La domanda che più in questi giorni attraversa le vie di Roma è “Chi sarà il prossimo Sindaco?”. Manca poco alle elezioni amministrative in un contesto non privo di tensioni a causa della persistente emergenza Covid-19, ma in un Comune che conta più di 2,7 milioni di abitanti il risultato potrebbe non essere del tutto scontato. Quel che è certo è che Roma non è, e non è mai stata, una città facile da governare e chiunque si prenderà a carico questo arduo compito avrà a che fare con problematiche che da anni attanagliano la Capitale. Quale sarà il destino di Roma?

Dalle strade dissestate, il problema dei rifiuti, dei trasporti e del traffico sono molte le questioni a cui l’amministrazione dovrebbe far fronte. Pensare di attribuire in toto la colpa a chiunque negli ultimi anni abbia ricoperto la carica di Sindaco di Roma significherebbe come trovare un capro espiatorio non avendo altre risorse a disposizione. Basti pensare che la difficoltà nel gestire il traffico di questa città risale ai tempi di Giulio Cesare quando ci si lamentava dei carri “parcheggiati” in doppia fila. Difatti il codice della strada esisteva già nel 45 a.C. e si chiamava Lex Julia Municipalis promulgata proprio per porre rimedio e regolamentare l’eccessivo traffico. Ad oggi esistono delle zone che più di altre inglobano in sé le maggiori difficoltà amministrative, e non solo, e che per questo motivo possono essere prese a “modello” per uno sguardo consapevole sulla realtà che i romani vivono ogni giorno. Una di queste è sicuramente il III Municipio di Roma.

Il III Municipio è una delle realtà più grandi ma anche con meno risorse disponibili. Camminando per le strade del quartiere di Conca d’Oro, ad esempio, è possibile osservare situazioni di degrado visibili dalle condizioni in cui si presentano le strade ed i palazzi carenti di manutenzione adeguata. La metro B1 qui rappresenta sicuramente un buon collegamento per raggiungere altre zone, ma proprio all’uscita della stessa la struttura è occupata da persone senza fissa dimora che non hanno un posto dove poter stare, come è possibile vedere in foto. Circa un anno fa nel Parco delle Valli era stato effettuata un’azione di sgombero, ad opera del minisindaco Giovanni Caudo, di un micro-accampamento che oramai rappresentava una discarica a cielo aperto. L’effetto di tale operazione ha però semplicemente provocato uno spostamento dei senzatetto nei pressi della metro dove si trovano accatastate coperte, buste, suppellettili etc. a danno della sicurezza di tali persone in primis ma anche dei residenti in zona, il che ancora una volta dimostra come marginare il problema non rappresenti la strada giusta per risolverlo definitivamente.

Zona metro B1 Conca D’oro

Nell’intervista ad un cittadino di Conca d’Oro tra gli aspetti più negativi emerge come “la sera ci sia troppa movida e pochi controlli e spesso per trovare parcheggio ci vogliono ore” e alla domanda se lo ritiene un quartiere sicuro risponde “abbastanza, nei quartieri intorno c’è chi sta peggio” ad evidenziare come condizioni di disagio interessano molte aree di Roma spesso vittime di azioni di micro e macro-criminalità. Anche il parcheggio sembrerebbe essere un fattore cruciale, difatti camminando per le strade trafficate sono molte le macchine lasciate in doppia fila che oltre a creare confusione nascondono anche la timida pista ciclabile costruita nel 2019. Circa un kilometro e mezzo che, passando tra la strada e qualche spazio verde, collega la zona adiacente alla metro B1 con la fermata Val D’Ala, stazione nel cuore di Conca d’Oro che fu inaugurata nel 2009 ma che durò neanche cinque anni, poiché, oscurata e sottoutilizzata, fu successivamente sospesa da Trenitalia. Nonostante un investimento di 3 milioni di euro, è stata sempre considerata come una stazione subordinata, ma per i residenti del quartiere rappresentava un mezzo strategico per potersi spostare, essendo collegata bene sia con la Stazione Tiburtina che con l’aeroporto di Fiumicino. In una città così grande come Roma avere dei mezzi di trasporto funzionanti e funzionali è di fondamentale importanza per i cittadini. La riapertura della stazione è prevista per questo 2021 ed avrà bisogno di un grande sforzo di restauro dal momento che, in questi lunghi anni, si è trasformata in una fermata fantasma alla mercè di degrado e spazzatura.

