Biden e Trump

Si preannuncia un duro inverno. L’emergenza sanitaria ha sgretolato il sistema economico negli Stati Uniti d’America. Il problema principale è dovuto al fatto che ci sono stati notevoli ritardi nell’affrontare il nuovo Coronavirus. Il governo Usa non ha saputo gestire la situazione e questo è chiaro a tutti. Le elezioni si avvicinano e si cerca di far credere al popolo che il peggio è passato e che la fase di contenimento si sia conclusa in modo positivo sotto tutti gli aspetti. Inevitabilmente tutto ciò influenzerà le presidenziali che si terranno il 3 novembre 2020. La battaglia tra i candidati Biden e Trump è aperta.

Media4tech di Claudio Palazzi
Regolamento presidenziali 

L’elezione del Presidente avviene in due fasi: la prima in cui la popolazione partecipa attivamente alla designazione dei candidati dei due principali partiti, Repubblicano e Democratico. In tutto verranno eletti 538 “grandi elettori” che hanno il compito di rappresentare i cittadini e di votare per uno dei candidati al ruolo di presidente. La seconda fase vedrà l‘elezione dei candidati alle cariche di Presidente e di Vice Presidente e l’elezione degli “Elettori Presidenziali” all’interno di ogni singolo Stato federale. Ogni Stato ha diritto ad un certo numero di elettori in base al numero della popolazione. In seguito allo scrutinio segreto ed allo spoglio effettuato dal Presidente del Senato, si proclama il Presidente degli Stati Uniti. 

Il voto per corrispondenza durante la pandemia  

Il 30 luglio Donald Trump ha sbalordito tutti con un tweet. Il presidente USA ha proposto di rinviare le elezioni per evitare frodi dovute al voto per posta. “Le elezioni saranno manipolate e truccate”, ha aggiunto. Le minacce dell’inquilino della Casa Bianca però si rivelano totalmente incostituzionali: soltanto il Congresso ha il potere di cambiare la data, ed in ogni caso la Costituzione degli Stati Uniti prevede che il 20 gennaio abbia inizio una nuova presidenza. La situazione è diventata ancora più inquietante quando, durante un’intervista, gli è stato chiesto se fosse pronto ad accettare una eventuale sconfitta. “Non mi limiterò a dire sì”, la sua risposta. La paura di essere processato con l’accusa di corruzione, una volta decaduto il potere da Presidente dello Stato, comincia a salire.  

Partito democratico, Harris e Biden 

47º vicepresidente degli Stati Uniti durante il mandato di Obama, Joe Biden è stato uno stretto consigliere del Presidente dal 2009 al 2017. Durante i primi anni ‘70 venne eletto senatore per il Partito Democratico in rappresentanza dello Stato del Delaware; dichiarò d’ispirarsi al modello laburista di Neil KinnockIl 25 aprile 2019 ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alle primarie democratiche in vista delle elezioni presidenziali del 2020. È la terza volta che si candida dopo quelle del 1988 e del 2008. Un mese dopo è cominciata la campagna elettorale con il primo comizio a Philadelphia.  

Il programma di Biden è progressista. Si propone l’aumento del salario minimo federale a 15 dollari l’ora, la creazione di 10 milioni di posti di lavoro in chiave eco-sostenibile, l’obiettivo di ricostruire la classe media americana. In termini di politica estera ha annunciato di voler eliminare il Travel Ban che vietava l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini provenienti da paesi a maggioranza musulmana come la Siria e di aggiornare il sistema che riguarda la richiesta di asilo politico. Biden è deciso di voler modificare e riformare le leggi sul possedimento delle armi da fuoco. Ulteriori novità riguardano il settore dell’energia rinnovabile: il suo scopo sarebbe quello di fornire energia al paese in maniera sostenibile eliminando le emissioni di COe metano entro il 2050.

Il democratico ha nominato Kamala Harris come vicepresidente: donna con una personalità politica molto forte e progressista. La senatrice della California potrebbe essere la prima donna afroamericana a coprire il ruolo di Vice Presidente. La tattica adottata da Biden dopo il ritiro di Sanders per poter conquistare il voto dei giovani e degli afroamericani è stata proprio la scelta della Harris. Con il padre giamaicano e la madre indiana, Harris è una scelta che dà anche voce alle minoranze etniche nel paese. 

