DISAGI PER TUTTI

Il servizio di trasporto pubblico gestito dall’Atac non è certo il fiore all’occhiello della città di Roma.

Tra ritardi, disservizi, interruzioni, mezzi che si rompono o che prendono fuoco, non è un’impresa semplice utilizzarlo per i propri spostamenti quotidiani.

La grande estensione della superfice urbana, l’elevato numero di automobili presenti in città, l’impossibilità di creare corsie privilegiate per autobus e tram, se non in poche ristrette aree, contribuiscono ulteriormente alla situazione caotica.

Non si può trascurare che l’implementazione di nuove linee sotterranee è frenato costantemente dal fatto che l’Urbe ha un patrimonio storico e artistico talmente vasto che basta scavare in qualsiasi punto del terreno per nuovi ritrovamenti archeologici.

Il che ovviamente porta con sé la conseguente sospensione dei lavori e sequestro del sito.

Le scusanti sono indubbiamente tante ma, ciò non toglie che lo stato del servizio si presenta in condizioni a dir poco imbarazzanti.

Tutto questo analizzando in maniera superficiale la situazione generale del trasporto pubblico.

Volendo mettere a fuoco una tematica nello specifico, possiamo affermare in maniera sconfortante che il trasporto pubblico romano non è pronto ad accogliere le persone con disabilità motorie.

Le barriere di accesso sono molte e richiedono mezzi, strumenti e personale per poter essere abbattute. In alcuni casi è richiesta la presenza simultanea di apparecchiature e addetti a manovrarle. È sufficiente che venga meno uno soltanto dei due fattori per rendere impossibile l’accesso a chi non sia completamente autosufficiente nei propri spostamenti.

LA METROPOLITANA

La metropolitana è senza ombra di dubbio il mezzo di trasporto pubblico più veloce ed affidabile di cui ci si possa servire per i propri spostamenti a Roma.

Questo perché dispone di un proprio sistema di binari sotterranei che ovviano all’annoso problema del traffico e consentono di avere una stima più o meno affidabile del tempo necessario a compiere lo spostamento voluto.

Allo stesso tempo però è quello che presenta le barriere di ingresso più difficilmente aggirabili.

In prima battuta si trova sotto terra ed è dunque necessario accedervi per mezzo di varie rampe di scale o servendosi di un ascensore.

Le scale sono, come è facile immaginare, la barriera architettonica per antonomasia.

Non si può far altro che ricorrere a montascale (ove presenti) o ricorrere agli ascensori.

Uno sguardo alla cronaca del recente passato non induce però all’ottimismo.

ALCUNI CASI NOTI

I casi più eclatanti di eventi tragici in seguito a disservizi degli impianti di accesso alle stazioni della metropolitana sono senza dubbio:

  • la tragica morte di un bambino in seguito ai soccorsi prestati dopo che lo stesso era rimasto bloccato in un ascensore della stazione metropolitana alla fermata di Furio Camillo nel 2015
  • il ferimento di 24 persone a causa del cedimento della scala mobile nella stazione di Repubblica nell’ottobre 2018.

Per fortuna i frequenti disservizi non hanno sempre una portata così tragica.

Alcuni casi assurgono agli onori della cronaca più di altri e fanno maggiormente notizia perché accaduti a persone che hanno una visibilità mediatica maggiore.

È il caso dell’atleta paralimpica e deputata del PD Laura Coccia che, in un’intervista rilasciata a “Il Foglio” nel 2019, racconta le innumerevoli disavventure che è costretta a sopportare quotidianamente servendosi dei mezzi pubblici a Roma.

Di fronte alla costante incertezza rispetto alla possibilità o meno di riuscire ad usufruire del servizio di trasporto, la deputata ha scelto di intraprendere una forma di protesta rifiutandosi di sottoscrivere un nuovo abbonamento con l’Atac.

L’avvocato Dario Dongo, paraplegico in sedia a rotelle ha avuto la piacevole esperienza di restare bloccato in metropolitana diverse volte.

A luglio del 2020 e a febbraio del 2021 ha raccontato per filo e per segno le sue disavventure parlando del percorso che avrebbe dovuto compiere servendosi della metropolitana ed elencando quali e quanti disagi si è invece trovato a dover affrontare e risolvere.

Neanche la più recente metro C è esente da episodi di cronaca a riguardo, nell’agosto del 2021 la disavventura ha riguardato la fermata di Torre Angela.

Il caso di cronaca più recente riguarda ancora una volta la stazione di Furio Camillo ed un ragazzo in sedia a rotelle costretto a chiamare il soccorso di Vigili del Fuoco e Carabinieri per poter tornare in superficie a causa del malfunzionamento di due ascensori.

SEGNALAZIONI E DOSSIER

Alcune associazioni che si occupano delle persone disabili e delle loro istanze hanno dato vita al Disability Pride Network.

In questa veste hanno portato avanti campagne di sensibilizzazione e di informazione sulla tematica della disabilità connessa al sistema di trasporto e all’inclusione sociale.

Nel 2021 il partito dei Verdi di Roma ha redatto un dossier dal titolo “Atac Im-mobilità: un labirinto tra guasti e malfunzionamenti”.

In esso si denunciava la carenza di infrastrutture e il malfunzionamento di quelle esistenti.

Altro problema segnalato riguarda la manutenzione ordinaria in particolar modo dei servoscala che per funzionare richiederebbero la presenza di personale dedicato in stazione, cosa che molto spesso non avviene.

La giunta Raggi, con l’intento di porre un freno a questo crescente numero di disservizi e per aprire un canale di ascolto preferenziale verso le persone con disabilità motorie si era dotata della figura del “Disability Manager”.

Tale figura è stata ricoperta da Andrea Venuto.

VIAGGIARE INFORMATI

Per incorrere nel minor numero possibile di disservizi e riuscire ad avere in anticipo un quadro chiaro della situazione, è possibile consultare il sito dell’Atac e reperire informazioni aggiornate sullo stato del servizio e sul funzionamento dei singoli impianti.

La situazione non è affatto rassicurante perché su tutte e tre le linee della metropolitana sono tantissime la stazioni nelle quali sono segnalati problemi agli impianti di ascensori o montascale.

In molti di essi i problemi sono strutturali, legati alla necessità di effettuare lavori di messa in sicurezza, di collaudo o di revisione; lavori che richiedono tempo, soldi e con buona probabilità sospensione (almeno temporanea del servizio).

È per questo motivo che la stazione di Policlinico è stata chiusa per più di un anno e mezzo.

Per quanto possa sembrare assurdo e paradossale, la fermata della metropolitana più vicina al più grande polo universitario e al Policlinico della città è stata completamente inagibile per più di un anno e mezzo!

Il fatto che eventi di cronaca come quelli riportati non siano ancora più frequenti è senza ombra di dubbio dovuto alla totale sfiducia da parte delle persone con disabilità nei confronti del trasporto pubblico, ragione per la quale scelgono a priori, quando possibile, di non servirsene affatto.

Questa non può che rappresentare una grande sconfitta collettiva e il segnale che c’è molto lavoro da fare per rendere questa città accessibile a tutti. Spostarsi non può diventare un ostacolo ed un ulteriore momento di stress fisico e mentale.

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