Immagine di Conca d’Oro quartiere di Roma

Tornando alla pista ciclabile, realizzata con tutte le buone intenzioni, è particolarmente interessante l’attraversamento pedonale realizzato per aiutare le bici ad attraversare la strada attraverso una striscia di colore bordeaux che taglia letteralmente le stesse strisce pedonali. Se non altro un’audace opera artistica. Nel momento in cui documento questa parte della zona sono circa le sei di pomeriggio e c’è una leggera pioggia, forse sarà questo il motivo per cui poi di bici se ne vedono davvero poche, ma l’dea rimane comunque quella iniziale, ridurre il traffico e lo smog nella mobilità. Allora si pensa al commento da parte di alcuni amministratori di gruppi che addirittura hanno parlato di “Conca d’Oro come Amsterdam” facendo riferimento a questo nuovo progetto ciclabile. Amsterdam ha tra le più alte percentuali di ciclisti, ovvero il 60% della popolazione utilizza la bicicletta per spostarsi e le bici superano di quattro volte il numero delle auto, nonostante negli anni Cinquanta fosse tra le città europee più trafficate. Ciò significa che il progetto ha senso solo se si parte da basi solide e si investono i fondi disponibili nel miglior modo possibile al fine di massimizzare il risultato.

La nuova pista ciclabile del III Municipio

Una ciclabile che sfrutta appieno lo spazio verde disponibile e permette al cittadino romano di raggiungere il luogo di lavoro o il centro della città con la bicicletta sarebbe una scelta convenzionale ma anche altamente ecosostenibile, per non parlare dei benefici alla salute che ciò comporterebbe. Per anni si è pensato all’alternativa della metro, i cui lavori hanno da sempre presentato tempi lunghissimi e numerose criticità. Questo perché la rete metropolitana di Roma percorre 59,4 km che messi a confronto con altri capitali europee, 309 km Madrid, 200 km Parigi o i 146 di Berlino, sono davvero pochi. Roma è una città che si porta dietro un’eredità antichissima, i cui resti rappresentano un prezioso valore culturale a cui è impossibile rinunciare, dentro c’è storia e tradizione. Dunque il sottosuolo racchiude elementi archeologici molto vasti, più di quanto non ne siano presenti all’esterno, che gli scavi per la costruzione di eventuali tunnel eliminerebbero completamente. Ancora una volta la scelta della ciclabile sembrerebbe essere la scelta più opportuna.

Sappiamo bene che il luogo in cui si vive può influire positivamente o negativamente sulla qualità della vita dei propri cittadini. A ricordarcelo è la storia del TMB salario, ovvero l’ex impianto di trattamento meccanico biologico che fu distrutto nel 2018 a seguito di un incendio, la cui matrice rimane tutt’oggi sconosciuta. Prima che l’impianto venisse distrutto intorno alla questione si erano sollevate numerose polemiche in particolare da parte dei cittadini del III Municipio che lamentavano la pericolosità provocata dallo smaltimento dei rifiuti. Difatti il TMB si trova esattamente lungo il percorso della salaria e non dista molto dai centri abitati, dalle scuole e dai parchi, provocando così molteplici critiche e polemiche da parte dei comitati di quartiere a causa dell’inquinamento che asfissiava l’aria e creava un cattivo odore. La Procura di Roma aveva anche aperto un’inchiesta per una gestione dei rifiuti non autorizzata, l’indagine condotta da Arpa Lazio ha difatti confermato come l’impianto avvelenava un territorio densamente popolato, e denunciato il fatto che all’interno dell’impianto i rifiuti non venissero trattati ma piuttosto accumulati e spostati, il che lo ha reso una discarica altamente dannosa sia per l’ambiente circostante che dal punto di vista sociale e della salute. Circa 600 tonnellate di rifiuti al giorno, un incubo per i residenti della zona.

