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Piazza Sempione è una importante piazza di Roma. Situata nel terzo Municipio, è punto di riferimento della quartiere Monte Sacro. È stata concepita dall’architetto Gustavo Giovannoni nel progetto Città Giardino Aniene. Vi sono prospicenti il palazzo pubblico del terzo Municipio nonché la Chiesa dei Santi Angeli Custodi. La piazza è venuta alla cronaca cittadina, a causa del progetto di riqualificazione promosso dal Municipio III. I dettagli del progetto hanno riscontrato in parte della comunità alcune perplessità. Piazza Sempione – La Riqualificazione che fa discutere Direttore responsabile: Claudio Palazzi
L’11 febbraio 2021 è stata approvata una mozione da parte del terzo Municipio, concernete la Riqualificazione area Piazza Sempione e vie limitrofe. I dettagli del progetto hanno presto spaccato in due la comunità di Monte Sacro. I favorevoli, tra cui anzitutto gli esponenti di maggioranza del Municipio, valutano positivamente il restyling, con un progetto di pedonalizzazione di una parte della piazza che vuole dare decoro a un luogo storico della città. Tra i contrari alcuni comitati del quartiere, tra cui Salviamo Piazza Sempione e CdQ Città Giardino, che invece sostengono che il progetto produrrà movida incontrollata, perdita di posti auto e un non apprezzabile spostamento della statua della Madonna. La statua, collocata attualmente al centro del percorso stradale è stata protagonista di aspre polemiche. Il dibattito si è spinto a volte in direzioni che hanno esulato i meri aspetti tecnici, coinvolgendo il Parroco locale, Don Mario Aceto, l’attività degli esponenti di Militia Christi, e quella di Csa Astra e Non una di meno – Roma.

Abbiamo deciso quindi nell’occasione di intervistare due importanti esponenti del quartiere: il Vice Presidente del Municipio III, Stefano Sampaolo, e Giovanni Martino, portavoce del comitato cittadino Salviamo piazza Sempione.

Intervista del 26 marzo 2021 a Stefano Sampaolo, Vice Presidente del Municipio Roma III 

Cosa prevede il progetto di riqualificazione di Piazza Sempione? Qual è stato l’iter amministrativo e politico portato avanti?
Il progetto prevede essenzialmente la ripavimentazione e pedonalizzazione della parte della piazza oggi destinata a parcheggio. Al posto dell’asfalto viene posato un pavimento lapideo secondo indicazione della sovrintendenza. Non viene alterata la viabilità, non è una pedonalizzazione integrale della piazza, ma solo di quella parte destinata alla sosta, che è davanti al Municipio. Viene creata una piazza civica come era all’origine nel 1924-25, una piazza sostanzialmente pedonale. Questa idea non ce la siamo inventata noi ma se ne parla da una ventina d’anni almeno. Per quanto riguarda l’iter questo progetto era nel piano investimenti approvato nel novembre/dicembre 2019 e poi oggetto di lavoro dal punto di vista dell’affidamento della progettazione nell’anno 2020.

Vi è stato un preventivo coinvolgimento da parte del Municipio verso la comunità? Cosa si sta facendo per coinvolgere i cittadini?
Sono ottanta giorni che facciamo incontri, commissioni, assemblee e abbiamo presentato il progetto in piazza. Abbiamo aperto proprio in questi giorni l’urban center al piano terra del Municipio dove è esposto il progetto; inoltre abbiamo pubblicato tutti gli atti del progetto sul sito. Non lo abbiamo fatto prima perché un progetto del genere che non ha dei contenuti, se non di scelta di come pedonalizzare, ha nella sua delicatezza il rapporto con la sovrintendenza e poi con gli altri uffici che devono dare i pareri. Noi abbiamo fatto una gara per affidare l’incarico al progettista, il quale ha sviluppato questo progetto che abbiamo approvato in Giunta e raccolto i pareri che peraltro sono tutti positivi. La sovrintendenza (capitolina) e la soprintendenza (di Stato) hanno dato entrambi parere positivo con delle prescrizioni. Noi siamo da due mesi a perfezionare il progetto e raccogliere indicazioni dai soggetti titolati. Non lo potevamo fare prima perché dovevamo recepire le indicazioni delle sovrintendenze. Ad esempio gli alberi nelle piazze storiche romane, in cui vi è l’importanza dell’elemento architettonico, dato nel nostro caso dall’edificio del Municipio e della Chiesa, non vanno messi perché impediscono la visuale sul bene architettonico secondo le disposizioni delle sovrintendenze. Quindi è inutile che le petizioni continuino a dire che manchino gli alberi; non ci sono come in piazza Navona e piazza di Spagna non ci sono alberi.

