Due giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svago

2 giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svagoLo scorso anno, dal 2 al 4 settembre, mi sono recato ad Amsterdam in compagnia di Luigi, un mio caro amico. Dopo un’intensa estate di esami universitari e turni di lavoro, abbiamo pensato di goderci un po’ di relax visitando la capitale olandese. Si tratta di una città che ogni anno attira giovani da tutto il mondo per offerte lavorative, studio e turismo di vari tipi.

Media4tech di Claudio Palazzi

Partiti da Napoli molto presto, alle 6 di mattina, dopo un breve scalo a Monaco di Baviera siamo atterrati all’aeroporto di Schiphol alle 10:30 circa. Da lì, con solo un breve tragitto in autobus siamo giunti all’hotel, prenotato per praticità vicino al quartiere dei musei. Dopo esserci sistemati e cambiati, siamo scesi per esplorare la zona a piedi.

2 giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svagoGli edifici ci hanno colpito subito, tutti di colori diversi e con ampie finestre, spesso senza tende. Dopo aver evitato di essere investiti attraversando sbadatamente una pista ciclabile, ci siamo addentrati di più nel centro, dove a lasciarci senza parole è stata la vista dei canali. Essi tagliano perfettamente e simmetricamente le vie di tutta la città, e molti sono larghi e navigabili. Sono un’amante del mare, e conosco il legame che una città può instaurare con esso, ma è stata un’esperienza nuova notare per le strade di una capitale persone che si spostano o vivono lungo il fiume Amstel a bordo delle proprie imbarcazioni. In alcune strade vi sono panchine decorate e fioriere di tulipani, che permettono di godere della vista dei canali e della pace che essi emanano.

Il meteo fortunatamente ci ha accolti bene, così dopo aver consumato una semplice ma gustosa tagliata di carne di manzo, abbiamo deciso di fittare delle biciclette per continuare a spostarci. Così abbiamo potuto raggiungere velocemente piazza Dam. Attirati verso il centro di essa dal Monumento nazionale, dedicato ai caduti durante la seconda guerra mondiale, alzando e girando appena la testa ci siamo scoperti circondati. Da una parte l’imponente Palazzo Reale, da un’altra la Chiesa Nuova in stile gotico: per la seconda volta eravamo rimasti a bocca aperta, ed eravamo appena arrivati.

2 giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svagoAbituandoci al traffico delle piste ciclabili e a rispettare il segnale del semaforo apposito per le bici, siamo riusciti a scovare il Barney’s, uno dei coffee shop più rinomati della città. Il clima al suo interno non è quello del tipico locale ricreativo. Dentro abbiamo trovato persone di ogni età, e anche alcuni giovani impegnati a studiare. Su suggerimento della gentilissima cameriera Martina, che abbiamo subito riconosciuto come italiana, abbiamo assaggiato alcune varianti di marijuana e bevuto un’ottimo tè. Ci è stato possibile inoltre fare la conoscenza di Paula ed Alex, una giovane coppia di studenti, l’uno olandese l’altra inglese, in visita in quel periodo presso il fidanzato.

Oltre al puro svago, quindi, per le strade e nei coffe shop di Amsterdam si respira una cultura totalmente diversa dalla nostra e molto più consapevole riguardo la cannabis e i suoi vari modi di assunzione. Essendo il commercio e il consumo del tutto regolamentato, come ci ha spiegato Alex, si riduce di molto il fatto che i giovani olandesi ne abusino, attirati dal senso del proibito. Inoltre, non va sottovalutato il colpo che il nostro Paese potrebbe dare alla malavita e allo spaccio seguendo tale esempio.

2 giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svagoPrima di riportare le bici al negozio del noleggio, abbiamo deciso di pedalare un altro po’ per raggiungere Vondelpark. Immersione totale nella natura: è questo il modo che userei per descrivere il nostro giro del parco. Dopo aver percorso affascinanti sentieri alberati, Luigi ha individuato un laghetto circondato dalla vegetazione, presso il quale ci siamo fermati a riposare. Mentre eravamo incantati ad osservare degli aironi, ecco che si avvicinano improvvisamente degli scoiattoli, attratti dalla nostra cioccolata, che hanno a sorpresa accettato volentieri. Il parco, in stile inglese, è stato molto migliorato rispetto ai decenni passati. Una guardia, impegnata a controllare cosa stessimo facendo, ci ha spiegato in un inglese impeccabile che una volta il parco era frequentato da bande violente, e che per questo ora si vigila sulla minima violazione del senso di civiltà.

Tornati verso l’hotel, riportate le bici al proprietario, poiché il sole non era ancora tramontato abbiamo deciso di fare tappa a Museumplein, la piazza dei musei. Così ci siamo fermati a rirendere un po’ le forze sul muretto dell’enorme fontana posta davanti il Rijskmuseum, il museo statale. Rifocillati da un ottimo waffle, ci siamo decisi ad entrare nel Van Gogh Museum.

2 giorni ad Amsterdam, la cultura oltre lo svagoIl museo ospita, su più piani, i dipinti appartenenti alle diverse fasi della vita del pittore Vincent van Gogh. Fra le opere contenute vi sono: una delle versioni della Camera di Vincent ad Arles; alcune tele dei Girasoli tra cui una riproduzione del Vaso con quindici girasoli; La sedia di Gauguin; alcuni autoritratti, quali L’autoritratto come pittore; Campo di grano con volo di corvi, straordinario e perturbante. Mi sono letteralmente incantato però di fronte a I mangiatori di patate. Realizzato con colori scuri, nonostante l’anomalia delle forme i soggetti risultano di un terribile realismo. Grazie alle deformazioni dei volti e delle mani, si rende la fatica e la povertà della famiglia raffigurata, mostrando la miseria e lo squallore con grande potenza.

