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1) ROCCA CALASCIO Meraviglie d’Abruzzo: 5 luoghi magici da visitare Direttore responsabile: Claudio Palazzi

Rocca Calascio

Rocca Calascio, fortificazione medievale a 1.464 metri d’altezza, nel territorio del comune di Calascio, è una delle principali mete turistiche dell’Abruzzo aquilano. Nel 2019, il castello è stato inserito dal National Geographic nella lista dei 15 più belli al mondo. Immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, la rocca, è stata scelta come set di film quali Il nome della rosa, con Sean Connery, o Lady Hawke, con Michelle Pfeiffer ed è visibile in alcune scene del film The American con George Clooney. Dalla rocca si gode di una veduta tra le più suggestive d’Abruzzo, con vista dei principali gruppi montuosi dell’Appennino: a nord l’intera catena del Gran Sasso d’Italia, a sud-est la Maiella, a sud-ovest il Sirente-Velino. Sul sentiero che porta a Santo Stefano di Sessanio, tra i borghi più belli d’Italia, si trova la Chiesa di Santa Maria della Pietà, che può essere ammirata dalla rocca, proprio sotto al Corno Grande del Gran Sasso. La fondazione del castello si fa risalire a Ruggero II d’Altavilla, che ne promosse l’edificazione dopo la conquista normanna del 1140. Il primo documento storico che ne cita il nome è datato al 1239, mentre il primo che ne attesta la presenza al 1380. Alcune fonti ritengono che la struttura possa essere stata costruita sui resti di una preesistente fortificazione d’origine romana. Nei secoli si susseguirono nel dominio le famiglie Pagliara, Colonna, Celano, Caldora, Accrocciamuro, Piccolomini Todeschini, Del Pezzo, Cattaneo, Medici e Borbone. Nel 1703 un violento terremoto danneggiò il castello e distrusse quasi interamente il borgo sottostante. Nei decenni seguenti, terminata la sua funzione strategica, l’intera rocca andò in declino e fu progressivamente abbandonata fino a risultare completamente disabitata nel 1957. Tra il 1986 e il 1989 il castello è stato soggetto a una serie di restauri conservativi, volti a risanare la struttura e a consentirne il recupero architettonico-funzionale. Oggi è fruibile gratuitamente ai visitatori.

Chiesa di Santa Maria della Pietà, Calascio

2) BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO

Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, situata nel capoluogo di regione L’Aquila, che consigliamo di visitare, fu voluta alla fine del Duecento da Celestino V, il papa del “Gran rifiuto”. La facciata di Collemaggio è considerata massima espressione dell’architettura abruzzese e tra i punti più alti dell’architettura medievale italiana di stampo romanico-gotico. Si staglia quadrangolare al termine di una vasta piazza verde, mantenendo un’assoluta prevalenza di pieni rispetto ai vuoti, seppur mitigata dalla colorazione, secondo uno schema che rimanda al disegno architettonico del Duomo di Todi. La facciata è caratterizzata dai portali che rivelano l’impianto planimetrico della basilica e dai tre rosoni, di cui il principale è simbolo della città. Motivo d’omogeneità è il rivestimento in pietra che il Serra rimanda al Palazzo Ducale di Venezia, impreziosito dal dualismo cromatico dovuto ai masselli di colore bianco e rosso, originali colori civici aquilani, che la decorano con motivi geometrici caratteristici recanti la croce aquilana, una variante della croce mulinata. Il disegno, d’influenza veneziana ed orientale, si pone così in evoluzione rispetto allo schema semplicistico già presente su alcuni monumenti cittadini, quali ad esempio la Fontana delle 99 cannelle. È sede di un giubileo annuale, il primo della storia, istituito con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294, oggi noto con il nome di Perdonanza Celestiniana e classificato dall’Unesco tra i patrimoni orali e immateriali dell’umanità, pertanto, la basilica, è caratterizzata dalla presenza di una Porta Santa sulla facciata laterale. La chiesa è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli soprattutto a causa dei danni causati dai frequenti terremoti e presenta una commistione di diversi stili architettonici. In seguito al sisma del 2009, è stata sottoposta a lavori di consolidamento e restauro, conclusi nel 2017.

Piazza del Duomo, L’Aquila

 

