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Ricco di storia, così come di abitanti, Montesacro è uno dei quartieri più noti di Roma. Inglobato nel terzo municipio, questo costituisce il sedicesimo rione della Capitale e si trova nell’area nord-est della città; il nome deriva dall’omonimo monte, il Monte Sacro, una collina di Roma che sorge a fianco del fiume Aniene.
Da sempre uno dei quartieri più popolosi della città, Montesacro ha lentamente affrontato nel corso degli anni innumerevoli trasformazioni, fino a diventare un noto punto di riferimento sia per gli adulti che per i più giovani. Alla scoperta di Montesacro: tra passato e futuro Claudio Palazzi
La storia

Nato per fronteggiare il problema abitativo verificatosi a Roma in seguito alla prima guerra mondiale, Montesacro si fonda sulle teorie di decentramento edilizio a bassa densità abitativa, che interessarono in particolare le numerose aree esterne al piano regolatore del 1909: lo scopo era quello di valorizzare aree meno popolate della città, assicurando al contempo la presenza di molteplici servizi, spazi verdi e collegamenti funzionali con le zone più centrali della Capitale, quasi come fossero un piccolo satellite della stessa.

Il quartiere trova la sua prima affermazione nel 1920 con la nascita di “Città Giardino Aniene”, uno spazio urbano pensato e progettato su misura per il ceto medio-alto: l’obiettivo era quello di caratterizzare il rione con diversi villini circondati da spazi verdi e giardini interni, ma con l’avvento del regime fascista si optò per la compresenza di case popolari e palazzine con molteplici alloggi, al fine di aumentare esponenzialmente il numero di abitanti. Fu così che nel 1924 il rione assunse la denominazione ufficiale di “Quartiere del Montesacro”: molto importanti furono soprattutto i lavori destinati a facilitare la mobilità verso le zone limitrofe, in particolare con la costruzione del ponte sull’Aniene in asse alla Via Nomentana, che attraversa tutto il quartiere.

Ricco di architetture civili e religiose, così come di aree naturali e siti storici, Montesacro aumenterà esponenzialmente nel corso degli anni la relativa densità abitativa, arrivando oggi a circa 60.000 residenti. Ciò che colpisce in particolare, sono le trasformazioni affrontate dal rione durante la sua lunga storia: nato principalmente come quartiere residenziale pensato per il ceto medio-alto, distintosi per il grande supporto assicurato alla Resistenza durante gli anni dell’occupazione tedesca, oggi il quartiere si afferma per l’eterogeneità dei suoi abitanti e dei servizi offerti, così come per la notevole accessibilità proprio in virtù della sua posizione strategica.

Vanti e punti deboli del quartiere: tra cultura, verde, traffico e “movida”

Molto apprezzati, in particolare dai suoi cittadini, sono i numerosi punti di svago e d’interesse garantiti e soprattutto ben distribuiti all’interno della zona: si varia tra molteplici architetture civili e religiose, passando per spazi verdi e aree naturali, fino ad arrivare a veri e propri monumenti e siti storico-commemorativi.

Punto focale del territorio è Piazza Sempione, la piazza principale, progettata in origine come centro amministrativo e culturale del territorio: in passato caratterizzata da diversi servizi quali botteghe, una scuola, uffici postali e telegrafici nonché la sede della delegazione comunale, oggi la piazza si distingue principalmente per l’impatto visivo garantito dalla presenza sullo sfondo della “Chiesa dei Santi Angeli Custodi” e per essersi consolidata come il principale luogo identificativo dell’intera zona.
Una menzione speciale la meritano poi sicuramente il Ponte Nomentano, la riserva naturale “Valle dell’Aniene”, ed il parco commemorativo in onore di Simòn Bolivar, il famoso condottiero rivoluzionario originario del Venezuela, considerato uno degli eroi e dei fautori dell’indipendenza di molti paesi dell’America Latina.

Ponte Nomentano, affettuosamente rinominato “Ponte Vecchio” dai suoi abitanti, è una delle infrastrutture più antiche presenti nella Capitale: insieme al Ponte Milvio ed al Ponte Salario era considerato uno dei ponti extraurbani più importanti della Roma antica; oggi oltre ad essere uno dei pochi ponti pedonali rimasti, rappresenta una delle attrazioni più suggestive del quartiere, data la possibilità di affacciarsi sul fiume Aniene.

La prima costruzione risale all’età repubblicana, poi il ponte fu ricostruito una seconda volta in seguito all’invasione barbarica di Totila: leggenda narra che su questo stesso ponte si siano incontrati nell’800 Alessandro Magno e Leone III.                               

La riserva naturale della Valle dell’Aniene invece è una delle aree naturali sotto la protezione della regione Lazio, si estende per 650 ettari lungo il corso urbano del fiume Aniene, dal GRA fino alla confluenza con il fiume Tevere.