Usciti dal museo, dopo una cena a base di panino con hamburger in un locale accogliente gestito da ragazzi, siamo tornati in hotel. Ormai stanchi dal viaggio e dalla prima intensa giornata, ci siamo coricati abbastanza presto, avendo fissato alle 6 la sveglia per il giorno successivo.

Il secondo giorno abbiamo usato un tram per raggiungere la casa di Anna Frank. Consapevoli della grande affluenza, alle 7 e 30 eravamo già in coda per entrare: ciononostante non eravamo nemmeno fra i primissimi. Nell’ora e mezza che abbiamo atteso per il nostro ingresso, però, la fila si sviluppava già in una doppia spirale nella piccola piazza antistante la casa-museo, perciò ci siamo reputati fortunati.

Il tour audiovisivo è stato molto toccante, ma ciò che ha suscitato maggior suggestione è stato respirare l’aria di quelle stanze. Al loro interno Anna, simbolo di tutti gli ebrei perseguitati e sterminati durante la seconda guerra mondiale, ha vissuto, ha sognato, ha sperato in una vita lunga e felice che purtroppo le è stata smorzata. Il nascondiglio segreto, le fotografie delle dive appese al muro, i libri: tutto emanava un’aria tragica e un’energia immortale al contempo.

Usciti dalla casa, dove abbiamo lasciato qualche lacrima di commozione, ci ha salutati un sole ancora assente qualche ora prima. L’escursione termica è notevole anche d’estate, e varia tra i 5 e i 15 gradi di differenza fra giorno e notte. Incoraggiati dal caldo, non abbiamo esitato a mobilitarci per raggiungere la comunità di Zaanse Schans.

Raggiunta la stazione centrale dopo un breve tragitto a piedi, con un autobus di circa 50 minuti siamo giunti nella località a nord della capitale. Essa è stata un’importante sede industriale nei secoli scorsi, e oggi è un luogo turistico grazie soprattutto alla tipicità dei suoi mulini. Enormi, colorati, molti ancora funzionanti, rinviano i visitatori ad uno stile di vita lontano dalle moderne tecnologie, fermo alla meccanicizzazione a vento o ad acqua e strettamente legato all’artigianato, all’agricoltura e all’allevamento. Alcuni mulini vengono usati anche come segherie: il vento muove le pale, le quali azionano delle lastre di legno dotate di denti metallici, i quali riescono a tagliare i tronchi d’albero in sezioni di misura predefinita.

Passeggiare fra le botteghe e i negozi lungo il fiume Zaan ci ha permesso di venire assorbiti dagli intensi profumi e sapori del posto. Abbiamo assaggiato formaggi squisiti, torte pazzesche e degli affettati di carne molto dolce e morbida. Inoltre siamo stati attirati dall’odore del legno fresco lavorato proveniente dagli zoccolifici. Un pomeriggio fantastico, che ci ha permesso di scavare più a fondo nelle tradizioni olandesi.

Rientrati in città in autobus, dove mi sono appisolato per un po’, una volta scesi alla stazione centrale abbiamo deciso di goderci l’ultima parte del pomeriggio facendo un tour per i canali. Il battello ci ha condotto per circa un’ora attraverso le vie fluviali di Amsterdam, e ci ha anche fatti affacciare nella baia dell’IJ, il lago in cui sorge il porto della capitale. Dall’imbarcazione abbiamo notato il museo scientifico NEMO e il vicino museo marittimo, tra le cose che purtroppo non abbiamo fatto in tempo a visitare.

Rientrati in hotel, dopo esserci cambiati abbiamo deciso di fare un giro per il fulcro del divertimento della capitale, Leidseplein. La piazza è il vero centro della movida notturna: grande presenza di artisti di strada intrattiene i turisti, e una folla di giovani si riversa nelle vie ricche di locali, molti con musica dal vivo. Girando anche per il famoso Red light district, quartiere “a luci rosse”, ho potuto constatare come la legalizzazione delle droghe leggere e della prostituzione non sia necessariamente associata a degrado sociale o a reati. Di certo non sarà tutto perfetto, ma ho notato molti agenti e paramedici agli angoli dei luoghi più affollati, pronti intervenire al minimo segnale di disordine.

Il terzo giorno purtroppo il cielo si è oscurato, e la città quasi è sembrata salutarci, non so se piangendo la nostra imminente partenza oppure esortandoci ad andare via, stanca di vederci. Dal canto nostro, noi non eravamo affatto desiderosi di partire, ma a malincuore abbiamo preso l’ultimo bus olandese che ci ha trasportati in aeroporto. Durante il viaggio eravamo molto silenziosi, non solo perché tristi di abbandonare un posto così sorprendente, ma anche per la velocità con cui tutto era accaduto. Non so quando, ma di certò farò ritorno ad Amsterdam, una città che ha da offrire più di quello che si crede e dove tutti possono trovare un’attrattiva adatta alle proprie necessità e curiosità.

Direttore responsabile: Claudio Palazzi

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