Un’immigrazione del tutto incontrollata
Uno dei problemi che occupa gran parte dello scenario del terzo millennio è il fenomeno dell’immigrazione, del tutto incontrollata. È innegabile che la storia dell’uomo sia caratterizzata e fondata sul moto. Questo moto, però, evolve in problematica nel momento in cui assume l’attuale condizione di invasione massiva.
Ancor più grave è lo scopo che questo fenomeno assume: è considerato il secondo business mondiale dopo il narcotraffico. Un business cresciuto a dismisura, sotto il “mantello” della finta solidarietà.
Secondo l’UNODC, l’Ufficio delle Nazioni Unite sulle Droghe e il Crimine, il fatturato dei barconi ammonterebbe a sette miliardi di dollari l’anno. Una cifra estremamente importante, considerando che ogni migrante paga migliaia di dollari per il viaggio e per i documenti falsi.

CHI SONO DAVVERO QUESTI MIGRANTI?

Ma tutti questi migranti sono poveri in fuga dalla guerra? No, i numeri dimostrano esattamente il contrario.
Il Ministero dell’Interno aggiorna mese per mese i dati dei richiedenti asilo. Quasi tutti quelli che arrivano fanno domanda, perché è l’unico stratagemma per non essere respinti subito. Di tutto quel cumulo di domande, nel 2015 ne sono andate a buon fine circa 3.500, nel 2016 meno di 5.000 e nello scorso anno poco più di 6.000.
Sono percentuali che oscillano tra il 5 e l’8%. Percentuali un po’ basse se teniamo conto del numero elevato di sbarchi. Tutti gli altri sono migranti economici.
Trattandosi di viaggi clandestini, il 90% si affida ad organizzazioni criminali, pagando, come già detto, migliaia di dollari per assicurarsi il servizio dei contrabbandieri. Considerando la cifra notevole, possiamo ben constatare che non sono necessariamente così poveri. La maggior parte dei migranti che sbarca sulle coste italiane proviene da paesi dell’Africa subsahariana. L’Italia, per mantenere questi migranti in cooperative, ha stanziato, nell’ultimo anno, 4 miliardi: 35 euro al giorno per ogni immigrato. Per aiutare una famiglia in Africa, invece, sono necessari 200 euro all’anno. Statisticamente e numericamente parlando, con 4 miliardi aiuteremmo 20 milioni di famiglie nel loro paese.

SITUAZIONE IN ITALIA

Attualmente l’Italia è una, se non l’unica, delle nazioni con un forte flusso migratorio. Di fronte a questa situazione del tutto insostenibile, l’italiano viene etichettato come “razzista”.
Gli italiani non sono diventati razzisti. Semplicemente vorrebbero più buonsenso nella gestione dell’immigrazione. La maggior parte della popolazione pensa che non si può continuare a non fare nulla: questo è uno dei motivi per cui la linea di Salvini è ricca di consensi.
Il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, afferma che l’Italia non può essere l’unico paese a farsi carico dell’accoglienza dei migranti. Nel mediterraneo girano navi con bandiera di Olanda, Spagna, Gibilterra e Gran Bretagna, ci sono ONG tedesche e spagnole, c’è Malta che non accoglie nessuno, c’è la Francia che respinge alla frontiera, la Spagna che difende i suoi confini con le armi. Insomma, tutta l’Europa si fa “gli affari suoi”. Anche l’Italia comincia a dire no al traffico di esseri umani, no al business dell’immigrazione clandestina.