Poco dopo l’incendio che rese il TMB inutilizzabile fu la stessa Sindaca Raggi ad affermare che la zona sarebbe stata resa nuovamente accessibile e provvista di “Prato verde, biblioteca, asilo nido, una sala per gli incontri pubblici a disposizione dei cittadini, un edificio all’avanguardia dal punto di vista ambientale. È il nuovo centro direzionale di Ama”. Attualmente attraversando la strada che porta all’ex impianto è possibile notare come il centro sembri del tutto attivo, all’interno ci sono vari mezzi dell’Ama parcheggiati ed altri insieme a dei furgoni che entrano ed escono. Alla domanda su cosa ci fosse al posto del TMB salario, il signore che si trovava alla cabina all’entrata mi ha risposto che si tratta di un deposito Ama e mi ha pregato di scattare le foto il più lontano possibile dalla struttura altrimenti sarebbe stato costretto a chiamare la sicurezza. Insomma, la prima impressione non è del tutto idilliaca, né quel luogo sembrerebbe essere stato ancora adibito a disposizione dei cittadini.

Ex TMB Salario oggi

Quella dei rifiuti a Roma è una vera e propria emergenza che dev’essere sanata. Ad agosto 2020 è stato approvato il Piano dei rifiuti del Lazio con l’obiettivo di rendere la città autosufficiente dal punto di vista dei rifiuti, e questo includerebbe la costruzione di una discarica che permetta di trattare e smaltire la spazzatura sul proprio territorio. Sull’argomento c’è ancora molto dibattito ma nel frattempo i rifiuti aumentano sempre di più. Tutto ciò legato al fatto che andrebbe incentivata maggiormente la raccolta differenziata la quale, oltre ai benefici sull’impatto ambientale, aiuterebbe a ridurre il quantitativo che solitamente arriva in discarica con un risparmio di energia, risorse, e materie prime. Qui ognuno di noi può fare la propria parte.

A cercare di chiarire le idee è intervenuto il gruppo tematico politiche giovanili del nascente partito di Azione, tramite il coordinatore Daniel Gorini: “Ad oggi, quello che fu il TMB Salario, è un deposito di mezzi dell’AMA dove non vengono trattati rifiuti. Nel piano rifiuti di Azione il sito non è compreso quale possibile sede di impiantistica. Ci teniamo a precisare, però, che i bisogni impiantistici della città (che ha bisogno d’impianti di trattamento) saranno connotati dalla partecipazione delle comunità locali alle decisioni e dalla assoluta sostenibilità ambientale delle iniziative che, grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie saranno ad impatto zero come emissioni odorigene.”
Si tratta di giovani ragazzi che hanno deciso di impegnarsi a livello locale per ristabilire quell’equilibrio che nel III Municipio è venuto a mancare: “Il nostro gruppo tematico municipale è, sostanzialmente, una costola del gruppo Azione Under 30 ed è formato da giovani sotto i 30 anni che hanno voluto mettersi in gioco, quasi tutti senza esperienza politica pregressa, per fare la propria parte nel cercare di migliorare e rendere più vivibile il Terzo Municipio in cui viviamo e siamo cresciuti.” E ci tengono a precisare che “Azione Under 30 è un coordinamento spontaneo e volontario di ragazzi e ragazze che vogliono contribuire alla crescita del partito, esso non è la giovanile del partito o un organo a sé stante, ma semplicemente uno strumento a disposizione dei comitati territoriali per avvicinare i più giovani alla politica, unirli e coinvolgerli nella nostra comunità.” Per quanto riguarda l’opinione del giovane gruppo sulle condizioni di degrado e vandalismo si è così espresso: “Il problema del vandalismo è un problema culturale e strutturale, che andrebbe affrontato nelle scuole dove è di fondamentale importanza l’educazione civica. Purtroppo, le nuove opere realizzate nel Municipio, compresa la stazione Conca d’Oro, sono state oggetto di vandalismo, e il decoro urbano è in condizioni tragiche. Azione ha presentato il suo piano per la gestione del verde e dei rifiuti che prevede, come primo passo, un investimento di circa 40 milioni di Euro per la pulizia e il decoro della città, ovvero lo spazzamento delle aree pubbliche, la rimozione delle erbe infestanti, la cancellazione delle scritte vandaliche e la raccolta delle foglie, problematiche che interessano tutta la città e anche aree specifiche del nostro Municipio, ad esempio i giardini di via Val Padana o i “graffiti” in piazza Conca d’Oro. Tutto questo verrebbe effettuato in 12 mesi e verrebbe poi trasformato in attività ordinaria.
Per quanto riguarda le proposte specifiche di Azione del III Municipio, sul piano della sicurezza proporremo di intervenire sulle aree verdi abbandonate, in particolare attraverso la manutenzione delle aree ludiche presenti sul territorio e la realizzazione di nuove aree. In merito a Conca d’Oro, poi, vorremmo proporre il recupero dell’edificio dell’ex scuola Parini a piazza Capri, e il “recupero” di piazza Conca d’Oro favorendo una movida diversa, poiché uno dei problemi legati al degrado della zona è proprio l’attuale movida “low cost”. Sarebbe importante il piazzamento di videocamere di sorveglianza per avere un effetto di deterrenza, così come risulta centrale l’importanza del controllo delle forze dell’ordine sul territorio.
Quanto alle piste ciclabili, pur lodevoli nell’iniziativa, nel modo in cui sono state realizzate stanno dando più problemi che altro. È importante spingere sulla mobilità dolce, ma per fare questo bisogna stare attenti a non creare disagi agli altri cittadini visto e considerato che l’utenza ciclistica è al momento molto esigua. In altre parole, “si” alle piste ciclabili ma devono essere realizzate con criterio, dopo attenti studi, senza creare intralcio alla circolazione stradale, soprattutto in arterie come quella di Prati fiscali o viale Jonio che sono gli assi portanti della mobilità del quartiere. Il restringimento delle corsie, così come sta accadendo in questi ultimi tempi con queste nuove ciclabili, è assolutamente intollerabile.”