Perché ritiene necessario spendere 700 mila euro per questo progetto?
Il piano investimento del Municipio, approvato dal Comune, ha nel bilancio 700 mila euro allocati a questa opera. Per chi dice che sono tanti, noi possiamo dire che abbiamo progetti in altri spazi pubblici come al quartiere Sacco Pastore in via Val d’Ossola che è superiore al milione e nessuno ha detto niente. Quindi fa un po’ ridere che 700 mila euro diventino tanti a seconda dei casi.

Perché si è deciso di spostare la statua della Madonna della Misericordia? Si tratta di una riqualificazione o di un messaggio contro la Chiesa e i fedeli?
La seconda cosa assolutissimamente no. Abbiamo dialogato con tutti anche con il Vicariato. Circa 24 anni dopo che è stata fatta la piazza, nel 1948, è stata messa la statua. Ed è stata posta in un punto che non corrisponde alla condizione di traffico odierno, dove è presente una corsia preferenziale e il flusso delle auto. Insomma la Madonnina è totalmente uno spartitraffico, ingabbiata in una inferriata, al centro della strada. È cambiata la condizione in cui questo monumento si trova. Esso non nasce insieme alla piazza; per altro non ha nessuna qualità storico-artistica, è soltanto un elemento di tradizione storica che come tale va ovviamente valorizzato. È una riproduzione per essere chiari. Tuttavia è lì da molti anni. Una delle soluzioni che il progettista ha indicato e che la sovrintendenza ha colto positivamente, visto che il traffico rimane come adesso, è quello di spostarla in un’area pedonale per esserne un elemento qualificante e non uno spartitraffico annerito dalla fuliggine. Per altro non è deciso definitivamente ma lo stiamo valutando. Oggi un luogo pensato come pedonale è parcheggio e un elemento che era pensato come elemento sacro messo in uno spazio urbano è uno spartitraffico. Per noi questa è una condizione che deprime la qualità della città e vogliamo migliorarla.

Come mai si è voluto rimuovere lo striscione “Giù le mani dalla statua” di Militia Christi? Come mai invece si è voluto esporre la bandiera arcobaleno sulla facciata del Municipio?
Non l’ha rimosso l’amministrazione. L’hanno rimosso due persone. A scanso di equivoci qui nessuno vuole fare una guerra santa ma vogliamo promuovere un progetto con al centro lo spazio pubblico. Innanzitutto le iniziative fatte da un gruppo di estrema destra, Militia Christi, non sono assimilabili alle opposizioni al progetto. Per noi queste componenti di estrema destra, essendo antifascisti, sono un soggetto che non riteniamo nostro interlocutore. Teniamo conto invece di tutte le posizioni della cittadinanza. Vi è stato un dialogo in varie sedi, commissioni municipali, in piazza, ecc. sui contenuti del progetto. In una condizione non di guerra santa che è assolutamente fuori luogo. Io sono credente e per me spostare la statua non è un atto contro la fede, nel rispetto di tutti, ma lo ritengo come una soluzione sensata e riqualificante.

Cosa ne pensa delle parole usate dal Parroco don Mario Aceto che ha definito uno “scempio” l’affissione della bandiera arcobaleno sul palazzo del Municipio e detto che la statua deve restare dove si trova?
Penso che sia una uscita infelice, fuori luogo. Ma vorrei riportare l’attenzione sul progetto.

In merito alle firme raccolte dai comitati cittadini che chiedono la sospensione del progetto, come risponde e intende muoversi il Municipio?
Sono quasi ottanta giorni che ascoltiamo tutti. Chi sostiene la petizione lo fa legittimamente. Ma molti punti della petizione per altro li stiamo già facendo. Il progetto dice di fermarsi e ascoltare i cittadini, cosa che stiamo facendo. Alcune cose non ci sono per ragioni molto semplici. Ad esempio ci chiedono, “perché non abbattete le barriere architettoniche nelle strade intorno?” Perché il progetto riguarda la piazza. Una cosa non esclude l’altra!

