Il fenomeno delle sardine irrompe nelle piazze. Ed è un successo

«Ci troverete ovunque, la festa è finita. Benvenuti in mare aperto».

Alle origini ci furono loro. Era il 5 dicembre del 2009 e 300mila persone arrivavano in piazza San Giovanni, a Roma. Era il No B-day del Popolo Viola, ovvero una chiara richiesta, da parte dei manifestanti, delle dimissioni di Silvio Berlusconi da capo del governo. Semplici cittadini, militanti della sinistra e dei partiti, riempirono Roma del colore viola. Colore che si scoprì divenire un collante fra persone di ogni età, provenienza geografica e credo politico.

Questi si riconoscevano nei valori espressi dalla Carta Costituzionale, promuovendoli tramite un dialogo diretto con i cittadini. La promozione, dunque, di una vita democratica in Italia e il pieno compimento della Costituzione. Il movimento viola così come il M5S, che ha dominato per circa dieci anni la scena della protesta popolare. Era il 2007 e Beppe Grillo lanciava il V-Day (Vaffa-Day). L’iniziativa popolare impediva di candidare in Parlamento i condannati penali o chi avesse già espletato due legislature. Nato dai meet up degli spettacoli comico-satirici di Grillo, il M5S più tardi conquista il Governo.

DIECI ANNI DOPO

La voce della società civile irrompe ancora una volta nel dibattito pubblico italiano, spiazzando i politici e sparigliando ancora una volta le carte. Si tratta della mobilitazione delle Sardine, un’ennesima protesta dei cittadini stufi di un andazzo deteriore.

A ridosso dell’apertura della campagna elettorale del centrodestra, nella persona di Lucia Borgonzoni, affidata al leader Matteo Salvini, quattro giovani, Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni, e Andrea Garreffa hanno pensato di organizzare per lo stesso giorno, alla stessa ora, una sorta di contro manifestazione. Questa cercava di riunire tutti i bolognesi che la pensassero in maniera diversa, o comunque non fossero d’accordo alla presenza elettorale di Salvini.

Da qui un vero e proprio flash mob che aveva l’obiettivo di coinvolgere in Piazza Maggiore almeno 6mila persone, strette come sardine, da qui il nome del movimento. Lo slogan recitava: “Bologna non abbocca”.

Ben presto si replica: 7mila sardine in piazza grande, a Modena, nonostante la pioggia battente.

Il dissenso dalla Lega e la tutela del futuro nel segno del rispetto, sono questi i punti fermi dei partecipanti al movimento. A tale proposito sono stati invitati i manifestanti a non portare bandiere e simboli politici, ma soprattutto di non ricorrere a linguaggio o a slogan offensivi.

IL SUCCESSO DELLE SARDINE

Il successo delle sardine percorre lo Stivale da Nord a Sud.

La Politica con la P maiuscola, è questo il faro del giovane movimento.

Il successo dell’iniziativa non ha lasciato indifferente la politica italiana. La risposta di Matteo Salvini si è fatta presto sentire, dichiarandosi privo di preoccupazione e disposto al confronto.

Questo delle sardine è un fenomeno in continua crescita e costituisce una risposta forte e pacifica agli assunti della Lega.

Per adesso si tratta di un Fenomeno delle sardine, in cui viene affermato: «Ci troverete ovunque, la festa è finita. Benvenuti in mare aperto».

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