Ad offrire un’immagine più ampia del III Municipio è intervenuto in un’intervista anche il Capo gruppo della Lega in Assemblea Capitolina, Maurizio Politi:

Il III Municipio di Roma è una zona talmente vasta da poter, da sola, costituire una città che raggiunge l’estrema periferia di Roma. Si hanno a disposizione abbastanza risorse e potere per poter gestire l’intera area?
“La difficoltà a gestire un territorio molto ampio è una problematica comune a tutti i municipi della Capitale. È per questo che ritengo sia arrivato il momento per pensare ad un serio decentramento dei poteri a favore delle amministrazioni municipali. Maggiore potere decisionale porterebbe i Municipi ad avere una programmazione a lungo raggio e limiterebbe, all’effettiva necessità, lavori da effettuare in emergenza.”

In riferimento alla zona di Conca d’Oro alcuni amministratori di gruppi la definiscono “Conca d’oro l’isola felice”, “Conca d’oro come Amsterdam” facendo riferimento alle ciclabili, “Conca d’oro come Helsinki” facendo riferimento alla qualità di vita e alla pulizia. In realtà camminando per le sue strade è possibile spesso notare degrado, sporcizia, manutenzione inesistente. Cosa pensa a riguardo?
“Conca d’oro poteva considerarsi un’isola felice diversi anni fa, oggi non è più così. Subisce purtroppo lo stesso destino di altri quartieri anche molto centrali della città. Le gravi manchevolezze di AMA, dovute ad una pessima gestione amministrativa e ad una mancanza di prospettiva sul futuro degli impianti di smaltimento dei rifiuti, pesano molto sulla gestione quotidiana dei quartieri. Ovviamente in zone come Conca d’oro, storicamente vetrine della Capitale, la mancanza di manutenzione e l’aumento del degrado rimarcano in modo più evidente la necessità di un cambiamento radicale nella gestione amministrativa.”

Tra associazioni e comitati di quartiere negli ultimi tempi si è sviluppato un forte attivismo da parte dei cittadini. Si può parlare di un legame esistente tra società ed istituzioni con l’obiettivo comune di rendere i quartieri del III Municipio sempre più fruibili da parte dei cittadini?
“Partiamo dall’assunto che chi governa ha sempre bisogno della collaborazione della cittadinanza. Da soli non si può ben gestire la cosa pubblica. Ma è dovere di una buona amministrazione non scaricare completamente sulle spalle dei cittadini volenterosi le responsabilità. L’obiettivo deve essere una sinergia, un patto di intenti, non costringere a collaborare i cittadini esasperati. E’ giusto che gli abitanti si prendano cura dei propri quartieri, ma non perché obbligati da una amministrazione assente e inadeguata.”

