Baby è una serie televisiva italiana, prodotta da Netflix e diretta da Andrea De Sica e Anna Negri.

Questa serie si ispira liberamente a una storia vera, quella dello scandalo delle baby squillo dei Parioli, raccontando le avventure di un gruppo di adolescenti romani e delle loro rispettive famiglie.
Composta da due stagioni e rinnovata per una terza, va oltre i confini della realtà e della denuncia diventando, così, una sorta di romanzo dedicato a tutti quegli adolescenti che frequentano i licei privati di Roma Nord, sullo sfondo di cose proibite, segreti e famiglie più o meno in crisi.

IL CASO

Oramai sei anni fa, le indagini portarono alla luce il caso di due ragazzine minorenni, rispettivamente di 14 e 15 anni, studentesse di un prestigioso liceo privato romano.
Adescate da uomini immersi in un giro di serate ed escort, procuravano loro clienti di alto calibro sociale che, evidentemente, non avevano alcun tipo di problema a fare sesso con ragazzine che potevano avere tranquillamente l’età dei propri figli.
La cosa più orrenda emersa dagli interrogatori è stata l’ingenuità con la quale le ragazzine si approcciavano al sesso, considerandolo solamente come moneta di scambio.

LA SERIE 

Ispirata, ma non troppo, allo scandalo delle baby squillo dei Parioli,  la serie racconta in modo perverso e accattivante tutto quello che ruota attorno al “fascino” di Roma Nord: droga, tradimenti, baby prostitute, clienti vip. Basta poco per capire che la vera protagonista della serie è quella città borghese, benestante, che segue lo stereotipo del consumismo esagerato ed esistenziale. Una zona della Roma bene, nota per essere luogo di abitazione prediletto dal ceto alto borghese romano, i cui figli vengono spediti fin da subito nei licei privati e catapultati dentro uno stile di vita fatto di lusso ed agi.
Le scelte dei ragazzi, però, sono in gran parte condizionate dalle proprie realtà familiari, desolanti e distruttive. I genitori non riescono a dialogare con i propri figli e l’assenza di comunicazione li porta ad attuare strategie diverse, ma ugualmente sbagliate.

CHIARA E LUDOVICA

Chiara e Ludovica, due ragazze della Roma bene, stando a quanto raccontato inizialmente

dalla voce narrante, vivrebbero in un mondo “perfetto”, paragonato ad un acquario e, proprio per questo, avrebbero bisogno di una vita segreta per riuscire a sopravvivere.

Come tutte le serie tv adolescenziali, però, l’aspetto estetico dei protagonisti non ha nulla a che vedere con la realtà: ragazzi perfetti, senza tutti quei difetti che ognuno di noi si è portato dietro negli anni del liceo. Nessun accenno di difficoltà economica se non nella situazione di Ludovica, che non sa come pagare la retta della scuola a causa del divorzio dei genitori. Più precisamente, però, la madre, per ripicca nei confronti dell’uomo che l’ha lasciata per una donna più giovane, va a cercare le attenzioni di uomini molto più giovani che, ovviamente, sfruttano la situazione, “obbligandola” a prendere soldi dalla retta della figlia per poterne mantenere tutti i capricci.

Poi troviamo Chiara, quasi l’esatto opposto di Ludovica, una figlia modello circondata da amici abbienti ed idealisti, con i quali condivide una vita alquanto spocchiosa.
Una ragazza nel pieno dei suoi anni adolescenziali e, come di consueto, l’attenzione si sposta per un attimo sulla sua famiglia: genitori separati in casa, che fanno sembrare tutto come fosse normale. Nella coppia, la madre viene dipinta come una donna di mezza età nevrotica e a tratti frustata, senza fascino. Il padre, invece, come un uomo furbo e sbarazzino che, rinchiuso nella sua dimora pariolina, fa sesso telefonico con la fidanzatina di turno.

La brava ragazza Chiara e la cattiva ragazza Ludovica, neanche a dirlo, diventano amiche e, quindi, iniziano a vivere una vita segreta, insoddisfatte della loro quotidianità. Un’amicizia che, però, non viene descritta nella sua mera evoluzione. Un rapporto pieno di incomprensioni che, spesso, vengono risolte suoi social o semplicemente passando del tempo a fare shopping.
Ciononostante, indispensabili l’una per l’altra, complementari e perfettamente compatibili nelle loro diversità.

Le future “baby escort” non potrebbero sembrare più diverse all’apparenza: Ludovica, ragazza complessa e senza freni e Chiara, tranquilla e un po’ taciturna.
Nella seconda stagione, però, possiamo notare come la situazione abbia subito un cambiamento del tutto radicale ed inaspettato: la prima si scopre infatti piena di complessi e insicurezze, pur mantenendo la testa sulle spalle, o almeno un po’ di più rispetto alla seconda, che si dimostra piena di desideri nascosti e molto subdola. Chiara, con lo stupore di tutti, diventa la parte dominante tra le due. Ludovica tenta molte volte di salvare la sua amica da un mondo che ha imparato a conoscere molto bene e che rischia, inevitabilmente, di risucchiarla fino in fondo.

La giovane Pariolina entra completamente nel giro di Fiore, il pappone più giovane, mostrando così un lato della sua persona fino ad allora del tutto sconosciuto al pubblico.
A Chiara piace davvero questa vita?

ALTRI TEMI TRATTATI

Nonostante l’amore, inteso proprio con il suo significato più intimo e puro, venga messo in secondo piano, possiamo trovare un briciolo di speranza nel rapporto tra Chiara e Damiano. Un rapporto che lega tutte e due le stagioni, anche se resta messo lì, come un aggancio troppo debole per poter spiegare la visione  di questo sentimento.

Uno degli argomenti più toccati in assoluto è il sesso, inteso però nella forma più squallida ed imbarazzante, come una di quelle cose di cui vergognarsi a prescindere, sulla quale sono orientati una parte consistente degli eventi. Viene ritratto come una “giustificazione” e come una conseguenza alla prostituzione dalle parti di Roma nord, dipingendo i clienti come il “must” dell’alta società romana e facendo passare Fiore, uno dei papponi, come il ragazzo dal cuore d’oro che, fin da subito, si innamora della sua “dipendente”, Ludovica.

Un’altra questione molto delicata è quella della droga gestita, però, in maniera troppo banale e superficiale. Da una parte vediamo il giro di spaccio gestito da Fiore e company, dall’altra vediamo protagoniste farne uso, a causa di matrimoni infelici e vite insoddisfacenti.

Per ultimo, ma non meno importante, viene toccato il tema del bullismo.
Questo fa da molla iniziare alla serie: viene mostrato, a tutti senza alcun pudore, un video porno amatoriale con Ludovica protagonista, cercando nel tema della vergogna e del “maschilismo al femminile” la motivazione per lanciare la ragazza nel mondo della prostituzione.

CONCLUSIONE

Dalla vita morigerata a ristoranti di lusso e stanze d’albergo, dove “sesso” è l’unica parola d’ordine. Baby è senza dubbio pieno di giovani fragili che fanno scelte stupide, senza mai preoccuparsi della posta in gioco. Una Roma diversa da quella che conosciamo, perversa e accattivante, che fa da sfondo a quelle che sono le dinamiche più oscure e segrete di quell’alta borghesia romana tanto decantata.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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