Il 6 novembre del 1834 nasce ad Arcidosso, un piccolo borgo sulle pendici del monte Amiata, David Lazzaretti. Proveniente da una famiglia di umili origini, trascorre la sua gioventù tra le fatiche del lavoro e le sregolatezze adolescenziali, fino a quando, a 34 anni, inizia a manifestare una profonda mutazione di spirito. La mistica terra amiatina: David Lazzaretti e il Merigar Direttore responsabile: Claudio Palazzi 
Visioni mistiche di forte suggestione spirituale ne trasformano profondamente la personalità, e convintosi di dover assolvere a una missione divina, comincia a dedicarsi pienamente al cattolicesimo, praticando digiuni, ritiri ed iniziando la costruzione di un santuario nella sua cittadina d’origine e di un eremo sul Monte Labbro, altura più a sud del gruppo montuoso dell’Amiata. Qui, tra il 1869 e il 1875 viene costruita la Torre giurisdavidica attorno alla quale verrà stabilito il centro spirituale della comunità religiosa fondata dal Lazzaretti. Tutt’oggi è possibile visitare le rovine della suggestiva Torre a pianta circolare che, eretta sulla sommità dell’altura, si affaccia su un panorama vastissimo che permette, in casi fortunati, persino di scorgere le isole che si trovano difronte la costa Toscana. David riesce ben presto a raccogliere attorno a sé una vasta schiera di gente che, attirata dalla forza delle sue predicazioni, si costituirà in una vera e propria comunità di fedeli.

Con la nascita del Giurisdavidismo, viene a diffondersi, in particolare tra i contadini dell’Amiata, un movimento cattolico fortemente rivolto verso il sociale. Tra le più importanti istituzioni vi era la Comunità delle famiglie cristiane, fondata nel 1872, con lo scopo di costruire una società in cui i suoi aderenti lavorassero e mettessero in comune i loro beni secondo lo spirito originario delle chiese cristiane.

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Sotto il segno della solidarietà e della fraternità viene dunque a svilupparsi questa esperienza collettivistica che vedrà il coinvolgimento di ottanta famiglie del territorio, ma che susciterà non pochi timori tra le autorità civili e tra gli esponenti della Chiesa di Roma, contro la quale il Lazzaretti si era espresso duramente contestandone le ricchezze e gli sprechi e inneggiando alla creazione una “Repubblica” dai connotati religiosi. Bollato come sovversivo, nell’agosto del 1878, durante una processione pacifica, “il profeta dell’Amiata” fu ucciso dai proiettili del Regio esercito italiano proprio presso il suo paese natale, Arcidosso. La divulgazione dei suoi insegnamenti perdurò formalmente fino al 2002 quando, con la morte dell’ultimo sommo sacerdote, la Chiesa giurisdavidica pone fine alla sua storia.

L’esperienza religiosa del Lazzaretti non fu l’unica a sorgere tra le zone montuose dell’Amiata, inducendo molti a ritenere tali luoghi pregni di una energia spirituale non comune. Difatti, le pendici amiatine sono dagli anni Ottanta base della comunità buddista Merigar dell’istituto Dzog-chen, centro di grande richiamo per fedeli buddisti di tutto il mondo. Immersa nel verde della valle tra il versante del monte Amiata e del monte Labbro, il tempio buddista Merigar raccoglie gli insegnamenti della tradizione spirituale tibetana sotto la guida del Maestro Chogyal Namkhai Norbu, in una serie di strutture dal suggestivo richiamo orientale.

Tuttavia, vi sono molte altre testimonianze di esperienze religiose legate alle località maremmane tra Grosseto e Siena. San Bernardino da Siena celebrò la sua prima messa nei pressi di Seggiano, Santa Chiara da Siena trascorse una delle fasi più attive e contemplative a Rocca d’Orcia e a Montegiovi, San Filippo Benizi si rifugiò nelle boscaglie sopra i Bagni (che da lui presero il nome) di S.Filippo, per sfuggire all’elezione a pontefice di Roma nel conclave viterbese del 1269.

Queste ed altre vicende spirituali che trovarono la loro culla tra le riserve naturali della catena montuosa amiatina si sono fortemente impresse nella cultura locale, influendo fortemente sull’animo della popolazione. Ancora oggi sono molti coloro che affermano di trovare in queste zone appenniniche una forza mistica ed una energia che sembra scaturire intensa, rendendo l’Amiata una zona di visite e pellegrinaggi assai frequenti di chi, alla ricerca di un momento di spiritualità o di una connessione con la Terra, si mettono in cammino per ripercorrere i passi del profeta amiatino, riscoprendo paesaggi magici e borghi medioevali di straordinaria attrattività artistica.

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