Un decreto particolare: la fase 2 che non ha soddisfatto le aspettative degli italiani

“Se vuoi bene all’Italia devi evitare la diffusione del contagio” queste sono state le parole utilizzate dal presidente del consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso in diretta dal Palazzo Chigi, per smuovere le coscienze e la sensibilità degli italiani. Il premier ha illustrato le regole e le misure contenute nel decreto del 26 aprile sulla fase 2 di convivenza con il corona virus.

Media4tech di Claudio Palazzi

Le disposizioni del nuovo Dpcm saranno in vigore a partire dal 4 maggio, ma non hanno corrisposto le aspettative di molti cittadini italiani che credevano di poter tornare alla normalità con più facilità. Questa difficile situazione di pandemia mondiale, che sembra quasi la sceneggiatura di un film, è stata presa seriamente dagli italiani, i quali hanno rispettato la fase di lockdown ma ora non sono più disposti a rimanere a casa. Così Giuseppe Conte sembra perdere la fiducia degli italiani che sono stati delusi da questa sua decisione impopolare ma molto prudente.

La fase 2 non è stata attuata nello stesso modo in tutti i paesi europei, c’è chi è stato più attento al problema economico e ha fatto una scelta forse più politica, come nel caso della Germania e in parte della Francia. Entrambi infatti hanno scelto di riaprire molte attività commerciali e di dare importanza all’istruzione, pianificando la riapertura delle scuole. E gli italiani cosa ne pensano?

Contestazione generale

Durante la conferenza stampa del 26 aprile 2020 il premier Conte ha esposto il piano del nuovo Dpcm, ma il suo discorso è stato ritenuto non molto chiaro dalla maggior parte italiani, ai fini della comprensione di ciò che è possibile fare e di ciò che è vietato a partire dal 4 maggio. Scontento e cattivo umore si sono palesati un po’ in tutta Italia. La Valle d’Aosta vuole riaprire le scuole e il presidente della Sardegna, Christian Solinas, pensa a un’ordinanza per fare ripartire tutte attività produttive legate a nautica e cantieri.

Giovanni Toti, presidente della Liguria, informa: “Insieme ad altri presidenti di Regione chiederemo al governo di lasciarci la facoltà di decidere una nostra via alla riapertura”. Mentre Agostino Bonomo, presidente Confartigianato Veneto, ha spiegato che il Dpcm li ha profondamente delusi e preoccupati anche per le crescenti tensioni sociali, “finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo”. Ma sono stati molti anche i malumori dei cittadini italiani, come si evince dai commenti sui social, pieni di dubbi e lamentele.

Sarà possibile “far visita ai congiunti” ha detto Conte, ma quali legami rientrano tra questi? Così, appena terminato il discorso, si è generato il caos e la prima ricerca su Google è stata proprio la definizione di “congiunti”, di cui il vocabolario riporta la definizione di parenti o consanguinei. In un secondo momento, però, in base a quanto riportato da molte agenzie di stampa, il governo ha diffuso una nuova interpretazione, secondo la quale con “congiunti” si intendono “parenti e affini, coniuge, conviventi, fidanzati stabili, affetti stabili”. Rientrano dunque nella definizione non solo “parenti e affini”, ma anche “fidanzamenti e affetti” purché stabili (non è chiaro, ancora, il criterio che sarà stabilito per definirli tali).

Ci sono state poi delle lamentele da parte dei genitori di figli disabili, in merito all’emergenza della riapertura di centri diurni per poter consentire del moto, fondamentale per chi è affetto da disturbi fisici. Ancora altri genitori hanno chiesto la riapertura di servizi per l’infanzia, dove poter lasciare i bambini durante le ore lavorative. Non sono mancate le critiche di carattere economico come quella sul prezzo delle mascherine e la sollecitazione per lo sblocco della cassa integrazione. Oppure ancora la richiesta di poter ritornare sul posto di lavoro da parte dei commercianti.

