Visitare l’isola di Fuerteventura rappresenta un viaggio da fare almeno una volta nella vita, un luogo dove a primo impatto sembra di trovarsi lontani dal pianeta terra, circondati da distese di sabbia, vulcani e spiagge deserte che suscitano delle emozioni di distacco dalla realtà a cui siamo abituati. Appena arrivati la prima cosa che ci si chiede è se sia stata una buona idea intraprendere quattro ore di volo per trascorrere una settimana in questa isola delle Canarie, situata a sud-ovest del Marocco, a soli 100km di distanza dalla costa che ospita il Deserto del Sahara. Le temperature sono quelle che ci si immagina se si va appunto a fare un’escursione nel deserto, temperature calde durante il giorno ed una notevole escursione termica notturna. I veri centri abitati dell’isola sono due: Corralejo, città turistica dell’isola, e la capitale Puerto del Rosario, la quale dà l’idea di essere una cittadina tranquilla dove però scarseggiano le attrazioni per gli abitanti e i turisti. D’altronde da un’isola dove le attività principali sono la meditazione, lo yoga ed il surf non ci si può aspettare di certo la movida sfrenata delle maggiori località turistiche spagnole.

ISLA DE LOBOS

Tra i luoghi che ho visitato e di cui non si può certamente fare a meno è la Isla de Lobos, piccola isola satellite di Fuerteventura raggiungibile in 10 minuti con dei piccoli gommoni organizzati dalle agenzie del posto, le quali mettono a disposizione corse di andata e ritorno tutti i giorni dal porto di Corralejo. La Isla mette a disposizione un capolavoro naturalistico unico, condito da acque color smeraldo rinchiuse all’interno di resti vulcanici. Il trekking dell’isola, gradevole e facile per tutti, permette di raggiungere la parte panoramica dell’isola, un faro stanziato su una piccola altura che offre un panorama meraviglioso da cui osservare le coste di Fuerteventura e della vicina isola di Lanzarote.

LE CAVE DI AJUY

Il mio viaggio continua ritornando verso Corralejo e spostandomi verso sud, sulla costa occidentale dell’isola, attraversando strade deserte e passando per piccoli villaggi di allevatori e pescatori si giunge ad Ajuy, piccolo villaggio di pescatori costruito intorno ad un piccolo porto, un tempo uno dei più importanti delle isole Canarie. Qui incontro un anziano signore, un vecchio pescatore originario dell’isola che mi spiega l’origine del soprannome della “spiaggia dei morti”, famosa per i numerosi turisti che negli anni hanno perso la vita durante la balneazione a causa delle forti correnti provenienti dall’oceano. Qui le cave di Ajuy rappresentano l’attrazione del luogo, l’ingresso è gratuito e sono raggiungibili dopo una camminata di 20 minuti, nella quale si può godere del panorama e dei mille colori del mare aperto.

LA COSTA CALMA

Scendendo ancora verso sud arrivo in quella che sembra una piccola Las Vegas condita da vie alberate e da altissime palme e grandissimi hotel che ospitano migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo, mi trovo in Costa Calma, a due passi dalla stupenda spiaggia di Sotavento. Questa spiaggia rappresenta a mio avviso la più bella dell’isola, una distesa infinita di sabbia chiarissima resa però molto scomoda da visitare a causa delle fortissime raffiche di vento che rendono molto difficile la sosta e la balneazione. Qui bisogna prestare molta attenzione a lasciare i propri beni sulla spiaggia perché gli improvvisi cambi di marea possono ricoprire di acqua l’intera spiaggia in pochi secondi.

 CUCHILLOS DE VIGAN

Mentre risalgo verso la costa est dell’isola mi imbatto nella località di Cuchillos de Vigàn, un parco naturale che si discosta da quelli che sono i parchi naturali conditi dal verde e dalla vegetazione. Qui mi trovo di fronte ad una distesa di dune rocciose e terrose osservabili dal punto più alto del parco naturale, il Faro de la Entallada, un affaccio a sprofondo sull’Oceano Atlantico raggiungibile seguendo un sentiero asfaltato percorribile con la propria macchina, sicuramente un luogo da visitare al tramonto, con il sole che piano piano sembra sparire per immergersi nelle acque dell’Atlantico.

L’isola di Fuerteventura, sebbene non possa sembrare un luogo da visitare in estate, rappresenta a mio avviso una bella sorpresa per gli occhi e per la mente. Un luogo piacevole e rigenerante dove ammirare paesaggi singolari, circondati da una popolazione accogliente e da uno stile di vita che non prevede alcun tipo di regola e orario. Inoltre è facilmente visitabile in una settimana se muniti di un autoveicolo, vista la distanza nord-sud dell’isola che è approssimativamente di 100 chilometri.

FOTO ED IMMAGINI A CURA DI LORENZO VALLE

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