POSIZIONE DELL’EUROPA

Questa crisi dei rifugiati ha messo in grande difficoltà l’intero sistema di asilo europeo.
L’elemento centrale del sistema di asilo europeo è il Regolamento di Dublino, che determina il paese responsabile del trattamento delle domande di asilo: in genere il primo paese UE in cui il richiedente è arrivato. Il regolamento di Dublino ha avuto la conseguenza di lasciare a paesi di confine come Grecia e Italia la gran parte del carico delle crisi migratorie degli ultimi anni.
Questo regolamento, però, necessita di una riforma, per renderlo più equo ed incisivo.
Da qualche anno a questa parte, l’Europa sta vivendo un grande periodo di forte flusso migratorio, mai registrato in Europa dalla seconda guerra mondiale.
Secondo quanto stabilito nella posizione del Parlamento, il primo paese di arrivo del richiedente asilo non dovrebbe più farsi automaticamente carico di elaborare la richiesta di asilo.
I richiedenti asilo che hanno un “legame effettivo” con un determinato stato membro dovrebbero essere immediatamente trasferiti in quel paese. In assenza di questo “legame”, dovrebbero essere distribuiti in modo equo tra tutti gli stati membri. Coloro che rifiutano di accogliere la loro “quota” di richiedenti asilo, potrebbero perdere automaticamente finanziamenti europei.
Anche il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, durante un discorso tenuto a Vienna lo scorso 19 giugno, ha dichiarato che “l’immigrazione è la nostra sfida più grande e sta mettendo a rischio il futuro stesso dell’Unione.”.

PROPOSTA DEGLI EURODEPUTATI

Oltre a riformare profondamente il Regolamento di Dublino, gli eurodeputati ritengono opportuno che vengano adottate delle misure di sicurezza: ogni richiedente asilo dovrebbe essere registrato al suo arrivo, controllando anche le impronte digitali attraverso il database europeo.
Dovrebbero essere rafforzati anche i provvedimenti a tutela dei minori e velocizzare le procedure di ricongiungimento familiare. Gli eurodeputati vogliono anche mettere in atto delle regole europee per distinguere fra immigrati e rifugiati, in modo da assicurare un trattamento corretto dei richiedenti asilo e in modo da assicurare che ogni stato membro contribuisca equamente, soprattutto partecipando alla redistribuzione dei rifugiati.
Gli eurodeputati chiedono anche che l’UE adotti una strategia di lungo termine per risolvere le cause ultime delle migrazioni.

DICHIARAZIONE DI “MESEBERG”: ANGELA MERKEL ED EMMANUEL MACRON

Angela Merkel ed Emmanuel Macron trovano l’accordo sui migranti e sulle riforme dell’eurozona.
Secondo quanto si legge nella “Dichiarazione di Meseberg”, firmata dai due al termine della riunione interministeriale di Germania e Francia, tra gli obiettivi ci sono un rafforzamento di Frontex, una riforma del diritto di asilo, l’istituzione di un Fondo per l’eurozona e la trasformazione del fondo salva-Stati in Fondo monetario europeo. In conferenza stampa, Angela Merkel ha dichiarato di voler accogliere le valutazioni dell’Italia sull’immigrazione, citando anche un sistema comune del diritto di asilo.
Un passaggio delle conclusioni recita che i movimenti dei richiedenti asilo già registrati in un Paese verso un altro Paese andrebbero “evitati”.
Macron, in conferenza stampa, invece, ha dichiarato che “quei migranti che vengono registrati in un Paese e vanno in un altro devono essere rimandati indietro al più presto”.
E’ stato il punto di maggior attrito nei giorni scorsi tra la cancelliera e il suo ministro dell’Interno Seehofer, che vorrebbe persino rimandarli indietro al confine. Merkel punta soprattutto su intese bilaterali con i Paesi che li accolgono e li registrano per primi, che molto spesso sono l’Italia e la Grecia.

L’UNGHERIA DI ORBAN

Il Parlamento ungherese approva la legge “Stop Soros“: questa legge punisce come reato penale tutte le organizzazioni non governative che forniscono qualsiasi tipo di aiuto agli immigrati irregolari.
La legge è molto restrittiva e punisce tutti i privati cittadini e tutte le organizzazioni e associazioni che agevolano l’ingresso di immigrati irregolari in Ungheria e che li supportano nella loro permanenza in territorio ungherese. Non solo: Orban vuole inserire nella Costituzione il divieto di accogliere i migranti economici illegali.
L’Ungheria di Viktor Orban è in prima linea contro l’accoglienza.

CONCLUSIONI

E’ importante che l’Europa capisca sul serio che non può più lasciarci soli nella gestione dei migranti.
In questo “braccio di ferro” è del tutto evidente che non debbano essere i migranti ad avere la peggio: bisogna fare del tutto per non mettere a rischio ogni singola vita.
Allo stesso tempo, però, è importante riuscire a combattere i trafficanti di essere umani e tutti coloro che hanno speculato e che speculano su queste persone.

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