Per quanto riguarda la manifestazione organizzata l’8 marzo da CSA Astra e Non Una di Meno Roma, che ha visto fra l’altro l’utilizzo da parte di esponenti femministi della cosiddetta “vagina sacra” contro le parole di Don Mario Aceto, cosa si sente di dirmi?
Non voglio alimentare le polemiche, col progetto non centra nulla. A me interessa parlare del progetto in qualità di Assessore all’Urbanistica. Su questo punto, uno dei temi è quello dei parcheggi; credo che abbiamo trovato una soluzione ragionevole in cui il numero di parcheggi diminuisce in modo contenuto e quindi credo ci sia un buon equilibrio. Infine, con questo progetto vengono fuori due idee di città: chi vuole l’immobilismo, ha paura della movida e chi vuole migliorare questa città. Tra chi vuole lo status quo e chi vuole interpretando i tempi, migliorare lo status quo.

Intervista del 26 marzo 2021 a Giovanni Martino, portavoce di Salviamo Piazza Sempione.

Quando e come è venuto a conoscenza del progetto di riqualificazione di piazza Sempione? Cosa ne pensa nel suo complesso del progetto da 700 mila euro?
Ne sono venuto a conoscenza come tutti i cittadini del Municipio dal giornale. Il 25 gennaio è stata pubblicata un’intervista del Presidente Caudo su Repubblica in cui si dava annuncio di un progetto già esecutivo, già approvato, con una gara per affidamento dei lavori già indetta di cui non era a conoscenza nessun cittadino e neanche il consiglio municipale. Non sono neanche stati svolti i lavori nelle commissioni tecniche del Consiglio. Il progetto è passato quasi in segreto evidentemente perché le criticità ce n’erano. Non c’è quasi niente da salvare per noi. Non che non sia possibile far qualcosa per rendere più fruibile ed abbellire la piazza. C’è un discorso di opportunità da fare perché 700 mila euro per una piazza che è stata sistemata due anni fa da questa stessa Giunta, quando tutt’intorno ci sono tante parti del quartiere disastrate, già ci fa pensare! Quindi la Giunta si è difesa dicendo che erano dei soldi previsti dal Comune di Roma stanziati per la riqualificazione della piazza e gli stessi hanno deciso di utilizzarli in questa chiave. Però il fatto che ci siano soldi stanziati non significa che debbano essere sprecati. La Giunta parla della pedonalizzazione, per pedonalizzare bastano 100 euro per mettere qualche cartello. Quello che si vuole in realtà fare è uno stravolgimento architettonico della piazza. È una piazza storica di inizio novecento molto apprezzata, realizzata dal noto architetto Giovannoni. Quindi sono benvenuti tutti gli interventi che la risistemino nel senso di sanare qualsiasi eventuale stato negativo (che poi è in buone condizioni) ma tutto ciò che la trasforma è inaccettabile.

Vi è stato un preventivo coinvolgimento da parte del Municipio verso la comunità, nello specifico cattolica e parrocchiale?
Non c’è stato nessun coinvolgimento verso nessuno. Questa mancanza di trasparenza continua anche dopo con un atteggiamento della Giunta poco rispettoso per i cittadini, perché viene negata l’evidenza di molte situazioni. È stato detto in passato dal Presidente che aveva cercato di contattare il Parroco ma non c’era riuscito. Però la Chiesa si trova a 30 metri dal Municipio e il Parroco sta sempre lì! Ma anche successivamente il Presidente ha affermato che sta facendo tutti gli incontri e le verifiche necessarie, quando in realtà di fronte a una cittadinanza che si sta sollevando, si rifiuta ostinatamente di fare qualunque tipo di confronto. È venuto tre settimane fa, quando la situazione anche a livello di media era esplosa, per fare un incontro in parrocchia, dove è stato bene accolto in cui ha avuto un atteggiamento quasi provocatorio, di chiusura a qualunque tipo di modifica, dicendo che bisogna solo abituarsi ai cambiamenti.