Quali sono stati i progetti più incisivi realizzati? Ce ne sono altri previsti per il futuro?
“Tanti sono i progetti in cantiere, che riguardano zone diverse del Municipio. Il restyling dell’asse di via Val d’Ossola, la ciclovia delle Valli e la riqualificazione di via Val Padana e di Piazza Conca d’Oro, che grazie alla fermata metro è divenuto centro nevralgico della zona. Alcuni progetti poi non riscuotono il plauso dei cittadini, penso ad esempio alla pedonalizzazione di piazza Sempione, fortemente voluta da Caudo ma assolutamente invisa ai residenti con i quali non c’è stato dialogo né confronto.”

Ma il focus su Roma, in questo momento, è incentrato sulle elezioni del prossimo Sindaco, questione su cui si sono espressi sia il Capo gruppo della Lega che il gruppo giovani di Azione. Politi conclude dunque così la sua intervista “Urge una radicale riforma dei poteri in capo a Roma Capitale. Un mese fa la Lega ha presentato un Ddl per avviare il processo di conferimento a Roma di molte prerogative che in questo momento sono in capo alla Regione Lazio. Un processo di legge ordinaria che potrebbe trovare compimento in qualche mese. Gli spazi di azione amministrativa sui quali può contare la Capitale sono altamente insufficienti, nonché inadeguati per una grande Capitale Europea. Normative quadro su commercio, rifiuti, governo del territorio ed educazione devono essere esclusiva competenza dell’amministrazione romana. I problemi sono tanti e non certo addebitabili tutti a Virginia Raggi. Situazioni che nei decenni sono state tralasciate e che oggi stanno facendo pagare ai cittadini un prezzo altissimo sulla vivibilità dell’urbe. Il problema non sono solo le risorse, ma dare veramente a Roma la possibilità di essere artefice del proprio futuro. Noi vogliamo cogliere questa sfida.”

Diverso il feedback da parte del gruppo giovani di Azione che alla domanda “Roma è pronta per un nuovo sindaco? Quali sono i principali elementi che farebbero la differenza in una nuova gestione amministrativa?” Rispondono: “Tra gli elementi fondamentali che farebbero la differenza in questo contesto annoveriamo certamente la capacità gestionale e la capacità di saper dare risposte coerenti e pratiche ai cittadini, poiché la nostra è una città che è stata portata al declino da una classe dirigente clientelare e inadatta. Roma è obbligata ad essere pronta per un nuovo sindaco, ma questa è l’ultima chiamata, perciò dovrà essere un sindaco adeguato e capace di risolvere i problemi principali: trasporti, decoro urbano, sicurezza. Le ultime amministrazioni hanno fallito e continuano a nascondere la loro bassa capacità gestionale dietro un futile scontro ideologico che mette l’elettorato sul piede di guerra rendendolo sempre più arrabbiato e frustrato. La politica, nel suo complesso, deve evolversi. Non si tratta più di destra o sinistra ma della capacità di saper ideare, costruire e portare avanti progetti utili per la comunità, facendo meno retorica e più fatti. E se la politica si evolve, anche l’elettorato farà lo stesso.
Quando diciamo né di destra né di sinistra non intendiamo riferirci al famoso enunciato grillino, anzi. Abbiamo un’idea alta della politica, fatta non solo di “no” e di attacchi alla casta, ma una politica che affonda le sue radici culturali nel socialismo liberale e nel partito d’azione e che oggi si declina nella competenza, nel merito e nella buona gestione, che al posto delle semplici enunciazioni spiega qual è il “foglio del come”, ossia ciò che bisogna fare e ciò che deve accompagnare ogni provvedimento preso per capire se una norma potrà davvero essere giusta e incidere sulla vita delle persone.”

Tenere insieme i pezzi è quindi davvero un’impresa, ma tornare a vedere questa città splendere è il sogno di ogni cittadino. A fine giornata rimane un misto di malinconia e rabbia dovuti ad un insieme di problemi concreti non associati ad altrettanto concrete soluzioni attuabili, ma anche un senso di speranza proprio di chi ama la propria città ed offrirà il proprio impegno per un futuro migliore. Non si tratta solo della rivalutazione del centro della città, anch’esso oggetto di deterioramento negli ultimi anni, ma anche di rendere le periferie dei luoghi sicuri, accoglienti e vivibili. Questa sarà la più grande sfida per il, forse, nuovo Sindaco: Cercare di accorciare sempre più le distanze e salvaguardare l’inestimabile valore della Città Eterna.

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