Altre lamentele sono arrivate dal versante religioso, alcuni vescovi hanno infatti accusato il governo di violare la libertà di culto; mentre i musulmani che vivono in Italia si sono sentiti trascurati riguardo le misure imposte, nella fase 2, per l’esercizio della propria fede religiosa. In definitiva questo decreto non ha convinto quasi nessuno e le speranze di poter tornare a una vita normale sono state ampiamente deluse. 

8 cose e ½ che si possono fare

La gente si sarebbe auspicata un programma più chiaro da parte del governo e si è subito messa alla ricerca di delucidazioni a riguardo. È arrivato il momento di fare luce sulle oscurità e le incomprensioni che si sono generate. A scanso di equivoci è bene riassumere le novità e le attività consentite ai cittadini italiani a partire dal 4 maggio, ecco un vademecum da conoscere per non infrangere il decreto.

  1. Si potrà far visita ai propri congiunti ma senza creare assembramenti e “party privati”, come suggerito dal premier Conte.
  2. Ci sarà la cancellazione dell’IVA sulle mascherine che avranno un prezzo fisso di 0,50 centesimi e dovranno essere indossate nei luoghi pubblici.
  3. Si potrà tornare a muoversi da un comune all’altro entro la propria regione solo per motivi di lavoro, salute o necessità.
  4. Riapriranno i parchi, quindi sarà possibile fare attività fisica individualmente e a distanza di almeno 1 metro dalle altre persone.
  5. Gli atleti professionisti potranno allenarsi da soli ma sempre con distanziamento e a porte chiuse.
  6. Sarà consentita la ristorazione da asporto, senza assembramenti al di fuori dei di bar e ristoranti.
  7. Riapriranno le attività produttive di manifattura, costruzioni e commercio all’ingrosso.
  8. Si potranno svolgere le cerimonie funebri con la partecipazione di 15 persone al massimo dotate di mascherine e nel rispetto delle distanze.

Con il nuovo decreto, che ha una portata di 55 miliardi di euro, verranno finanziati maggiormente i professionisti, gli autonomi e altre categorie che non erano state prese in considerazione nei precedenti decreti. Verranno sbloccati dei finanziamenti a fondo perduto per imprese fino a 10 addetti, inoltre ci sarà un taglio delle utenze commerciali che agirà sui cosiddetti costi fissi e un sostengo al turismo.

Oltre che per le imprese, il governo prevede di introdurre nuove misure a favore delle famiglie, con la conferma del bonus baby-sitter e del bonus figli. Per quanto riguarda invece il commercio al dettaglio, i musei, le biblioteche e gli sport di gruppo ripartiranno il 18 maggio, mentre per il 1° giugno è prevista la riapertura al pubblico di bar, ristoranti, centri massaggi, parrucchieri e centri estetici.

Il fascino discreto degli altri paesi

La nuova fase per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 sarà affrontata in Germania e in Francia in maniera più indulgente. A voler fare un confronto infatti, i tempi di riapertura di Francia e Germania risultano più rapidi dei nostri. Come si evince dalle parole della cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale sostiene che bisogna imparare “a convivere col virus, almeno finché non ci sarà un vaccino” in Germania si potrà tornare alla normalità con gradualità e rapidità.

L’avvio tedesco alla fase 2 del 20 aprile è stato decretato con una riapertura di alcune attività commerciali con una superficie inferiore a 800 metri quadri, ma nel paese, dove molte fabbriche non hanno mai chiuso, viene lasciata grande flessibilità ai singoli land nel gestire la riapertura. Tra gli esercizi commerciali dei quali è consentita la riapertura a prescindere dalla dimensione vi sono i concessionari di auto, i negozi che vendono biciclette e le librerie. La ripresa delle lezioni scolastiche è progressiva e per gli studenti delle classi superiori, che si preparano a sostenere esami, è prevista la riapertura delle scuole in Sassonia, a Berlino e nel Brandeburgo.

