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La maturità è da sempre un traguardo importante nella vita di ogni studente. È la prima vera prova da affrontare e rappresenta l’ingresso nell’età adulta. Dall’anno scorso, però, la pandemia e la Dad hanno stravolto gli equilibri del sistema scolastico. Perciò, è stato necessario ripensare la nostra idea di maturità, riadattandola alle nuove esigenze di studentesse e studenti. Maturità 2021: parlano i maturandi/e Direttore responsabile Claudio Palazzi
Dopo un anno e mezzo dall’inizio di tutto, una nuova generazione di ragazzi e ragazze si è cimentata con questa nuova maturità. Per loro il Covid-19 è diventato la normalità e, perciò, hanno vissuto fino all’ultimo nell’incertezza. La loro esperienza è fondamentale per comprendere quale sia stato il vero impatto della pandemia sulla scuola. Le loro opinioni ci aiutano a capire cosa è stato positivo e dove si può ancora migliorare. Questi ragazzi e ragazze rappresentano il domani della nostra società, per questo bisogna ascoltare ciò che hanno da dire. Abbiamo intervistato tre studentesse che ci racconteranno la loro esperienza e i loro progetti futuri. I loro nomi (fittizi) sono: Chiara, Eleonora, e Michela. Eleonora ha frequentato il liceo linguistico, mentre Chiara e Michela si sono diplomate al liceo scientifico.

L’intervista maturità 2021: parlano i maturandi/e

Com’è andato l’Esame di maturità e cosa hai provato svolgendolo in presenza? maturità 2021: parlano i maturandi/e

C: Molto bene, meglio di quanto mi aspettassi. È stato strano svolgerlo senza mascherina, ma allo stesso tempo dovuto dopo che siamo stati costretti a svolgere le ultime due settimane in Dad.

E: Svolgendo l’Esame in presenza ho provato molta ansia. Soprattutto perché l’ho visto come un ultimo ostacolo da superare. Per me la maturità ha rappresentato la conclusione di un percorso liceale che era diventato molto pesante per via della pandemia.

M: L’Esame di maturità è andato benissimo. Svolgerlo in presenza è stato molto emozionante, soprattutto perché finalmente non c’era più uno schermo tra noi e i professori. Interagire con loro dal vivo è stato un po’ come un ritorno alla normalità.

Quanto pensi sia stato importante il ritorno in presenza durante il secondo quadrimestre ai fini della preparazione per l’esame? maturità 2021: parlano i maturandi/e

C: Sinceramente ho trovato il ritorno in presenza molto pesante. Non ero più abituata a svegliarmi presto la mattina e passare un’ora sui mezzi pubblici. In più in Dad eravamo abituati a fare quaranta minuti di lezione, mentre in presenza un’ora. La gran quantità di verifiche e interrogazioni che abbiamo dovuto ripetere, nonostante già svolti in Dad, non ha aiutato.

E: il ritorno in presenza è stato senza dubbio importante per preparare meglio l’Esame. Ciò, però, non è stato sufficiente per via di falle importanti nell’organizzazione anche in presenza. Gli ultimi mesi, infatti, sono stati molto pesanti e confusionari.

M: Il ritorno in presenza ci ha permesso di migliorare la nostra preparazione per l’Esame. L’interazione con i docenti e il valore aggiunto della didattica in presenza sono uno stimolo necessario per studiare meglio ed essere più concentrati.

L’ultimo anno di superiori si ricorda per tutta la vita. Com’è stata la tua esperienza al riguardo? Che impatto ha avuto su di essa il ritorno in presenza?

C: Per fortuna il ritorno in presenza e l’allentamento delle restrizioni ci ha in parte permesso di recuperare un minimo di socialità. Resta il fatto, però, che abbiamo perso gli ultimi due anni di liceo. Ad esempio, non abbiamo potuto festeggiare i cento giorni come avremmo voluto e nemmeno fare il campo-scuola all’estero.

E: Non penso che avrò un ricordo positivo di quest’ultimo anno. L’organizzazione è stata pessima e il ritorno in presenza ha migliorato solo di poco la situazione. La didattica mista, infatti, ha costituito un grosso carico di lavoro in più nel pomeriggio. La Dad non può essere una copia della didattica in presenza. Inoltre, fino all’ultimo, c’è stata poca chiarezza da parte del Ministero dell’Istruzione sulla struttura dell’Esame. L’unica nota positiva è l’aver vissuto questa esperienza con i miei amici.

M: È vero. L’ultimo anno delle superiori dovrebbe essere un ricordo indelebile per tutta la vita. Sicuramente lo sarà, nel bene e nel male. Ricorderò senz’altro l’ultimo periodo in presenza, perché l’ho condiviso sia con i miei compagni, che con i professori.

Quali sono i tuoi progetti futuri ora che la scuola è finita?

C: A settembre comincerò l’università. Farò ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano. È stato da sempre un mio sogno frequentare questa facoltà, l’idea di Milano, invece, è venuta dopo.

