Eureka! Il 18 febbraio 2021 il rover della NASA Persevarence è atterrato con successo sulla superficie di Marte. Il veicolo aerospaziale fa parte della missione americana Mars 2020, con cui si intende dare impulso alla ricerca esplorativa sul pianeta rosso. Dopo 203 giorni di volo nello spazio la missione può finalmente entrare nel vivo. L’obiettivo primario consiste nell’analizzare il suolo marziano per cercare possibili tracce di vita, oltre che definire il clima e la geologia del pianeta solare in prospettiva di una futura missione con equipaggio. Per fare ciò il rover sarà supportato dal drone denominato Ingenuity il quale sarà il primo veicolo a tentare un volo a motore su un altro pianeta. E l’aspetto per noi ancor più importante è che l’Italia è in prima linea per la realizzazione di questa impresa. Corsa su Marte – da Perseverance a The Martian Direttore responsabile: Claudio Palazzi
RUOLO ITALIANO

La partecipazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, assieme all’omonimo europeo (ESA), è incentrata nella missione Mars simple return, che al netto del nome è invece una missione ancor più complessa. Lo scopo consiste nel portare per la prima volta nella storia dell’esplorazione, dei campioni di roccia marziana sul nostro pianeta. Ciò sarà possibile grazie a una seconda missione su Marte fissata per il 2026, attraverso cui i campioni di roccia immagazzinati dal rover Perseverance saranno recuperati e portati sulla Terra. Tra le aziende coinvolte in questo progetto vi è anche Leonardo, società italiana attiva nel settore dell’aerospazio, sicurezza e difesa che è incaricata di progettare i bracci meccanici atti a recuperare le rocce marziane.

Media4tech di Claudio Palazzi

C’É TRAFFICO SU MARTE

Il 2020 è stato un anno molto intenso per l’esplorazione marziana. Infatti ben tre diverse missioni, di tre diversi Paesi si sono succedute. Oltre alla missione guidata dalla Nasa, altri due Paesi hanno spiccato il volo verso Marte. In primo luogo durante l’estate del 2020 è stato lanciato un satellite orbitale da parte degli Emirati Arabi Uniti, primo Stato dalle dimensioni ridotte a portare un proprio veicolo nell’orbita del pianeta rosso. La missione tuttora in corso prevede lo studio attraverso la sonda Hope dell’atmosfera marziana. Successivamente ha avuto inizio la missione cinese Tianwen-1, “ricerca delle verità celesti”, con cui la superpotenza asiatica ha dato il via a una serie di esplorazioni spaziali volte allo studio della composizione fisica del suolo di Marte e alla ricerca di fonti di vita. Tale missione oltre alla presenza di un orbiter, si avvale anche di un rover, come lo statunitense Perseverance.

THE MARTIAN

Ben oltre 60 anni sono passati dai primi tentativi di esplorazione del pianeta rosso da parte dell’Unione Sovietica, durante il periodo della guerra fredda. Già da tempo un’ampia serie di racconti fantascientifici e pellicole cinematografiche avevano cominciato a riempire la mente degli appassionati e dei curiosi del “pianeta dei marziani” alimentando la corsa allo spazio. Tra i film che più recentemente si sono focalizzati su tale argomento vi è sicuramente The Martian – Sopravvissuto del regista Ridley Scott. Questi ha trattato la storia di un astronauta, interpretato dal celebre attore Matt Damon, che durante una missione spaziale su Marte viene abbandonato dopo una violenta tempesta di sabbia perché creduto morto dagli altri membri dell’equipaggio. Qui dovrà adattarsi alle dure condizioni del pianeta per poi tentare di contattare la Terra per chiedere soccorso. Il regista britannico, già avvezzo a famose opere fantascientifiche come Alien e Blade Runner, ha invece richiesto dei colloqui con alcuni membri della NASA per la più accurata realizzazione delle riprese dal punto di vista scientifico.

RIDLEY SCOTT FRA CINEMA E AMBIENTE

Ridley Scott, nominato Sir dalla regina Elisabetta II nel 2003 a due anni dalla sua opera pluripremiata Il Gladiatore, è uno dei più famosi registi viventi. Il suo impegno cinematografico è più volte sfociato in ambito sociale, non da ultimo partecipando alla realizzazione di un trailer per la Global Enabling Sustainability Initiative (GeSI), organizzazione volta alla sostenibilità ambientale e che punta alla transizione digitale insieme al movimento Digital with Purpose, che aspira al più rapido raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Durante la manifestazione Scott ha dichiarato: “l’umanità e la Terra affrontano gravi minacce che richiedono un intervento urgente. Digital with Purpose è un movimento ambizioso di aziende e leader impegnati ad accelerare il loro impatto positivo e guidare il cambiamento sostenibile attraverso la tecnologia digitale”.

La ricerca spaziale è vista da alcuni come una perdita di tempo o di risorse che sarebbe meglio utilizzare in altri campi più “terrestri”, come la lotta al cambiamento climatico, o utili alla vita di tutti i giorni. In realtà lo sviluppo aereospaziale e tecnologico possono essere il migliore alleato a vantaggio della vita sulla Terra. Infatti, il sistema delle telecomunicazioni odierno ad esempio non funzionerebbe senza la miriade di satelliti che sorvolano le nostre teste, i quali sono anche artefici dei più accurati monitoraggi sul cambiamento climatico. L’esplorazione di altri pianeti e la ricerca di vita extraterrestre possono fornire soluzioni innovative per la vita sulla Terra, come nel caso del progetto dell’UE, MASE, volto all’utilizzo di una vecchia miniera britannica per collaudare le tecnologie da impiegare su Marte. Così facendo sarà anche possibile ottenere nuove competenze per incrementare la sicurezza nelle miniere e il rendimento dell’estrazione di minerali.                                                                                                Lo sviluppo terrestre dipende in definitiva dallo sviluppo aereospaziale.

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