Il tragitto dislocato lungo il fiume presenta un paesaggio molto diversificato, particolarmente adatto per gli amanti delle passeggiate in natura, e rappresenta il confine di diversi quartieri del quadrante nord-orientale di Roma: l’area presenta inoltre tre zone di spiccata importanza naturalistica quali il Parco delle Valli, il sentiero denominato “Il fiume porta” ed il sentiero “Cervelletta”. 

Piuttosto famoso è poi sicuramente il già citato parco commemorativo in onore di Simòn Bolivar: una piccola area verde poco distante da Ponte Nomentano, in via Monte Serrone 10, caratterizzata da un obelisco e diverse steli commemorative in onore del condottiero venezuelano, che proprio all’interno dello stesso parco avrebbe giurato di liberare il Sud America prima di compiere la leggendaria impresa. 

  Accanto ad antiche infrastrutture e spazi verdi, Montesacro si caratterizza inoltre per una variegata gamma di servizi disponibili: grazie alla sua posizione strategica e più in generale alla sua urbanistica, il quartiere permette anche la possibilità di ricorrere ad una mobilità alternativa optando ad esempio per la biciletta così come per i mezzi pubblici, data la presenza della pista ciclabile e di svariate linee bus, senza dimenticarsi poi della metropolitana e della stazione del treno Nomentana , più esterne al quartiere ma facilmente raggiungibili in circa 10 minuti. Non mancano poi sicuramente occasioni di socialità: il rione risulta istintivamente molto vivace e dinamico grazie alla compresenza di numerosi bar, pub, ristoranti e pizzerie, a cui si aggiunge poi la presenza mattiniera del mercato in Viale Gottardo e Viale Adriatico, che donano al quartiere un’anima popolare e genuina.

Tra gli aspetti meno positivi che contraddistinguono la vita quotidiana di Montesacro, non possiamo non menzionare il traffico e l’inquinamento acustico che si registrano nel quartiere, soprattutto in virtù della presenza di una strada tanto strategica quanto caotica: la Nomentana.
Non esente da critiche è poi sicuramente la “movida”, secondo molti sfrenata, soprattutto nel fine settimana: oltre al baccano ed ai vari schiamazzi notturni, i residenti lamentano in particolare la mancata cura del territorio, che puntualmente risulta essere pervaso al mattino da rifiuti di vario genere con annessi problemi di smaltimento.
Presente seppur non radicata, è l’ombra della malavita, particolarmente esplicita nella vita notturna.

Speranze e aspettative alla vigilia di un nuovo mandato

Come spesso accade in prossimità delle elezioni amministrative, i cittadini si ritrovano a stilare il bilancio di quanto accaduto negli ultimi anni: speranze, aspettative ma anche insoddisfazione e malcontento si alternano nelle diverse opinioni di coloro che animano il quartiere, a seconda delle priorità di ognuno. Gli ultimi 5 anni di amministrazione targati Virginia Raggi sono risultati piuttosto contraddittori agli occhi di numerosi romani: la sindaca, che più volte aveva associato la propria immagine ad una ventata di aria fresca e buona amministrazione, non è riuscita però secondo molti a risolvere i problemi più critici della città, mostrandosi quindi incapace di soddisfare sia le esigenze più generali della collettività sia quelle più particolari dei diversi municipi.

Il programma della sindaca, sulla carta molto ambizioso, non è riuscito a produrre in concreto gli effetti desiderati: nel quartiere la riqualificazione urbana e stradale procede a rilento, spesso attraverso la sovrapposizione di interventi eterogenei che recano non pochi disagi ai residenti, sia in termini di mobilità che di organizzazione.

Diversi progetti quali ad esempio il potenziamento dei trasporti pubblici e la manutenzione della pista ciclabile, l’estensione di marciapiedi e zone pedonali, la costruzione di un ponte ciclopedonale sull’Aniene, una raccolta e uno smaltimento dei rifiuti più efficienti così come una migliore tutela del patrimonio artistico e naturale, sono stati traditi in parte se non del tutto nei tempi o nelle modalità, provocando non poca insoddisfazione nei residenti.
A ciò si aggiungono promesse elettorali sicuramente ardue da mantenere, come il potenziamento delle linee A e B della metropolitana, il completamento della C e la nascita di una nuova linea, la D, che collegherebbe il centro storico a diversi quartieri del quadrante nord, tra cui Montesacro stesso. Diverse ma comunque riferite ai medesimi punti, sono le proposte degli altri principali candidati sindaci alla città di Roma: Calenda, Michetti e Gualtieri.

Il programma di Roberto Gualtieri sembra battere principalmente sul concetto di “funzionalità”: il candidato del centro-sinistra avanza l’idea di una città policentrica e sostenibile, in cui il city-user impiega all’incirca un massimo di 15 minuti per raggiungere il proprio punto d’interesse, che sia esso un ospedale, una scuola, un centro culturale o sportivo.
Non mancano neanche qui vari riferimenti al potenziamento dei trasporti pubblici e delle metropolitane, così come alla riqualificazione di aree verdi più periferiche e alla gestione dei rifiuti: tra i vari obiettivi individuati, troviamo quello di arrivare entro i successivi 5 anni a circa il 70% della raccolta differenziata.
Per quanto riguarda più strettamente Montesacro, il candidato presidente per il III municipio del centro- sinistra Paolo Marchionne propone una decisa linea d’intervento principalmente su due campi: il rafforzamento della mobilità pubblica attraverso il potenziamento di piste ciclabili, linee metropolitane e corsie preferenziali ,così come una migliore regolamentazione della “movida”, fondata sul patto fra residenti e gestori dei locali circa la gestione dello spazio pubblico, dei rifiuti e delle attività culturali.