Saranno inoltre possibili messe ed eventi all’aperto fino a un massimo di 50 partecipanti. Passando invece in Francia, le misure illustrate dal primo ministro Edouard Philippe prevedono le ripartenze per l’11 maggio. Per il ritorno a scuola ci sarà una riapertura progressiva delle scuole, non più di 15 allievi per classe e tutti gli insegnanti porteranno delle maschere. Nei mezzi pubblici l’uso della mascherina sarà obbligatorio, così come la distanza di sicurezza.

Rimane l’autocertificazione per gli spostamenti oltre i 100 chilometri dal domicilio, autorizzati solo per motivi professionali o familiari impellenti. Inoltre, dall’11 maggio potranno riprendere tutte le attività commerciali, compresi parrucchieri, centri estetici, fiorai, ma non bar e ristoranti. Restano chiusi anche i grandi musei, i cinema e teatri. Ecco le misure che fanno invidia agli italiani, i quali si sentono lesi della propria libertà e cercano un modo di reagire per non essere sopraffatti dalla noia e dalla tarda ripresa economica, prospettata dal governo. 

In vista delle ali della libertà

Ormai è chiaro il fatto che gli italiani non abbiano apprezzato il piano espresso dal governo per affrontare la ripartenza, a fronte dell’emergenza da Covid-19. Ci si continua a lamentare ma soprattutto a vedere nelle misure prese dagli altri paesi europei, un modo più giusto di ripartire.

Ma è davvero oro tutto ciò che luccica? Secondo le ultime notizie sarebbero aumentati i contagi in Germania dopo la riapertura del 20 aprile, ma si tratterebbe solo di oscillazioni giornaliere. Questa situazione ha fatto impaurire molti italiani che ora si trovano a non sapere per quale piano protendere: quello restrittivo e prudente di Conte che ha a cuore la salute piuttosto che l’economia del paese oppure quello degli altri paesi (Francia e Germania) che non vuole affossare la situazione economica dei cittadini e tenta di convivere con il virus?

Per ora si continua a rimanere in una situazione di stallo, si pensa a come agire e a come affrontare le giornate a partire dal 4 maggio. Non è ancora certo ciò che succederà durante le prossime settimane, tutto dipenderà da quanto gli italiani rispetteranno le misure a partire dal 4 maggio e dall’andamento dei contagi. Non resta che adeguarsi alle regole di distanziamento sociale, indossare le mascherine e incontrare i propri affetti senza organizzare grandi festeggiamenti.

Probabilmente, considerato il disappunto generale, ci saranno delle novità o modifiche al decreto, come è successo con l’estensione del termine “congiunti” che ora comprende anche le amicizie e gli affetti stabili. Non bisogna demordere o perdere la speranza in un ritorno alla quotidianità e alla regolarità, con tanti sacrifici riusciremo a rendere questo periodo soltanto un ricordo. È possibile anche il fatto che il 2020 sia un anno ballerino in cui dovremo alternare dei periodi di quarantena o di restrizione delle libertà a periodi di normalità., almeno in vista di un vaccino per il covid-19. Questo però non deve scoraggiarci, la ricerca scientifica sta facendo dei passi da gigante per concentrare tutte le capacità conoscitive di sperimentazione in un periodo ristretto.

Non dobbiamo infine dimenticarci di tutti gli sforzi fatti da medici, infermieri, volontari, forze dell’ordine durante il periodo di maggiore emergenza e affinché non si ritorni a quella condizione difficile bisogna procedere con cautela, senza farsi prendere dalla smania di uscire di casa e di riprendere la propria vita. In fin dei conti “adda passà ’a nuttata” come recitava il grande Eduardo De Filippo nella commedia “Napoli milionaria”, perciò passerà anche questo virus e potremo ritornare a sorridere e ad abbracciarci.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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