Europarlamento ed Europarlamentari del futuro: guida per il 2019

Il 2019 è l’anno delle nuove Elezioni europee, le più importanti per l’interna Unione Europea dalla sua fondazione, e le prime in assoluto dopo il caso Brexit. Le urne dei 27 Stati membri dell’UE si apriranno nella primavera del 2019, tra il 23 o 26 Maggio 2019, ma ogni paese avrà la facoltà di scegliere la data esatta. In ordine temporale sono le None Elezioni europee, che procederanno al rinnovo dei deputati che rappresentano ogni paese membro UE all’interno dell’Europarlamento di Bruxelles.

Queste elezioni saranno un appuntamento di enorme importanza per riuscire a comprendere la visione politica che dominerà il nostro continente. L’impegno delle forze politiche di adattarsi ai nuovi tempi politici, cambiando prospettiva e categoria della politica hanno fatto sì che il superamento della dialettica centrosinistra-centrodestra  lasciasse spazio al nuovo scontro tra forze populiste ed élite. Riuscire a capire la composizione del prossimo Parlamento europeo è una operazione molto complicata, ma non impossibile. Si tratta di un contesto che modificherà, con molta probabilità, la composizione dei gruppi del prossimo Europarlamento.

L’istituzione Parlamentare: tutto quello che c’è da sapere

Il Parlamento Europeo rappresenta l’unica istituzione ad essere eletta direttamente dai cittadini dell’UE. Esercita la funzione legislativa e in alcuni casi, stabiliti dai Trattati, ha il potere di Iniziativa Legislativa. In generale è l’organo votato alla creazione delle leggi. Esso dispone di tre sedi: Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo, e dispone di tre funzioni principali quali legislazione, supervisione e bilancio. Gli stati membri possono eleggere circa 96 europarlamentari, con numero minimo di sei, ma sempre in numero proporzionale alla popolazione di ciascuno di essi. A causa della Brexit, la fuori uscita del Regno Unito il Parlamento avrebbe avuto 73 europarlamentari in meno, ma Bruxelles ha deciso che 27 seggi verranno ridistribuiti. I gruppi parlamentari sono organizzati in base allo schieramento politico, non siedono in blocchi nazionali, e lavorano suddivisi in 20 Commissioni. Attraverso il riconoscimento i gruppi ricevono sovvenzioni finanziarie.

Il Parlamento europeo esercita la funzione legislativa in base a tre procedure:

  1. Procedura di cooperazione, istituita dall’Atto unico europeo nel 1986. Il Parlamento europeo esprime un parere sui progetti di direttive e regolamenti proposti dalla Commissione europea, alla quale viene chiesto di modificare le proposte presentate per tenere conto della posizione del Parlamento;
  2. Procedura di codecisione, istituita nel 1992 dal Trattato di Maastricht. Pone il Parlamento in condizioni di parità con il Consiglio per quanto riguarda l’esercizio del potere legislativo in settori importanti quali la libera circolazione dei lavoratori, il mercato interno, l’istruzione, ecc. In questi settori il Parlamento europeo può respingere (solo a maggioranza assoluta dei suoi membri) la posizione comune del Consiglio e porre fine alla procedura.
  3. Procedura del parere conforme, occorre che il Parlamento europeo esprima un parere favorevole agli accordi internazionali negoziati dalla Commissione e alle proposte di allargamento dell’Unione europea.

Il Parlamento Europeo uscente

Attualmente il Parlamento europeo è composto da 8 gruppi politici: il EPP, ovvero il gruppo del Partito Popolare Europeo, che costituisce il centro-destra europeo con i cristianodemocratici;

il S&D, ovvero il gruppo dall’alleanza progressista dei Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo che costituiscono il centri-sinistra europeo; gli ALDE, il gruppo dall’alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa, essi confluiscono nel centro dell’istituzione, è un gruppo eterogeneo devoto al liberalismo sociale; gli V-ALE, il Gruppo dei Verdi – Alleanza Libera Europea, un gruppo politico ambientalista e regionalista, che si collocano nel centro-sinistra progressista; gli ECR , il gruppo degli euroscettici conservatori di destra e centro-destra che si oppongono al federalismo europeo; gli EFDD che costituiscono la destra conservatrice e nazionale; gli GUE/NGL che rappresentano l’estrema sinistra del Parlamento;gli ENF rappresentano’estrema destra, con partiti fortemente euroscettici che chiedono l’uscita di ogni paese dall’euro e nuove misure per l’immigrazione.

