Roma, la capitale abbandonata dalle istituzioni e dai cittadini

Negli ultimi giorni ha destato scalpore Simone, il ragazzo quindicenne di Torre Maura che ha affrontato pubblicamente gli esponenti dei gruppi neofascisti Casa Pound e Forza Nuova. Il motivo della protesta degli esponenti dell’estrema destra viene rintracciato nello spostamento di 68 persone di etnia Rom in un centro d’accoglienza della zona, che fino a poco tempo prima ospitava richiedenti asilo.

Assenza di inclusione

“Non me sta bene che no” è la frase cult di Simone riportata più volte sui social ma anche nella vita reale, come lo striscione appeso sulle mura del III Municipio della capitale per qualche giorno, ad indicare l’umanità come unico fine della campagna di violenza che sta attraversando il nostro paese. Il problema principale di Roma è la mancanza di politiche di inclusione sociale, per tutti. Le istituzioni hanno, nel tempo, sempre più dimenticato le periferie insieme ai loro abitanti, e di conseguenza i romani iniziano a sentirsi abbandonati.

Un caso mai risolto

Le campagne elettorali portate avanti da diverse correnti politiche nella capitale hanno più volte messo al centro il problema dei rom. Ma il fatto è che non si sia mai compiuto nulla di concreto per risolverlo. Ad esprimersi sul caso ci ha pensato anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a seguito dell’incidente causato da un rom su di un auto rubata nella capitale. “Confermo l’intenzione di sgomberarli tutti entro la fine del mio mandato” ha tuonato su Twitter il vice primo ministro. Ma se sgomberare tutti i campi rom significasse il ripetersi di un nuovo caso “Torre Maura” la capitale potrebbe trovarsi di fronte ad un serpente che si morde la coda, e un circolo vizioso senza fine potrebbe non essere la soluzione più adatta.  

Gli altri problemi di Roma

Oltre ad essere abbandonati, c’è da dire che i cittadini hanno iniziato ad abbandonare la propria città a sé stessa, come se non fosse possibile fare nulla. Un esempio è l’inchiesta portata avanti dalla nostra redazione sul caso Conca d’Oro, la stazione della metro B1 aperta da poco più di 7 anni ma abbandonata al degrado. Oppure uno dei fenomeni tipici della capitale è il parcheggio in doppia fila non sempre seguito da una contravvenzione, che in molti casi crea problemi alla viabilità sia dei cittadini sia dei mezzi pubblici, quest’ultimi altro problema scottante della capitale. Last but not least, il caso che nei giorni scorsi ha visto rovinato il murales dello street-artist Jerico realizzato su uno dei muri del museo Casal de’ Pazzi, inaugurato dalla sindaca Virginia Raggi nel mese di febbraio

Cooperazione unica soluzione

È chiaro quindi che vi sia un’assenza di cooperazione sia tra cittadini che tra cittadini ed istituzioni. A Roma ognuno dovrebbe fare il suo a prescindere da quello che non fanno gli altri. Solamente così si potrebbe portare il livello di vivibilità di questa città al livello che meriterebbe, una città fantastica ma che crea innumerevoli difficoltà a chi la abita e chi la vive.

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