3) ALBA FUCENS

Anfiteatro di Alba Fucens

Alba Fucens è un sito archeologico sorto nel IV secolo a.C. come colonia di diritto latino in una posizione elevata e fortificata, alle pendici del monte Velino. Dichiarato monumento nazionale nel 1902, è situato nel comune di Massa d’Albe (AQ) a ridosso del borgo medievale di Albe. L’antica prosperità della città romana è testimoniata da un’importante opera idraulica: il primo tentativo di prosciugamento del Lago del Fucino, sul quale Alba Fucens si affacciava, avvenuto tra il 41 e il 52 d.C. per volontà dall’imperatore Claudio. I Cunicoli di Claudio, oggi visitabili, permisero di far confluire buona parte delle acque nel fiume Liri. Il canale sotterraneo è la più lunga galleria realizzata dai tempi antichi fino al 1871. Alba Fucens è menzionata per l’ultima volta da Procopio di Cesarea che ci tramanda come, nel 537, venisse occupata dai bizantini durante la guerra gotica. Nel centro dell’abitato era situato il forum su cui si affacciavano i più importanti edifici pubblici cittadini: la basilica, dove si trattavano gli affari e si amministrava la giustizia, edificata alla fine del II secolo a.C., il contemporaneo macellum (mercato) e  le terme, costruite in età tardo-repubblicana ed ampliate in epoca imperiale, decorate con preziosi mosaici raffiguranti scene e soggetti marini. Ad Alba Fucens era presente anche un anfiteatro, oggi visitabile, ed edifici religiosi, come il tempio di Iside, il sacrario di Ercole e un tempio di Apollo, trasformato in chiesa cristiana e ristrutturato in età medievale, noto oggi come chiesa di San Pietro in Albe che contiene antiche colonne ed alcuni mosaici di fattura cosmatesca. Il sovrastante borgo di Albe fu incluso intorno all’anno 860 nella contea dei Marsi, fu feudo degli Orsini (XIV secolo) che vi costruirono, in posizione dominante sul lago Fucino, il castello, gravemente danneggiato e abbandonato, insieme al paese, dopo il terremoto della Marsica del 1915. Il sito archeologico, di notevole importanza, nasce a partire dal 1949, quando furono intrapresi per la prima volta scavi sistematici effettuati da un gruppo di lavoro belga dell’Università Cattolica di Lovanio. Ulteriori ricerche furono condotte a partire dal 2006 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo. Dal paese di Albe si può godere di un’incantevole vista al tramonto sul Velino e sulle rovine. A poca distanza da qui, a Rosciolo dei Marsi, è visitabile la Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, uno dei più interessanti esempi di arte romanica abruzzese, in cui confluiscono influenze arabo-ispaniche, bizantine e longobarde.

Monte Velino

 

4) PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA

Campo Imperatore

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è il terzo parco più grande in Italia. Il Parco può essere visitato in auto, a piedi, a cavallo o in mountain bike. Alle pendici del maestoso Gran Sasso si estende Campo Imperatore, uno straordinario altopiano conosciuto anche come “Piccolo Tibet” per i paesaggi eccezionali. Durante la stagione più fredda è la meta ideale per gli amanti degli sport invernali. Sede della prima stazione sciistica degli Appennini, il Parco assume connotazioni incantevoli a neve sciolta, grazie agli alti monti rocciosi e alla bassa vegetazione. Campo Imperatore è inoltre meta di astrofili e appassionati di astronomia per via della quota altimetrica e della lontananza da sorgenti di inquinamento luminoso e dell’aria. Durante la passeggiata è possibile inoltre visitare l’albergo di Campo Imperatore, realizzato negli anni Trenta del secolo scorso ed ora in disuso, divenuto celebre per essere stato prigione di Benito Mussolini nel 1943, prima di essere liberato dai tedeschi nell’Operazione Quercia. L’intera vallata è stata scenario per film, tra cui …continuavano a chiamarlo Trinità (1971) con Bud Spencer e Terence Hill, Il deserto dei Tartari (1976) con Vittorio Gassman e Philippe Noiret e Così è la vita (1998) con Aldo, Giovanni e Giacomo, spot pubblicitari con testimonial d’eccezione come Leonardo Di Caprio e set di alcune scene dei video di Elisa e di Simona Molinari.

Campo Imperatore

 

5) SULMONA

Sulmona

Sulmona, città signorile, centro d’arte e di cultura, svolge un ruolo importante nella regione. Situata centro della Valle Peligna, attraversata nei secoli da pastori transumanti e popoli guerrieri, da frati eremiti e mercanti, è nota per aver dato i natali nel 43 a.C. al poeta romano Ovidio. L’origine dell’antica Sulmo, che fu “municipium” romano, è da ricercare sulle alture del Colle Mitra dove sono state rinvenute testimonianze archeologiche di uno degli insediamenti fortificati più grandi dell’Italia Centrale. Rinomata anche per la lavorazione dei metalli, nel Medioevo fu sede di una importante scuola di oreficeria. Al tempo degli Svevi ottenne il primato regionale, maestoso simbolo di quel periodo è l’acquedotto del 1256, che delimita l’antica Piazza Maggiore, luogo storico dove oggi si svolge la rievocazione della Giostra Cavalleresca. Al 1474 risale la costruzione della Fontana del Vecchio, tra i primi monumenti rinascimentali sulmonesi. Numerose le chiese, tra cui: Santa Maria della Tomba del XII sec., San Francesco della Scarpa edificata nel 1290, il complesso monumentale della SS. Annunziata, la Cattedrale di San Panfilo, sorta nell’Alto Medioevo. A rendere bella la città contribuiscono poi i palazzi signorili, le antiche porte, le fontane. Sulmona gode di fama internazionale  per la produzione confettiera risalente alla fine del XV secolo. A 30 km della città, immerso nelle Gole del Sagittario, si trova inoltre Scanno, conosciuto come il Borgo fotografi, dove è possibile visitare, oltre all’Eremo di Sant’Egidio, l’omonimo lago a forma di cuore.

Alla scoperta del borgo di Scanno, tra arte e panorami mozzafiato | SiViaggia
Lago di Scanno
Scanno

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