Da un anno a questa parte ormai, per far fronte alla grave pandemia, il sistema scolastico ha adottato delle soluzioni per evitare la diffusione del contagio nelle scuole. Le diverse proposte si sono alternate tra settimane in presenza e settimane no. Tra metà alunni in classe e metà a casa, fino ad arrivare nell’ultimo periodo alla totale didattica a distanza. Didattica a distanza: come la stanno vivendo genitori e ragazzi? Direttore responsabile: Claudio Palazzi
Le opinioni riguardo a questa modalità sono svariate, da genitori disperati perché non riescono a gestire i propri figli a causa del loro lavoro, fino a genitori che sono preoccupati per la salute psicologica dei figli, che inevitabilmente ne ha risentito.

I bambini, soprattutto quelli dell’asilo e delle elementari, hanno bisogno del contatto sociale e di avvertire la presenza di compagni e maestre. È inevitabile che non riescano a gestire la didattica a distanza come ci si aspetterebbe. Ma purtroppo è l’unica soluzione per cercare di contenere la diffusione del virus almeno tra i ragazzi nelle scuole.

Media4tech di Claudio Palazzi

Le opinioni dei genitori, come già detto, sono diverse ma tra loro c’è anche chi condivide gli stessi pensieri.

Vediamo le risposte di due coppie di genitori diversi: una ha due bambine di 6 anni e 8 anni , l’altra una bambina di 12 anni.

Come sta vivendo la chiusura delle scuole le vostre figlie?

“purtroppo le nostre figlie non stanno vivendo bene la chiusura delle scuole soprattutto perché spesso noi non siamo a casa con loro, a causa dei nostri lavori” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia, 6 e 8 anni).

“Nostra figlia non la sta vivendo bene perché avverte la mancanza dell’aria aperta, del rapporto sociale con professori e compagni” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

Le vostre figlie mostrano comportamenti diversi dal solito?

“entrambe mostrano segni di cedimento, sono nervose e hanno crisi di pianto” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia).

“Si, è più nervosa e spesso le vengono crisi di pianto” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

Le vostre figlie esprimono la mancanza dei loro compagni e dell’ambiente scolastico?

“si, esprimono entrambe la mancanza delle loro amiche e dell’ambiente scolastico” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia).

“assolutamente sì, in modo molto marcato ed evidente” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

Riescono ad essere concentrate durante le ore davanti al computer?

“la grande riesce con molta fatica a mantenere la concentrazione e deve essere seguita passo passo, cosa che non succede in presenza dove è autonoma in tutto e per tutto” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia).

“non sempre, molto spesso è distratta e si annoia, non riesce ad essere concentrata dall’inizio alla fine, perché non avverte il contatto diretto con i professori” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

Chi segue le vostre figlie durante le lezioni?

“purtroppo, non possiamo seguire le nostre figlie durante le lezioni perché lavoriamo e le lasciamo tutti i giorni a casa da una sua compagna di classe. La sua mamma ci fa il favore di seguire anche le nostre figlie.” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia).

“O la seguo io, la mamma, o sta da sola se noi siamo costretti ad uscire per lavorare” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

Il vostro lavoro ne ha risentito negativamente a causa della didattica a distanza?

“Si, il nostro lavoro ne ha risentito negativamente perché le nostre figlie piangono quando le lasciamo da altre persone, siamo preoccupati e spesso ci sentiamo in colpa. Come se non bastasse tutte le mattine in DAD c’è un problema. La chat della classe è un continuo messaggiare per cercare di gestire la situazione e ci ritroviamo spesso a guardare il telefono mentre lavoriamo. Tutta questa situazione non ci permette di lavorare tranquilli.” (Diego e Tamara, genitori di Giulia e Giorgia).

“Il lavoro di mio marito non ne ha risentito negativamente perché il suo capo capisce la situazione e non si fa problemi se devo rimanere a casa. Il mio invece ne ha risentito perché spesso si sono straniti capi e colleghi perché dovevo assentarmi” (Giovanni e Simona, genitori di Alessia, 12 anni).

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