Candidato sindaco per il centro-destra invece, è Enrico Michetti; sicurezza e decoro sembrano essere le parole d’ordine del suo programma, piuttosto vario ma con un obiettivo comune ben preciso: rilanciare il “marchio Roma” in Europa e nel mondo. Michetti si fa portatore di un programma piuttosto ambizioso: da una migliore gestione dei rifiuti basata sul potenziamento della raccolta “porta a porta” e delle attività di spazzamento e pulizia stradale, fino ad un netto prolungamento delle linee metropolitane ed una migliore gestione generale dei trasporti pubblici, oltre ad un progetto di convenzione con i tassisti per evitare le possibili “stragi del sabato sera”, con particolare attenzione per i più giovani.

Nel programma non mancano infatti i riferimenti alla movida così come alla promozione di campagne di lotta contro le tossicodipendenze.
Non viene dimenticata inoltre la tutela dell’ambiente: dal rifiuto di istituire nuovi grandi impianti di smaltimento in città fino alla creazione di foreste urbane, per valorizzare al meglio gli spazi verdi della Capitale.
Per quanto riguarda il livello locale, candidata del centro-destra per il III municipio è Giordana Petrella: in riferimento a Montesacro la candidata concentra principalmente la propria attenzione nella regolamentazione della “movida”, proponendo una chiusura generalizzata alle 02:00 del mattino e rifiutando possibili futuri progetti di pedonalizzazione di Piazza Sempione.

Per il Movimento 5 Stelle concorre alla carica di presidente del III municipio Dario Quattromani: il candidato 5 stelle sembra volersi impegnare sui medesimi temi individuati anche dagli altri candidati, ma con un approccio diverso. Cavallo di battaglia di Quattromani è la creazione del “People Mover” nella zona tra Jonio e Bufalotta: un sistema di trasporto pubblico di ridotta estensione, automatico e dotato di sede propria, appartenente alla categoria dei sistemi ettometrici. Non vengono poi trascurati i temi della movida e della gestione dei rifiuti: per il primo, obiettivo del candidato è quello di regolamentare senza penalizzare il commercio; per il secondo, si punta ad un netto incremento della qualità e dell’efficienza del servizio, prima di procedere ad ulteriori rinnovamenti.

Ultimi ma ovviamente non per importanza, sono il candidato sindaco Carlo Calenda e, al livello locale, la candidata presidente Marta Marziali, ovviamente per la lista “Calenda Sindaco”.
Calenda si fa portavoce di un programma amplio ed innovativo, secondo molti andando controcorrente rispetto ai suoi avversari: ad esempio per quanto riguarda il problema rifiuti, è l’unico che dichiara apertamente la necessità di realizzare nuovi impianti.

Per quanto riguarda i trasporti, il candidato sindaco appare deciso nel potenziamento della manutenzione dei binari e nella creazione di 7 nuove linee di tram, oltre ad un potenziamento generale delle linee metropolitane, in particolare della linea C.
Non mancano poi anche quì i riferimenti alla tutela ambientale, attraverso la riorganizzazione del “servizio giardini” e la creazione di un ente preposto alla gestione delle Ville di Roma, così come alla promozione di eventi ed attività culturali e sportive, sfruttando una possibile piattaforma integrata di sport e benessere e cercando di attirare nuovi eventi in città.

Al livello locale, obiettivo di Calenda è quello di trasformare ogni quartiere in una sorta di “micro-città”, a misura di cittadino, con il tema sicurezza alla base: l’idea è quella di aumentare i servizi di illuminazione notturna e di videosorveglianza, prevenendo così la “malamovida”. Al livello municipale, concorre la già citata candidata Marta Marziali: con il sostegno di Calenda, la candidata si fa portavoce in particolare dell’esigenza di nuove politiche sociali, assistenziali e familiari. Per un municipio tanto numeroso, Marta Marziali propone di potenziare i pronto soccorso e riorganizzare gli ambulatori e i servizi territoriali, al fine di renderlo più accessibile al livello sanitario.

Anche lei, come Calenda, sogna un municipio a misura di famiglie: dal potenziamento dei trasporti alla messa in sicurezza di strade e marciapiedi, dalla proposta di una “movida” alternativa, incentrata su sport e cultura, fino al potenziamento graduale del “porta a porta” per risolvere l’emergenza rifiuti, senza dimenticarsi della creazione di centri polifunzionali, biblioteche e spazi d’incontro per promuovere la socialità.

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