Perché avete deciso di costituire il Comitato Salviamo Piazza Sempione? Qual è il suo scopo?
Noi abbiamo insieme al Comitato di quartiere Città Giardino, lanciato una petizione popolare che vuole evidenziare le critiche del progetto ma anche proporre qualcosa di diverso, che possa, visto che c’è stato uno stanziamento di fondi, almeno utilizzarne una parte per una reale miglioria della piazza. Ciò che ci ha spinto a costituirci in Comitato è innanzitutto l’amore per la piazza e lo sdegno per alcuni interventi fuori dal mondo, come lo spostamento della statua della Madonna e l’aspetto della trasformazione architettonica. È una piazza a cui i cittadini sono affezionati e vedere che senza nessun tipo di consultazione la si vuole trasformare ha spinto tutti alla mobilitazione. Noi ci stiamo battendo per tutelare un importante patrimonio che è del quartiere ma è anche della città, portando l’attenzione a un livello più ampio. C’è stata una mozione dell’assemblea capitolina, già approvata, che invita a rivedere il progetto. C’è stata una interrogazione parlamentare al Ministero dei Beni Culturali perché intervenga sulla questione. Noi abbiamo presentato 2800 firme vere di soli residenti. C’è anche una petizione online che ha superato 20 mila firme. Siamo soltanto all’inizio di una mobilitazione che è grande ed è interesse della Giunta raccogliere perché fa soltanto una brutta figura a proseguire a una ostinata chiusura al dialogo.

Cosa c’è davvero dietro, secondo lei, allo spostamento della statua della Madonna della Misericordia? Una riqualificazione o un messaggio contro la Chiesa e i fedeli? Oppure?
Dal punto di vista delle motivazioni evidenti è quasi incomprensibile lo spostamento. Anzitutto la statua si trova nell’area esterna alla pedonalizzazione quindi non influisce su quella parte del progetto. Nella nuova collocazione viene a costituire intralcio al traffico, come segnalato dal dipartimento della mobilità, perché va ad ostacolare la corsia preferenziale degli autobus, tant’è il dipartimento ha chiesto di riconsiderare il progetto per ricollocare la statua nel posto originario. Anche le soprintendenze hanno espresso perplessità per questo spostamento. Noi abbiamo presentato delle istanze auspicando che queste perplessità si traducano in un diniego nel parere delle soprintendenze. Quindi non c’è nessun motivo per uno spostamento fuori da ogni logica storica, architettonica o urbanistica. Non si è mai sentito che un monumento venga spostato, non come 100 o 200 anni fa. A nostra conoscenza negli ultimi decenni l’unico spostamento a Roma, la Fontana delle Anfore a piazza Testaccio, è avvenuto per ricollocarla nella posizione originale. Quello che dispiace è che le motivazioni della Giunta sono risibili. Dicono che la statua è uno spartitraffico. Tutti i monumenti al centro della piazza aperta al traffico sono spartitraffico, come la Fontana delle Naiadi in piazza della Repubblica a Roma, la statua di Garibaldi, ecc. Oppure, viene detto addirittura che verrebbe valorizzata! Siamo ai confini con l’offesa alla intelligenza. Cioè tolta dal centro della piazza, abbassata ai piedi di una scalinata, esposta al vandalismo perché la piazza è centro della movida notturna, diventerebbe il tiro al bersaglio delle bottiglie. E questa si chiama valorizzazione? Non diciamo sia intenzionale ma il dato di fatto dell’offesa del sentimento religioso nei cittadini che ne vedono un simbolo è un dato di fatto che dispiace ed addolora.

Cosa ne pensa della rimozione dello striscione “Giù le mani dalla statua” di Militia Christi? E invece cosa ne pensa della bandiera arcobaleno affissa sul Municipio?
È sorta una polemica che è anche voluta un po’ intenzionalmente dalla Giunta. La stessa è stata sorpresa dalla reazione popolare. In una dichiarazione pubblica, Caudo in piazza rispose a un cittadino che gli chiedeva conto di questo progetto, che loro (Giunta) hanno un dovere verso la bellezza di questa città, chi se ne importa se 100 o 200 persone sono contrarie. In poche settimane abbiamo raggiunto 2800 firme che abbiamo presentato in Municipio; non appena la zona rossa sarà interrotta ricominceremo con questa mobilitazione. Quindi la reazione della popolazione è stata molto forte, cogliendo alla sprovvista la Giunta che ha reagito in maniera un po’ scomposta, basando la cosa su uno scontro ideologico. Chi vuole difendere la Madonnina e chi vuole difendere la piazza sono “ottuso-clericali”, utilizzo la definizione dell’Assessore Raimo, “neofascisti”, “borghesi”. Quello striscione affisso da Militia Christi, che era uno striscione del tutto innocuo, è stato strappato da un esponente della Giunta. La stessa Giunta, che sulla facciata del Municipio espone striscioni che hanno un risvolto politico! Purtroppo da parte della stessa c’è un atteggiamento molto ideologico che tenta di sviare il dibattito su quella che è la natura del progetto. Noi non dobbiamo fare guerre di religione.