Il Futuro Europarlamento

Le elezioni europee del 2019 saranno un appuntamento di enorme importanza. Le trasformazioni dei sistemi politici nazionali hanno fatto della posizione nei confronti del processo di integrazione europea un nodo cruciale nell’identità dei partiti e nelle linee di frattura intorno a cui si struttura la competizione politica. Molti partiti hanno messo, direttamente o indirettamente, sotto accusa l’Unione europea (Ue) per le modalità con le quali ha gestito l’intreccio di crisi. Molti sistemi politici hanno visto la crescita di partiti populisti e dichiaratamente euroscettici. Perciò è possibile prevedere lo schieramento delle prossime elezioni.  Accrescerebbero il loro peso i due principali gruppi che hanno un orientamento critico o apertamente euroscettico, EFDD ed ENF, ma subirebbero le perdite maggiori quelli al cui interno risiedono i principali partiti tradizionali.
È invece probabile che all’indomani delle prossime elezioni europee la “Grande coalizione” formata da Ppe e S&D non possa più contare su una maggioranza parlamentare. A differenza del passato, il sostegno del gruppo dei liberali (Alde) potrebbe quindi diventare necessario al mantenimento dell’accordo parlamentare tra popolari e socialdemocratici nel Parlamento europeo.
Tuttavia, gli equilibri nel prossimo Parlamento europeo potrebbero essere definiti in ultima istanza dai nuovi partiti che, sulla base dei sondaggi attuali, potrebbero entrare per la prima volta nel parlamento di Strasburgo.

In un quadro generale, l’allarmismo di tutti è l’espansione dei gruppi di destra o centrodestra, si tratterebbe di una crescita significativa di seggi per un eventuale “blocco sovranista”. Certamente non sarebbe in grado di stravolgere gli equilibri politici all’interno del sistema europeo. Mentre tra i partiti di sinistra vi è una situazione sostanziale di stallo, senza crescite.

Orientamento Europeo

Le eventuali variazioni si ripercuoterebbero anche sul continente Europeo.

Il gruppo ALDE potrebbe crescere nell’Europa Continentale e del Nord, ovvero nei paesi come Irlanda, Svezia e Danimarca oppure come Germania, Francia, Austria, Belgio e Paesi Bassi; ma potrà subire lievi cali nell’Europa del sud e orientale in paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia oppure in Romania, Croazia, Slovenia, Ungheria e Bulgaria. Anche il PPE potrebbe subire un ulteriore calo, ma con la sola eccezione dei Paesi del Nord Europa. Per i S&D si potrebbe assistere ad un calo nei Paesi del Sud Europa. Al contrario ECR potrebbe accrescere in voti nei Paesi orientali  dove il conservatorismo assume talvolta tratti di maggiore autoritarismo. Nella prossima legislatura, il venir meno dei Conservatori inglesi, sarà plausibile ipotizzare che questo gruppo sia destinato ad essere stabilmente dominato da partiti dell’Europa centro-orientale e a diventare espressione dell’“Europa di Visegrád” e della sua visione della democrazia e delle relazioni internazionali.

Le nuove forze politiche dovrebbero fare il loro esordio nell’Europarlamento , infatti,il loro peso risulta rilevante soprattutto nei paesi meridionali e in quelli centro-orientali. Tra queste nuove forze ve ne sono alcune che, sia numericamente sia politicamente, sono destinate ad assumere un peso rilevante, se non cruciale. È il caso di République En Marche! Di Macron. La decisione di un partito come questo può avere ripercussioni decisive sulla conformazione dell’europarlamento.

Il caso italiano nelle Prossime Europee

Per l’Italia si tratterà  di una sorta di primo test nazionale per il governo Conte e per Movimento 5 Stelle e Lega. Avranno un aumento dei rappresentati i cosiddetti “euroscettici”, Questo è dovuto principalmente alla crescita in Italia del Movimento 5 Stelle, che si presenterebbe alle nuove elezioni con quasi il 10% in più del consenso. Discorso simile è per quel partito che contiene in se le spinte leghiste che avrebbe maggiore consenso.

Ad oggi, infatti, con l’attuale legge elettorale che segna la soglia di sbarramento al 4%, sa-ebbero solo quattro le forze in grado di superarlo: Lega, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Forza Italia. La Lega si propone come la grande protagonista della prossima tornata elettorale con il suo leader Matteo Salvini. Le nuove percentuali del partito nazionale, gli permetteranno sicuramente di avere rappresentanti in modo più omogeneo su tutto il territorio nazionale, candidandosi come leader europeo del nuovo segmento elettorale sovranista. Saldo positivo anche per il Movimento 5 Stelle che guadagna circa 8 europarlamentari rispetto ai 17 eletti nel 2014.

Perciò Le elezioni europee del maggio 2019 si svolgeranno in un momento cruciale per l’Unione europea. Dopo una dura recessione e un consolidamento fiscale, l’aumento delle disparità sociali ed economiche ha portato a un crescente disincanto politico e ad atteggiamenti euroscettici. Gli argomenti culturali vengono strumentalizzati per  polarizzare le società in un contesto politico sempre più diviso. Ora invece è  il momento di andare avanti e affermare che la diversità europea ci rende più forti.

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