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Contagion: cosa era stato previsto e ciò che il COVID-19 ha smentito

In Contagion la pandemia nasce e si sviluppa in una cittadina cinese vicino a Hong Kong. Inoltre ha un tasso di mortalità molto alto. In Contagion un flashback finale svela l’origine del morbo noto come MEV-1: una serie di circostanze porta al contatto fisico tra uno chef e la carcassa di un maialino, il quale aveva precedentemente ingerito del cibo già parzialmente consumato da un pipistrello. Ciò rende quasi parallela la realtà del film diretto da Steven Sonderbergh e quella attuale ammorbata dal COVID-19. Ma in cosa si discostano? 

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Il potere della disinformazione

Uno dei protagonisti del film Contagion è Alan Krumwiede. Il blogger Alan rappresenta il lato oscuro di Internet. Uno strumento che permette a chiunque di affermare qualsiasi cosa, facendo leva sull’emotività delle persone per diffondere informazioni non verificate scientificamente. Con il suo blog egli cerca di persuadere la popolazione atterrita di aver superato la malattia. Non si limita a proclamarsi un sopravvissuto, ma tenta di vestire i panni del salvatore.

Infatti secondo il suo parere, tutto può essere risolto grazie a un preparato omeopatico a base di Forsythia.  Tuttavia le autorità scoprendo che non ha gli anticorpi contro il virus dimostrano che non è mai stato colpito da quella malattia. Alan, vivendo in uno stato democratico, non verrà incarcerato. Ma sarà obbligato a pagare un risarcimento per i suoi misfatti.

Quali danni compie la disinformazione nella situazione attuale?

Contagion: cosa era stato previsto e ciò che il COVID-19 ha smentitoIn un mondo cibernetico le notizie viaggiano velocemente e anche in questa situazione d’emergenza le fake news hanno infettato le mente dei più disinformati. Molti hanno preferito, alle fonti certe che il Governo mette a disposizione, le catene sui gruppi WhatsApp. Ne è un esempio un pdf di una finta Gazzetta Ufficiale: un decreto inesistente che ridurrebbe a 600 euro lo stipendio di tutte la alte cariche dello Stato e di tutti i dipendenti pubblici con retribuzione superiore a 54.000 euro  all’anno.

Questo calunnioso decreto spiega anche che il 15% dei soldi risparmiati sarà devoluto alla Protezione civile e il restante 85% al finanziamento della spesa sanitaria e della ricerca. Il documento fasullo inoltre estende la validità di queste disposizioni dalla data retroattiva del 23 febbraio 2020.

La smarginatura tra due realtà

Sebbene il ruolo della disinformazione e l’isteria di un’intera popolazione accomunino la realtà filmica e quella del mondo, vi sono molte differenze. Differiscono innanzitutto i sintomi: nel film il virus viene inizialmente scambiato per un banale raffreddore, prima di provocare crisi epilettiche che in breve tempo portano alla morte. Il COVID-19 si manifesta invece con attacchi di febbre e tosse secca. Inoltre è molto diverso il tasso di mortalità finora: nel film non viene specificato il numero totale delle vittime, ma si calcola che il morbo ucciderà il 25-30% delle persone infette.

La percentuale su cui si aggira il COVID-19 non supera il 5%. Nel film il periodo di incubazione giunge a 48 ore, arco di tempo in cui la protagonista principale muore. Nella realtà il periodo può oscillare dai 2 ai 14 giorni.  La  smarginatura più profonda è rappresentata dal vaccino: nel film il vaccino testato, su se stessa, dalla dottoressa Ally  Hextall è un successo. Nella realtà del 2020, ammorbata dal COVID-19, non vi è ancora il vaccino che possa salvarci.

Un possibile insegnamento

Andando oltre le somiglianze e  le differenze, Contagion nel 2011 ha presagito le nostri reazioni al virus. Le nostre paure e la nostra responsabilità in relazione al contagio. Il fatto che dipenda anche dalla nostra scelta di uscire o stare in casa per tutelarci e tutelare gli altri. Quindi Contagion ci fa focalizzare sugli aspetti più importanti e permette anche di ragionare sul miglior modo di agire.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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