Cosa ne pensa delle parole usate dal Parroco della Chiesa dei Santi Angeli Custodi don Mario Aceto che ha definito uno “scempio” l’affissione della bandiera arcobaleno sul palazzo del Municipio e detto che la statua deve restare dove si trova?
Questo rientra purtroppo nella strategia percorsa dalla Giunta che ha portato ad un intenzionale uso strumentale delle parole del Parroco. Questi si era riferito all’atteggiamento della Giunta che è stato provocatorio verso la cittadinanza e il Parroco stesso, come avvenuto nell’incontro in Parrocchia. In quel caso era stato ricordato il doppio metro di misura della Giunta. Che accetta alcuni striscioni mentre ne rifiuta altri. Noi rappresentiamo non solo parrocchiani ma cittadini di diverso orientamento ed idee. Stiamo cercando di non avere pronunciamenti di carattere politico. Noi stiamo focalizzati su un progetto che ha delle criticità sul rispetto della storia, della memoria e dell’urbanistica.

Per quanto riguarda la manifestazione organizzata l’8 marzo da CSA Astra e Non Una di Meno – Roma, che ha visto fra l’altro l’utilizzo da parte di esponenti femministi della cosiddetta “vagina sacra” contro le parole di Don Mario Aceto, cosa si sente di dirmi?
Noi abbiamo evitato come comitato di fare condanne pubbliche, di rilanciare la polemica anche su questo argomento, che sarebbe stato forse un deviare il discorso. Però è di tutta evidenza che è stata una cosa che ha ferito sia il sentimento dei cristiani ma anche la sensibilità di molti abitanti del quartiere. Ci sono stati alcuni che sono venuti a firmare la nostra petizione dopo quell’episodio, dicendo di non essere credenti, ma se l’atteggiamento di chi sostiene il progetto deve essere questo allora avrebbero firmato. Quella è stata una caduta di stile, per utilizzare un grande eufemismo, da parte di persone che pensavano in questo modo di creare eco ma hanno fatto solo brutta figura.

Come si comporta secondo lei il terzo Municipio nei confronti dei fedeli, della parrocchia e verso la comunità LGBT?
Non mi sento di dare un giudizio politico sull’ atteggiamento complessivo della Giunta. Certamente è una Giunta spostata a sinistra, in cui ci sono esponenti di estrema sinistra che hanno dato una caratterizzazione ideologica molto forte al loro percorso che in alcuni casi purtroppo si traduce in una scarsa apertura democratica. Si cerca di bollare gli interlocutori dicendo che alcuni sono ammessi al dibattito altri no. C’è un atteggiamento di fondo non piacevole verso i cittadini.

La statua della Madonna sarà collocata, secondo il progetto municipale, nei pressi della scalinata della Chiesa, per “valorizzarla”. Secondo lei vi è modo di poter coniugare la riqualificazione con lo spostamento della statua, magari coinvolgendo la comunità locale, oppure il no è categorico? Non è però pretestuoso in questo ultimo caso?
No. C’è la questione di elementare rispetto dei beni storici architettonici. I monumenti non si spostano. Si faceva quando a Parigi si creavano i Boulevard 200 anni fa, si è fatto quando si sono sventrati 100 anni fa i quartieri medievali (a Roma) quando si è creato via della Conciliazione sventrando quartieri medievali e via dei Fori Imperiali. Da un secolo la maturazione ormai della visione della tutela dei beni artistici è cambiata e va nella direzione della tutela e dell’integrità dei beni. Non ha alcun senso spostare un monumento né fare gli interventi di pedonalizzazione. Non si spendono 700 mila euro per pedonalizzare. Lì in realtà si vuole trasformare quel lato per creare una sorta di arena da stadio per concerti con lastricato scuro e illuminazione moderna. Si vuole creare una sorta di piazza nella piazza. Che è un non senso storico-architettonico. Questa impostazione del progetto è irricevibile. Bisogna cercare invece come nella nostra petizione, degli interventi più mirati, più soft che portino a vedere dove il marciapiede può essere sistemato, la pavimentazione può essere riproposta nel rispetto di quella che era la vocazione originaria della piazza, la viabilità e il parcheggio se possono essere migliorati senza intaccarli, perché lì passa purtroppo un asse di grande scorrimento come via Nomentana. Quindi vanno bene tutti gli interventi, che proponiamo anche noi, che servono a tutelare la piazza e non a stravolgerla.

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