l’attenzione e a diffondere i vostri obiettivi in tutte le zone di Roma?

In primo luogo attraverso l’esempio. Le parole non bastano per cambiare le cose, bisogna agire. Con perseveranza e determinazione, quando la maggior parte delle persone ci scherniva (e continua a farlo) per ciò che facciamo – perché ritenuto assolutamente inutile -, nel corso di quest’estate siamo riusciti a raggiungere migliaia e migliaia di sostenitori su FB e un migliaio di retaker sul territorio di Roma. Abbiamo sfruttato le potenzialità delle piattaforme social, senza abusivismi di nessun genere. A prima dimostrazione che le affissioni abusive non sono affatto la risposta per ottenere visibilità. In secondo luogo cerchiamo continuamente di diffondere due messaggi cui non siamo mai stati abituati:

– il rispetto del bene pubblico come strumento lungimirante per un miglioramento generale (sicurezza ed economia), in applicazione della Teoria delle finestre rotte;

– la realizzazione del principio di sussidiarietà costituzionale (ex. art 118 Cost.), secondo cui dove non arrivano le istituzioni arrivano i cittadini.

Altro aspetto fondamentale di diffusione di Retake Roma è stata la rete di gruppi su cui si basa il movimento, organizzazione finalizzata a mantenere ed aumentare il senso di appartenenza per il proprio territorio.

Con tale sistema si ha la possibilità di socializzare, condividere e confrontarsi per il bene e il rispetto di ciò che è pubblico. Parimenti si realizza una circostanza in cui vivendo nella zona in cui il retaker ha svolto il proprio lavoro, quest’ultimo “sorveglia”, per forza di cose, il proprio quartiere potendo quindi intervenire senza particolari difficoltà e fatiche, ripristinando nuovamente il decoro in modo più diretto e facilitato.

– Ogni quanto organizzate eventi di “clean-up”?

Sulla base dei gruppi per zona o a seguito di proposte di cittadini per circostanze di vergognoso degrado, i retake vengono organizzati o dai gruppi stessi, dopo un confronto tra i cittadini, oppure da Retake Roma, dopo la richiesta di collaborazione inoltrata a PICS ed Ama, per interventi di grande portata. Per i primi dipende dalle disponibilità dei membri del gruppo, nel caso dei secondo si cerca di organizzare una volta al mese, talvolta 2 eventi mensili.

– In che modo è possibile partecipare?

Tutti possono partecipare ai retake, basta informarsi sul retake in programma (nella propria zona o generale) convalidare digitalmente la propria presenza e presentarsi, nel luogo e all’ora stabiliti, con gli strumenti del retaker!

– Nonostante l’impegno di Roma Capitale a fermare il fenomeno “cartellopoli” continuiamo a vedere per le nostre strade centinaia di manifesti affissi non negli spazi appositi, c’è secondo voi un modo per prevenire questo abusivismo?

Dialogando con i responsabili di tali affissioni abbiamo compreso come ciò viene fatto per ottenere maggiore visibilità soprattutto da quella tipologia di soggetti che non utilizza i social o da parte di quegli stessi organizzatori che non sanno utilizzare metodi alternativi. Rimanendo inadeguato giustificare un abuso con una visione cieca ed irrispettosa del prossimo, è il caso di iniziare a pretendere con le istituzioni competenti la predisposizione di bacheche autorizzate dove sia possibile affiggere queste tipologie di manifesti, dimostrando intransigenza per gli altri. Purtroppo l’affissione abusiva rimane una triste realtà per l’assenza di una politica ferma di contrasto del fenomeno, tale da essere tristemente giunti ad una prassi illegale. I cittadini si sono abituati a questa forma di abusivismo non rendendosi più conto della relativa illiceità.

Silvia Batoni

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