E: Ho intenzione di andare all’università, studiare ciò che mi piace e finire questo percorso in tempi brevi. Poi penso che proseguirò con una magistrale o un master e, infine, con il lavoro.

M: Il mio progetto è quello di proseguire gli studi iscrivendomi all’università.

Come pensi di passare quest’estate? Pensi di fare qualche esperienza all’estero ora che viaggiare è di nuovo un’opzione possibile (ovviamente seguendo le disposizioni dettate da ogni Paese)? maturità 2021: parlano i maturandi/e

C: Ho prenotato un viaggio di una settimana in Italia con le mie amiche. Poi farò altri viaggi con la mia famiglia, ma sempre in Italia.

E: Quest’estate non andrò all’estero, dato che i miei genitori non lo ritengono opportuno per via della situazione pandemica. Sarà un’occasione per riscoprire le bellezze e il patrimonio dell’Italia.

M: Sicuramente quest’estate sarà all’insegna del riposo e del divertimento. Ci sto ancora pensando, ma di certo organizzerò un viaggio in Italia, non all’estero.

Hai in mente di andare a vivere, o fare un’esperienza all’estero (ad esempio l’Erasmus)? Lo hai mai fatto prima?

C: Al quarto anno di liceo ho partecipato a un Exchange Program di sei mesi negli Stati Uniti. Penso che fare esperienze all’estero sia molto importante, soprattutto per una carriera come ingegneria. Il Politecnico offre molte opportunità da questo punto di vista. Inoltre, non mi dispiacerebbe andare a vivere in un altro Paese.

E: Ho già fatto qualche esperienza all’estero durante il liceo. Per due anni sono andata d’estate in Inghilterra ospite di una famiglia. La mia scuola ha anche organizzato uno scambio culturale con un liceo di Parigi. Mi piacerebbe molto fare l’Erasmus, se la situazione pandemica lo permetterà. Non mi spaventa andare a vivere all’estero dopo l’università anzi, lo spero.

M: In questo momento non è nei miei progetti un’esperienza di questo tipo. Molto probabilmente lo farò alla fine del mio percorso universitario.

Pensi che la pandemia possa costituire un ostacolo in tal caso?

C: Almeno per ora, la pandemia costituirà senz’altro un ostacolo. Però sono ottimista, siamo nel 2021 e abbiamo moltissimi mezzi che in passato non esistevano.

E: Se la situazione rimane come quella dell’anno scorso, la pandemia creerà delle difficoltà. Ma sono fiduciosa nell’efficacia dei vaccini e nel rispetto delle norme.

M: Credo che, se non migliorerà la situazione, i viaggi all’estero potrebbero essere limitati.

Quali sono le tue aspettative sul nuovo percorso che ti attende?

C: Molte persone mi hanno detto che l’università sarà più divertente rispetto al liceo, lo spero molto. So che ingegneria non è facile, ma sono pronta a impegnarmi al massimo.

E: Mi aspetto che sarà difficile e impegnativo. Credo che mi servirà del tempo per adattare il mio metodo di studio, ma allo stesso tempo penso che avrò molta più libertà nell’organizzarmi rispetto al liceo.

M: In primis, mi aspetto di laurearmi in corso. Poi, vorrei trovare un lavoro che mi soddisfi, sia dal punto di vista economico che professionale.

Ti senti fiducioso/a e credi di avere delle prospettive in più rispetto agli studenti e studentesse che hanno affrontato la maturità l’anno scorso?

C: Sicuramente siamo più fortunati rispetto ai maturandi dell’anno scorso. Innanzitutto, sono fiduciosa di cominciare l’università in presenza, dato che noi maturandi siamo già stati vaccinati.

E: Credo che siamo in una situazione molto simile. Mi sento più fiduciosa rispetto a loro solo perché spero di cominciare le lezioni in presenza. Deve essere stato davvero difficile iniziare l’università in Dad.

M: Penso di avere le stesse prospettive dei maturandi dell’anno scorso.

Credi che i fondi stanziati dall’Ue nel Next Generation EU (o Recovery Fund) possano offrirti nuove possibilità negate alle ultime generazioni?

C: Sinceramente non sono molto fiduciosa nel nostro Governo. Già in passato hanno attuato delle politiche insensate per l’istruzione. Spero tanto che questi fondi verranno gestiti bene, ma temo che non sarà così. In Italia ci sono alcuni problemi radicati nella società, uno di questi è proprio la scarsa fiducia nei giovani.

E: Credo che quell’1% iniziale per i giovani non abbia aiutato molto. Indica una profonda sfiducia nei nostri confronti. Credo che questo progetto sia stato pubblicizzato poco e male, per questo molti giovani non si rendono conto di tutte le opportunità che offre l’Europa. Però credo che, se questi fondi verranno sfruttati bene, avremo più possibilità delle generazioni passate.

M: Non saprei rispondere a quest’ultima domanda perché non conosco nel dettaglio tutti i progetti legati al Recovery Fund.

 

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