Dopo la presentazione del rapporto sulla Guerra d’Algeria dello storico francese Benjamin Stora, avvenuta a gennaio e che avrebbe dovuto consolidare i legami, erano iniziate le prime tensioni tra i due paesi, tensioni periodiche dovute alla storia travagliata tra i due paesi, un storia fatta di colonialismo ed occupazione. Questioni franco-algerine Direttore Claudio Palazzi
Colonialismo francese che le ex-colonie nordafricane del paese transalpino sentono molto, in particolare i giovani francesi i cui antenati sono arrivati in Francia dopo la fine dell’occupazione. Maghreb

LA GUERRA D’ALGERIA

Colonia francese dal 1834, nel 1954 scoppiò la guerra d’indipendenza algerina, guerra che vide ai lati opposti l’esercito francese e gli indipendentisti algerini guidati dal Fronte di Liberazione Nazionale (FLN, Front de Libération Nationale).

Nel novembre del 1954 iniziarono i primi attacchi e per tutto il 1955 ci furono rivolte nell’intero paese; nell’agosto del 1956 a Ifri-Ouzellaguen si tenne il “Congresso della Soummam”, dove si discussero e si posero le basi del futuro Stato algerino, nell’ottobre di quell’anno l’aereo che trasportava, da Rabat a Tunisi, quattro capi storici del FLN, venne dirottato e costretto ad atterrare ad Algeri dove i quattro leader vennero arrestati, i ribelli rimasti vennero indotti ad un atteggiamento ancora più duro.

Ruolo fondamentale di questa rivolta l’aveva l’Egitto di Nasser, era da lì che il FLN trasmetteva e inviava i tunisini a ribellarsi; proprio per questo la Francia decise di partecipare al tentativo britannico di impossessarsi del canale di Suez durante la Crisi.

Il 30 novembre scoppiò la battaglia di Algeri dove la Francia usò metodi brutali, La notizia della sanguinosa repressione ebbe un vasto eco internazionale e per aumentarlo il Fronte di Liberazione Nazionale decise di estendere il conflitto alle città e di proclamare uno sciopero generale nazionale dei lavoratori e delle imprese mussulmane, il tutto coinciso volutamente con l’inizio del dibattito ONU sull’Algeria alle Nazioni Unite.

Fu un continuo di attacchi e repressioni tra le due parti fino al referendum del 1961 a favore dell’autodeterminazione dell’Algeria.
Sentitosi traditi da De Gaulle, che segretamente aveva interazioni con il nuovo governo algerino, alcuni militari prepararono un colpo di stato ma fallì.

Nel maggio di quell’anno si firmarono gli accordi di Évian che garantivano ai coloni uguale protezione legale rispetto agli altri algerini per un periodo di tre anni quando tutti i residenti in Algeria sarebbero stati obbligati a diventare cittadini algerini o ad essere classificati come stranieri, con la conseguente decadenza dai diritti.

Il 1º luglio del 1962 ci fu secondo referendum sull’indipendenza dove veniva ribadito che gli algerini volevano la fine della colonizzazione, il 3 luglio de Gaulle proclamò l’Algeria indipendente.

DICHIARAZIONI NON GRADITE

Con il ravvivamento delle tensioni tra i due paesi in atto il 1 ottobre sono state riportate da Le Monde le parole del presidente Macron sulla “rendita della memoria” per il regime algerino travolto dalla rivolta popolare (hirak); il presidente francese è arrivato a dichiarare, di fronte a giovani discendenti di cittadini francesi che hanno partecipato alla Guerra d’Algeria, che «l’Algeria è guidata da un sistema politico-militare che ha riscritto totalmente la storia, con una visione distorta degli eventi», mettendo in dubbio «l’esistenza di una nazione algerina prima della colonizzazione francese».

Immediate reazioni da Algeri che ha apostrofato l’intervento di Macron come “ingerenza inaccettabile” e “intollerabile”.

Pochi giorni prima il governo transalpino ha deciso di limitare i visti per le persone provenienti da Marocco, Tunisia ed Algeria, ovvero tutti i Paesi che hanno rifiutato di accettare di ricevere immigrati espulsi dalla Francia, per risposta l’ambasciatore di Francia ad Algeri, François Gouyette, era stato convocato al ministero degli Esteri algerino dove gli era stata notificata “una protesta formale”; la tensione era già alle stelle e dopo le dichiarazioni del presidente francese il governo del paese nordafricano ha deciso di chiudere lo spazio aereo ai voli militari francesi che passano dall’Algeria per raggiungere l’area del Sahel, dove l’esercito transalpino è attualmente impegnato in una missione contro il terrorismo jihadista.

Dopo le rassicurazioni che questo blocco aereo non interferirà con le operazioni nel sahel Macron ha dichiarato di volere una distensione dei rapporti tra Parigi e l’Algeria sul tema della memoria storica, “Il desiderio è che ci sia un acquietamento delle tensioni perché penso che sia meglio parlarsi”, e di avere “relazioni veramente cordiali” con l’omologo algerino Abdelmadjid Tebboune  ma anche che “Ci saranno immancabilmente altre tensioni” spiegando che si tratta di “storie di ferite” e “molte sono inconciliabili tra di loro”.

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