La guerra tra i due protagonisti 

“The Donald” pur di danneggiare il suo avversario per la corsa alla Casa Bianca, arrivò a chiedere al presidente ucraino di aprire un’indagine su di lui. Hunter Biden entrò nel consiglio d’amministrazione della Burisma Holdings, compagnia ucraina del gas, nel 2014. Due anni dopo Biden minacciò di congelare un miliardo di dollari di aiuti a meno che i leader ucraini non avessero licenziato il procuratore generale Viktor Shokin, accusato di essere stato troppo morbido nella lotta alla corruzione di Stato. “L’Ucrainagate”, sfociò poi nel processo di impeachment. Trump è stato accusato di aver trattenuto gli aiuti militari per fare pressioni sul presidente Volodymyr Zelenskyj per avviare un’indagine sulla corruzione nei confronti di Biden e di suo figlio Hunter, coinvolgendo anche il suo avvocato personale. Il Senato lo ha poi assolto dalle accuse. 

Ma qual’ è il tallone d’Achille di Biden? Sicuramente l’Ucraina. Il direttore del controspionaggio Usa ha fatto intendere che ci siano delle novità legate all’inchiesta del figlio di Biden in Ucraina e che la Russia stia cercando di danneggiare l’immagine di Biden. Un altro argomento che desta preoccupazioni generali sono le presunte interferenze da parte di potenze straniere per influenzare le elezioni. Le ondate di fake news sul rappresentante democratico mirano a destabilizzare ulteriormente la sua posizione, insieme al canale di notizie repubblicano Fox News. 

 Trend e sondaggi 

L’ultimo sondaggio Quinnipiac mostra il democratico Biden avanti di 15 punti sul tycoon su base nazionale. Il tasso di disapprovazione degli americani per il lavoro svolto da Trump durante la pandemia sale al 59%. I sondaggi di Fox News rivelano una crescita costante per Biden con il 52% delle preferenze degli americani rispetto a Trump fermo al 37%. 

Il negazionismo di Trump  

L’ attuale presidente degli Stati Uniti ha confermato di prendere l’idrossiclorochina per precauzione nonostante uno studio scientifico pubblicato da Lancet sancisca l’aumento della mortalità nei pazienti affetti da Covid-19 trattati con questo farmaco. Trump ha parlato anche di complotti secondo cui il virus sia stato creato in un laboratorio cinese per colpire gli USA. Ironizza continuamente sul nome del virus arrivando a chiamarlo “kung flu” alludendo alle sue origini cinesi. Per mesi si è rifiutato di indossare la mascherina ed ha sottovalutato la tragica situazione nel suo paese. Afferma che “la pandemia stia sparendo” anche se migliaia di persone risultano contagiate ogni giorno. Il sistema sanitario statunitense sta collassando: se non si ha una polizza assicurativa si rischia di pagare migliaia di dollari dopo un ricovero dovuto al Covid

Attualmente risultano quasi 30 milioni di persone sprovviste di assicurazione sanitaria. All’inizio della pandemia mancavano materiali fondamentali come camici e mascherine, destinati a medici e cittadini. I pochissimi respiratori si sono rivelati non funzionanti perché privi di manutenzione. Ad aprile l’amministrazione Trump si è rifiutata di riaprire il programma “HealthCare.gov”, il servizio nato durante la riforma dell’assistenza sanitaria voluta da Barack Obama nel 2010. Tale programma consente, a chi non ha l’assicurazione, di acquistare una copertura sanitaria. Possiamo affermare che sotto la presidenza Trump sia avvenuta una vera e propria catastrofe sanitaria senza precedenti. 

Conclusioni 

Sicuramente avremo modo di assistere a dei confronti memorabili tra Trump e Biden. Per poter reggere il confronto con l’attuale Presidente, il democratico dovrà sapientemente saper controbattere e contro-attaccare in maniera decisa e risoluta. Il clima di incertezza caratterizza il periodo delle pre-elezioni e non esclude neanche il post 3 novembre fino al 20 gennaio, giorno in cui ha inizio la nuova presidenza. La situazione potrebbe sfociare nel caos: ci si potrebbe aspettare violenti scontri alimentati dai sostenitori di estrema destra pro-guns di Trump. Il movimento suprematista bianco è ulteriormente rafforzato dal Presidente. Non ci resta che augurarci che la situazione non degeneri a tal punto da diventare una guerra civile vera e propria. 

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