Ritrovarsi

Ho sempre osservato l’Altro con curiosità, cercando una strada per conoscerlo, per ascoltarlo e per trovare una parte di me con cui riconoscermi e ritrovarmi.

Ognuno di noi, a modo suo, cerca di conoscere, ascoltare e trovare un terreno fertile su cui seminare parole, racconti, emozioni che ci rappresentano.

Siamo ciò che siamo e non solo. Siamo ciò che diciamo, ciò che apprendiamo, ciò che ascoltiamo e vediamo. Ogni attimo di respiro è un dare e un ricevere anche davanti a uno specchio, mentre guardiamo noi stessi riflessi abbiamo qualcosa da dirci.

Se questa pandemia ci ha insegnato qualcosa, sicuramente dovremo aver capito cosa significa fermarsi, perdersi e ritrovarsi impotenti, insicuri e a volte inutili.

Di fronte a ciò che non puoi vedere perchè invisibile, a ciò che non puoi toccare perchè impalpabile e non puoi sentire perchè muto, insidioso e mortale siamo tutti impotenti. Anche i  sanitari che devono mascherarsi e perdere il volto, le espressioni degli occhi e delle emozioni, per poter curare proteggendosi. Curare e accettare di non poter salvare tutti, anche sè stessi a volte.

Questi mesi quante volte ci siamo sentiti persi, smarriti? Quante volte ci siamo sentiti arrabbiati?

Io? tante volte e altrettante volte ho cercato di ritrovarmi ascoltando i miei incubi notturni, la preoccupazione delle colleghe, l’aggressività nelle riunioni e la freddezza della mascherina. Ci siamo un pò tutti ritrovati in un angolo a raccontarci una nuova storia di questa nostra nuova vita a cui dobbiamo abituarci.

Niente sarà come prima, ma Andrà tutto bene!

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